Smart Readiness Indicator: misurare l’intelligenza degli edifici

Decarbonizzazione, sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale: la strada è realizzare edifici intelligenti. Per valutarli, Smart Readiness Indicator

smart Readiness Indicator per valutare intelligenza edifici

Decarbonizzazione, sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale. La strada per raggiungere questi obiettivi è quella dell’integrazione tra tecnologia e costruzioni, realizzando edifici intelligenti e proprio per valutare la loro smartness, è stato introdotto lo Smart Readiness Indicator.

Innovazione e smartness: città ed edifici sempre più intelligenti

Per un futuro sostenibile, la società deve necessariamente porsi obiettivi chiari in termini di risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale. Proprio per questo, si è scelta la via dell’innovazione e della tecnologia, viste come supporti per trasformare le città e gli edifici di oggi in sistemi intelligenti ed efficienti.

smart building e Smart Readiness IndicatorCon il paradigma delle smart city e la sfida degli smart building, il comparto edile ha in qualche modo delineato il proprio futuro. Se in un progetto di smart city, la scala è quella urbana, per i nuovi edifici intelligenti si scende nel dettaglio, unendo tecnologia e progettazione. Questi nuovi edifici devono risparmiare energia, ottimizzare il proprio funzionamento e garantire alle persone sicurezza e comfort.

Per fare ciò, si costruiscono edifici che richiedono pochissima energia per funzionare (NZeb), in cui i sistemi e gli impianti esistenti si integrano con l’IoT e la gestione dei dati. Si tratta di un impegno che riguarda l’Italia così come tutti gli altri paesi, impegnati nel ricercare soluzioni sempre più efficienti e standard per misurare nel migliore dei modi i risultati raggiunti.

Una Direttiva per l’efficienza energetica e l’intelligenza degli edifici

Lo scorso anno, nel mese di giugno, è stata pubblicata una Direttiva UE (2018/844) che ha modificato le precedenti direttive sulle prestazioni energetiche in edilizia e sull’efficienza energetica (ovvero la 2010/31/UE e la 2012/27/UE).

La nuova EPBD (Energy Performance of Building Directive) ha lo scopo di favorire il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici e di fornire indicazioni rispetto gli interventi e gli investimenti da sostenere.

edifici intelligentiTra i punti toccati dalla Direttiva, c’è anche il tema della tecnologia come motore di innovazione del settore edile e, di conseguenza, dell’intelligenza degli edifici. Questo punto è ritenuto importante perché, proprio per garantire efficienza e comfort, l’edificio e gli impianti che lo compongono devono essere in grado di adattarsi alle diverse esigenze richieste nel corso del tempo. Devono, quindi, rispondere al variare delle condizioni ambientali e delle necessità delle persone che occupano gli ambienti.

Proprio questa capacità di adattamento è ciò che determina l’intelligenza dell’edificio. Da qua nasce l’esigenza di trovare un modo per “misurare” in modo uniforme in tutta Europa quanto un edificio sia predisposto all’intelligenza. Ed ecco che prende vita un indicatore, chiamato Smart Readiness Indicator (SRI), utile per valutare la predisposizione alla smartness dell’edificio, oltre al livello di risparmio energetico che garantisce e alle sue prestazioni globali.

Che cos’è lo Smart Readiness Indicator

Lo Smart Readiness Indicator è un indicatore che, con un solo parametro, è in grado di classificare la predisposizione di un edificio all’intelligenza. Le caratteristiche dell’immobile vengono valutate rispetto ad otto punti: energia, flessibilità e interazione con la rete, auto-generazione energetica, comfort degli utenti, convenienza economica, salute e benessere, manutenzione preventiva e informazioni date agli occupanti. Per ciascuna di queste categorie si avrà un punteggio, che concorre a determinare un valore finale, ovvero lo Smart Readiness Indicator di quell’edificio.

Ma oltre a valutare la capacità dell’edificio di adeguare il proprio funzionamento alle necessità dei suoi occupanti, lo SRI è utile anche per ottimizzare l’efficienza energetica e favorire l’interazione con la rete elettrica (si diffondono anche gli impianti di generazione distribuita a fonte rinnovabile) ed altri servizi, come la mobilità elettrica.

Gli smart building, quindi, devono anche essere dotati di una certa flessibilità energetica, dando vita ad una nuova rete elettrica, che supera il funzionamento uniderezionale. Inoltre, questo indicatore vuole essere di facile comprensione anche per gli utenti finali e in questo modo favorire, anche dal basso, scelte di soluzioni tecnologicamente avanzate.

Per individuare un sistema di calcolo dello SRI, è stato commissionato uno studio tecnico che ha analizzato i servizi intelligenti e di rispettivi sotto-servizi, valutando per ognuno l’impatto sul risparmio energetico ed economico, sul comfort degli abitanti e la capacità di relazionarsi con la rete e/o di produrre energia.

Gaia Mussi
Informazioni su Gaia Mussi 16 Articoli
Laureata in Progettazione Tecnologica e Ambientale, da sempre appassionata ai temi della sostenibilità e della tecnologia. Collabora come copywriter con portali, magazine e aziende per la creazione di contenuti inerenti il campo dell’edilizia, della sostenibilità e del risparmio energetico