Per la renovation wave nell’Ue serviranno tre trilioni e mezzo di euro

Uno studio del Green Finance Institute indica che occorreranno 275 miliardi annui da qui fino al 2030 per decarbonizzare gli edifici del continente e raggiungere gli obiettivi della strategia Renovation Wave

Renovation Wave, efficientare e decarbonizzare gli edifici UE

Non bisogna essere esperti di finanza per capire che 3,5 trilioni di euro rappresentano una somma colossale, di gran lunga superiore a qualsiasi stanziamento economico fin qui avvenuto non soltanto a livello nazionale ma anche nell’ambito dell’intera Unione europea. Eppure è proprio pari a 3,5 trilioni di euro l’ammontare delle risorse necessarie a decarbonizzare e ristrutturare gli edifici del Vecchio continente. A indicare questa cifra, all’interno di un’analisi sull’efficienza degli edifici in Europa e sulle strategie future da adottare nel settore immobiliare, è il Green Finance Institute, il principale ente britannico che si occupa della collaborazione del settore pubblico e privato nella finanza green. Un documento che ha un titolo esplicativo: “Sbloccando i trilioni – Innovazione pubblico-privato per realizzare l’obiettivo della renovation wave nell’Unione europea”.

Dal settore edilizio i maggiori consumi

A fare da punto di partenza c’è la considerazione che il settore edilizio europeo è responsabile del 40% del consumo di energia (la maggior quantità di energia utilizzata rispetto a qualsiasi altro settore), registrando il 36% delle emissioni di gas serra nell’Ue ed essendo inoltre responsabile del 50% delle materie prime estratte e del 21% del consumo di acqua.

La ristrutturazione del patrimonio edilizio europeo è dunque fondamentale per raggiungere gli obiettivi del Green Deal fissati dall’Unione. In questo quadro si inserisce il recente fondo Next Generation EU (NGEU) messo a disposizione degli Stati membri, Italia compresa, per la ripartenza economica e sociale dopo gli enormi danni arrecati dalla pandemia.

La componente principale del fondo NGEU è il Recovery and Resilience Facility (RRF), ovvero un mix di risorse pari a ben 673 miliardi di euro costituito da prestiti (360 miliardi) e sovvenzioni (313 miliardi) a disposizione degli Stati membri con l’obiettivo di “tornare a costruire meglio”.

55% in meno di emissioni per il 2030

Un’iniezione di denaro sull’edilizia continentale per far sì che il settore dia il suo contributo decisivo a centrare il primo obiettivo climatico fissato dall’Unione per il 2030, ovvero la riduzione del 55% delle emissioni di gas serra, lungo la strada che dovrà portare l’Europa a raggiungere la neutralità climatica per la metà del secolo.

Peccato, però, che i conti non tornano anche tenendo conto dei quasi 700 miliardi stanziati nel fondo NGEU. Infatti, il report del Green Finance Institute stima che, nel loro insieme, gli investimenti necessari per il prossimo decennio saranno di oltre 3,5 trilioni di euro. Questo significa, appunto, che la renovation wave necessiterà di ulteriori 275 miliardi di euro all’anno da qui fino al 2030.

Un ammontare di risorse gigantesco che è illusorio pensare possa essere garantito dalle Istituzioni Ue e dai governi nazionali. Ed infatti, il report sottolinea come il finanziamento pubblico collegato ai piani di recupero può avviare la renovation wave, a mo’ di fattore d’innesco, ma da solo non può sostenerla.

Renovation wave: coinvolgere il capitale privato

“Pertanto – si legge nello studio del Green Finance Institute -, questi fondi rappresentano un’opportunità chiave per sviluppare nuove politiche d’innovazione e soluzioni di finanziamento pubblici per aumentare il capitale privato. Tale opportunità non può essere sprecata se si vuole vincere la sfida degli investimenti durante questo decennio”.

E per riuscire ad attirare i finanziamenti privati “gli Stati membri dell’Unione europea dovranno esplorare coalizioni che riuniscano i portatori d’interessi pubblici e privati per identificare le soluzioni che consentano di superare le barriere agli investimenti su larga scala”.

A tal fine il Green Finance Institute ha già lanciato in tutta Europa un’iniziativa denominata “Coalition for the Energy Efficiency of Buildings Europe”. Si tratta di una piattaforma che vuole riunire i leader nei settori finanziario, immobiliare ed energetico e, attraverso la politica, il mondo accademico e le organizzazioni non profit di ogni Paese in cui andrà a operare (tra cui l’Italia). Il tutto con l’obiettivo di creare prodotti finanziari innovativi per risolvere l’attuale gap di investimento nella renovation wave.

 

Informazioni su Marco Ventimiglia 222 Articoli
Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità