Superbonus al 110%, entrano in gioco le banche

Per evitare di ripetere l'errore compiuto con lo sconto in fattura, gli istituti bancari scendono in campo nella cessione del credito. Vediamo come funziona

superbonus e cessione del credito

L’Italia, ahinoi, si rivela talvolta un Paese paradossale, dove le iniziative legislative per allargare questo o quel mercato all’atto pratico vengono viste come il fumo negli occhi dai presunti beneficiari. Caso esemplare è stato quello degli interventi di efficienza energetica previsti nel Decreto Crescita, con la possibilità per il cliente finale di trasformare la detrazione di legge in uno sconto sul corrispettivo dovuto. Sconto in fattura che, appunto, in poco tempo ha finito con l’essere preceduto dall’aggettivo famigerato, salvo essere saggiamente eliminato da un successivo provvedimento… Errore che adesso non si vuole ripetere con l’attivazione del Superbonus al 110%, che fra i suoi meccanismi introduce nuove tipologie di cessione del credito e soprattutto chiama in causa le banche.

I danni provocati dallo sconto in fattura

Ma prima di occuparci del ruolo e delle offerte degli istituti di credito, è bene fare un rapido riassunto della puntata (leggasi errore) precedente. Il citato sconto in fattura si è rivelato un’agevolazione per il cliente ma un ostacolo per il fornitore che ha effettuato gli interventi, rimborsato sotto forma di un credito d’imposta spalmato su annualità plurime.

È notorio, infatti, che una dilazione d’incasso può essere sopportata da aziende di grandi dimensioni ma finisce col mettere in difficoltà le piccole e medie imprese, che poi in Italia, anche ragionando sulla green economy, sono l’assoluta maggioranza.

Nel Superbonus versione potenziata della cessione del credito

Veniamo quindi all’attuale Superbonus al 110%, precisando che dopo l’approvazione in Parlamento all’interno del Decreto Rilancio non è ancora completato il relativo quadro regolamentare indispensabile alla sua applicazione pratica (aggiornamento: firmati – il 5 e 6 agosto 2020 – i decreti Asseverazione e Requisiti Ecobonus). Oltre che ricorrere alla classica detrazione fiscale pluriennale, i soggetti che sfruttano il Superbonus hanno la possibilità di ricorrere ad una versione per così dire “allargata” della cessione del credito.

In particolare, per il cliente finale è possibile optare per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da quest’ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante.

riqualificazione energetica ecobonus sconto in fattura

Cessione del credito allargata alle imprese che eseguono i lavori

E proprio per evitare quanto accaduto con lo sconto in fattura, i fornitori possono a loro volta ricorrere alla cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. Ma le banche vengono chiamate in causa anche in relazione ai clienti finali. Quest’ultimi, infatti, possono optare anche per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare rispetto alla detrazione spettante direttamente con gli istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Considerato dal punto di vista delle banche, si tratta di un meccanismo simile alla concessione del mutuo, dove l‘interesse è rappresentato dalla differenza fra l’importo del finanziamento concesso al cliente finale, pari al 100% del costo dei lavori, e quanto verrà poi recuperato dallo Stato, ovvero il 110% del costo suddetto. Essendo il recupero quinquennale (ogni anno all’istituto spetta il 22% del costo) si ottiene appunto l’equivalente di un mutuo concesso con il 2% d’interesse annuale.

Da Intesa Sanpaolo soluzioni finanziarie modulari e flessibili

Vista l’importanza del provvedimento e la potenziale grande platea dei beneficiari, tutte le principali banche italiane si stanno attrezzando con offerte relative al Superbonus al 110%. Ad esempio Intesa Sanpaolo ha annunciato la sua “disponibilità ad intervenire per tutti i clienti interessati all’Ecobonus e al Sismabonus, privati, condomini e imprese”. Da notare, infatti, come le nuove disposizioni relative alla cessione del credito si applicano anche al “vecchio” Ecobonus.

Intesa Sanpaolo specifica inoltre di prevedere l’acquisto dei crediti di imposta dei contribuenti mettendo a disposizione soluzioni finanziarie modulari e flessibili. Acquisto che avverrà sia nella forma diretta sia attraverso la cessione alle aziende, “restituendo in questo modo quella liquidità necessaria al sistema per sostenere gli interventi di riqualificazione, contribuendo al rilancio dell’economia e all’evoluzione del patrimonio immobiliare del Paese in una logica sostenibile”.

Le proposte di Unicredit per i proprietari degli immobili e le imprese

Un approccio sostanzialmente analogo da parte dell’altro gigante bancario Unicredit. Ad esso potranno rivolgersi direttamente i condomini o i proprietari degli immobili per cedere i propri crediti “attivando una linea di credito o un finanziamento dedicati in attesa che tali crediti arrivino a maturazione. In questo caso il controvalore della compravendita del credito fiscale permetterà l’estinzione diretta della linea concessa”.

Inoltre, qualora i condomìni e i proprietari degli immobili ottengano lo sconto in fattura dall’impresa che svolge i lavori, sarà quest’ultima a potersi rivolgere a Unicredit “chiedendo la cessione dei futuri crediti, attivando una linea di credito dedicata che si chiuderà alla maturazione dei crediti fiscali”.

L’approccio di Bnl: “Agiremo da facilitatori con un servizio dedicato”

Un caso interessante, poi, è quello di Bnl. Il vicedirettore generale, Mario Tarantola, ha annunciato la volontà dell’istituto di agire da facilitatore in tema di Superbonus, “intervenendo sia sugli aspetti economici, in modo da rendere l’operazione ancora più immediata e vantaggiosa per tutte le parti coinvolte, sia sugli impatti ambientali derivanti dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano”.

Per questo Bnl ha strutturato un servizio dedicato a quanti vogliano usufruire del Superbonus e possano aver bisogno di consulenza oltre che di un operatore pronto ad acquisire il credito d’imposta previsto dalla norma. “Ciò rappresenta – ha concluso Tarantola – un ulteriore impegno della banca, come operatore economico e sociale, per dare il proprio contributo al rilancio dell’economia del Paese in questa importante fase di ripartenza delle attività imprenditoriali”.

Marco Ventimiglia
Informazioni su Marco Ventimiglia 102 Articoli
Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità

1 Trackback / Pingback

  1. Quanto conviene installare pompe di calore? - ElettricoMagazine

I commenti sono bloccati.