ENEA: in ordine sparso verso gli obiettivi di risparmio energetico

Il rapporto annuale sull'efficientamento del paese evidenzia le diverse velocità dei vari settori: bene residenziale e industria, male il terziario

Risparmio energetico nei diversi comparti: rapporto Enea

Un rapporto annuale, quello sull’efficienza energetica redatto e appena diffuso da ENEA, per molti aspetti illuminante anche se con un grande, inevitabile limite: essendo, come sempre, relativo all’anno già concluso non può illustrare gli effetti della pandemia, fra l’altro non necessariamente negativi visto che in molti contesti stanno accelerando la transizione del comparto energetico dal fossile al green.

Prima stima sull’impatto del virus sui consumi energetici

In realtà, nelle molte pagine del rapporto qualche considerazione sulle conseguenze economiche del virus c’è. “Sulla base di dati ed informazioni disponibili a livello nazionale – si legge -, sia per lo scenario conservativo sia per quello più pessimistico, è stata effettuata una valutazione preliminare degli effetti della pandemia sui consumi energetici a livello regionale rispetto allo scenario tendenziale. E sulla base della dinamica ipotizzata per il Pil regionale, la riduzione stimata dei consumi energetici finali tra il 2019 e il 2020, per l’intero Paese, sarà compresa tra il -7,4% dell’ipotesi conservativa e il -11,1% dell’ipotesi pessimistica”.

Al 2019 obiettivo di risparmio energetico conseguito per il 77,2%

Fra i dati generali nazionali del rapporto ENEA spicca quello relativo all’obiettivo di risparmio energetico, indicato dal Piano d’Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica e dalla Strategia Energetica Nazionale per il periodo 2011-2020. Ebbene, al 2019 risulta essere stato conseguito al 77,2%. Un risultato, peraltro, frutto di situazioni ben diverse a livello settoriale.

In particolare, il residenziale ha già superato il target indicato mentre l’industria è ben oltre la metà del percorso (61,9%). I trasporti si trovano ancora a metà del guado (50,4% dell’obiettivo), mentre arranca il terziario, pubblica amministrazione compresa, che ha fin raggiunto meno di un terzo dal target prefissato (29,4%).

Risparmio energetico annuale - Rapporto Enea

Il ruolo fondamentale delle diagnosi energetiche

ENEA precisa che tra gli strumenti che hanno consentito il raggiungimento di questi risultati sul fronte del risparmio energetico figurano anche le diagnosi energetiche, fondamentali per ottimizzare gli interventi di efficienza energetica nelle imprese.

Il rapporto indica che a dicembre 2019 sono state presentate circa 11.200 diagnosi: “Se fossero realizzati gli interventi individuati, si otterrebbe un risparmio totale di 3,7 Mtep/anno, ripartiti soprattutto in minori consumi elettrici (29%), termici (7%) e di carburante (30%)”. Una stima, purtroppo, tutta da verificare, considerato ciò che sta accadendo in questo 2020…

“Efficienza energetica una leva efficace per la crescita”

A commento dell’indagine ci sono state le parole di Federico Testa: “I risultati che presentiamo – ha dichiarato il presidente ENEA – evidenziano che l’efficienza energetica è una leva efficace per risparmiare energia, ridurre le bollette, contrastare le emissioni inquinanti, ma anche per la crescita e l’occupazione. In questa fase di ripartenza post-Covid dobbiamo saper cogliere al meglio queste opportunità e iniziative, come il superbonus, che vanno nella giusta direzione”.

Lo stesso Testa ha poi sottolineato che “ampliare il raggio di azione degli interventi consentirà di amplificare le ricadute dell’efficienza e creare una filiera nazionale della white economy, rilanciando comparti strategici come l’edilizia e la produzione di beni e servizi. ENEA, anche come Agenzia nazionale per l’efficienza energetica, è impegnata a 360 gradi in questa sfida che comprende la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli immobili più degradati”.

Il problema della povertà energetica delle famiglie

Il presidente ENEA si è anche soffermato sul concetto di povertà energetica, definita come “una nuova forma di povertà e rischio sociale che, purtroppo, riguarda un numero sempre maggiore di famiglie”. E per stimare il fenomeno della povertà energetica in Italia, ENEA ha adottato uno strumento ispirato alla misura LIHC (Low Income – High Costs), impiegata dal Governo britannico. In questo modo è possibile evidenziare il legame significativo tra la povertà energetica e la situazione economica delle famiglie.

Nel 2016 il 10% delle famiglie italiane con i consumi più bassi aveva una spesa elettrica pari al 4,5% della spesa complessiva, mentre il 10% delle famiglie con i consumi più alti aveva una spesa elettrica pari all’1% della spesa complessiva. E per il periodo 2005-2016, il PNIEC stima che 2,2 milioni di famiglie si trovavano in povertà energetica.

Un problema a cui anche le politiche per l’efficienza energetica possono fornire delle risposte concrete. Al riguardo il rapporto sottolinea l’importanza dell’efficientamento energetico degli immobili, ritenuto uno strumento chiave per il contrasto a lungo termine del fenomeno nonché una leva strategica con forti ricadute sociali, economiche, ambientali e occupazionali.

povertà energetica - Rapporto Enea

Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità