Comunità energetiche, il futuro passa dal coinvolgimento sul territorio

Gli scenari ipotizzati dal Politecnico prevedono anche per l'Italia una crescita importante delle associazioni per la produzione e il consumo da rinnovabili

Comunità energetiche, il futuro passa dal coinvolgimento sul territorio

Siamo ancora ai primi passi, ma anche in Italia le prospettive delle comunità energetiche si presentano estremamente interessanti, con la concreta possibilità che recitino un ruolo di primo piano nel processo di transizione energetica verso una società ad impatto zero.

Se ne è parlato durante il webinar “Le Energy Community come leva per lo sviluppo sostenibile delle città”, organizzato dal Politecnico di Milano. Di particolare interesse la relazione introduttiva di Davide Chiaroni, uno dei fondatori di Energy & Strategy, il gruppo di ricerca del Politecnico che si occupa del mondo delle nuove fonti energetiche, della sostenibilità, dell’economia circolare e degli ecosistemi smart.

Un modello innovativo per lo sfruttamento delle rinnovabili

Innanzitutto Chiaroni ha ricordato come “le comunità energetiche rappresentano un modello innovativo relativamente alla produzione e il consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili. Una comunità energetica può essere definita come un insieme di persone/organizzazioni che possono associarsi per condividere energia rinnovabile prodotta da impianti di generazione distribuita”.

Un nuovo soggetto che, appunto, si sta facendo strada anche nel nostro Paese dove “a partire dal decreto Milleproroghe del febbraio 2020, e con una successiva serie di delibere e decreti, siamo arrivati a elaborare le prime linee guida, le prime indicazioni su come queste comunità energetiche possono tradursi sul territorio. Un’azione di sviluppo, quella relativa alle comunità energetiche, che è proseguita nonostante il periodo della pandemia”.

Le configurazioni più efficaci delle comunità energetiche

Chiaroni ha poi sottolineato che se la volontà è quella di rendere “le comunità energetiche dei tasselli fondamentali per lo sviluppo smart delle comunità e delle città, è importante muoversi verso delle configurazioni che permettano davvero di sfruttare in maniera intelligente la produzione e il consumo di energia”.

Ed ancora, “più complessa è la comunità energetica, più servizi è in grado di erogare con maggiore efficienza e più attori entrano a far parte dell’ecosistema della comunità energetica. Ad esempio, accanto al gestore di rete si affiancano i fornitori di piattaforme e software, i fornitori di colonnine di ricarica, i fornitori di sistemi di storage, quelli per gli impianti di produzione energetica da rinnovabili… E più sono gli attori coinvolti, più interessante diventa anche la ricaduta economica associata alla comunità energetica”.

Tre scenari di sviluppo: moderato, intermedio e accelerato

Da qui il gruppo Energy & Strategy del Politecnico ha delineato alcuni scenari di penetrazione delle comunità energetiche immaginando che comincino a svilupparsi sul territorio con un’intensità cha varia da moderata, intermedia o accelerata. In particolare, il primo scenario prevede iniziative promosse dal basso capaci di produrre dei benefici economici.

Nello scenario intermedio si prendono invece in considerazione delle strutture capaci di sviluppare in maniera più proattiva l’azione delle comunità energetiche attraverso il ruolo dei developer, cioè i soggetti che hanno il compito di sviluppare sul territorio l’insieme delle comunità energetiche. Infine, nello scenario accelerato, l’impatto dei developer è amplificato da una grande azione di comunicazione volta a diffondere la consapevolezza dei cittadini sulle potenzialità che le comunità energetiche hanno all’interno del sistema.

comunità energetiche: i tre scenari possibili

Conseguenze importanti sulla produzione da rinnovabili

Quali che siano i tre scenari, le conseguenze ipotizzate sulla produzione da rinnovabili nel nostro Paese saranno comunque importanti. Nel dettaglio, il contributo delle comunità energetiche rispetto alla produzione da fotovoltaico prospettata per il 2025 (40,1 TWh/anno) è stimato al 7,5% nello scenario moderato, che diventa un 10,7% e un 15,5% nel caso di sviluppo intermedio o accelerato.

Un incremento nella produzione energetica a cui corrisponderà un importante ritorno economico per le imprese che si occupano della fornitura delle principali tecnologie abilitanti alla formazione delle comunità energetiche. Benefici che riguarderanno soprattutto venditori e installatori di impianti fotovoltaici il cui volume d’affari nel 2025 è destinato ad accrescersi dai 2,5 agli oltre 5 miliardi di euro a seconda dello scenario preso in considerazione.

Le ricadute energetiche e ambientali delle comunità energetiche

Meno consistenti in termini quantitativi, ma altrettanto significativi ragionando per crescita percentuale, gli incrementi del giro d’affari per le imprese che commercializzano sistemi d’accumulo (fino a +600 milioni di euro nel 2025) e per le aziende che forniscono hardware, software ed altre tecnologie abilitanti (la crescita stimata è fino a 300 milioni di euro).

Comunità energetiche: le tecnologie abilitanti

Marco Ventimiglia
Informazioni su Marco Ventimiglia 137 Articoli
Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità