Cosa sono le classi di prestazione energetica e come si definiscono

Gli edifici, a seconda delle loro prestazioni energetiche, sono suddivisi in differenti classi energetiche, dalla G alla A, come attestato nell’APE di riferimento

Come si definisce la classe energetica di un edificio

La classificazione degli edifici sulla base delle prestazioni di efficienza energetica è ormai in vigore da diversi anni, anche se vari aggiornamenti normativi hanno apportato nel tempo diversi cambiamenti. Senza ripercorre l’intera storia della normativa sull’efficienza energetica, è possibile partire dal DL 63/2013 che ha sostituito il vecchio Attestato di Certificazione Energetica (ACE) con l’Attestato di Prestazione Energetica (APE). A questo decreto, seguono altri 3 decreti, del 26 giugno 2015, che apportano ulteriori novità nel settore.

Tra queste, una riguarda proprio le linee guida con cui redigere il nuovo APE, che va obbligatoriamente compilato in caso di locazioni e compravendite.

L’APE è un documento che descrive le prestazioni energetiche di un edificio, calcolandone i consumi e le dispersioni e attribuendogli una classe in base al risultato ottenuto. Dal 1° ottobre 2015, le classi di prestazione energetica sono 10. Partendo dalla “peggiore”, la G, si sale fino alla classe A, che a sua volta si suddivide in 4 sottoclassi: A4, A3, A2, A1. Ad ogni classe energetica corrisponde un consumo energetico dell’edificio.

Come si calcola classe energetica di un edificio

La prestazione energetica dell’immobile deriva dalla definizione di un indice di prestazione energetica globale (EPgl, in italiano anche IPE), che a sua volta racchiude il contributo per la climatizzazione invernale (EPh,nren), la climatizzazione estiva (EPc,nren), la produzione di acqua calda sanitaria (EP2,nren), la ventilazione meccanica (EPv,nren). L’unità di misura utilizzata per i calcoli e per definire questi indici è il kWh/m2 anno.

Per calcolare i consumi energetici è fondamentale che il tecnico incaricato (e abilitato) effettui dei sopralluoghi presso l’immobile, raccogliendo informazioni in merito alle sue caratteristiche e agli impianti presenti. Per il calcolo vengono utilizzati dei software, che simulano il comportamento dell’edificio sulla base dei dati inseriti.

Per gli edifici non ancora realizzati, le linee guida spiegano come ricorrere alla procedure di calcolo da progetto, in cui si fa riferimento al progetto energetico dell’edificio per i dati necessari al calcolo. In ogni caso si valutano elementi come:

  • la dimensione,
  • la tipologia dei materiali utilizzati e degli infissi,
  • le dispersioni,
  • le condizioni climatiche locali,
  • la tipologia di impianti installati;
  • la presenza di soluzioni per la produzione di energia rinnovabile.

Risparmio energetico in base alla classe di efficienza

I vantaggi di una casa in Classe A e come ottenere casa passiva

Un edificio in Classe A, oltre ad essere più sostenibile, assicura vantaggi anche per i suoi abitanti. Consumare meno energia, infatti, significa anche ridurre le spese per il mantenimento di casa e il suo utilizzo.

Infatti, gli interventi di riqualificazione necessari ad aumentare la classe di un edificio (come la posa di un cappotto e l’installazione di una nuova caldaia), permettono di mantenere il comfort interno, riducendo l’energia necessaria agli impianti per riscaldare, ventilare e illuminare casa. Inoltre, una casa ben isolata, ventilata e che può contare su impianti efficienti è anche garanzia di salubrità e benessere. Infine, anche il valore immobiliare dell’edificio sale, in quanto il fabbricato è di qualità.

Se, invece, i consumi sono addirittura azzerati o quasi, si parla di casa passiva o di NZEB (Near Zero Energy Buildings). Nel primo caso, l’edificio viene progettato dando priorità al comfort interno ricorrendo il meno possibile a sistemi impiantistici attivi (grazie anche ai principi di progettazione bioclimatica), se non per bassissime quantità di energia. In questo caso il bilancio energetico è davvero basso, grazie anche al ricorso alla progettazione bioclimatica. Negli NZEB, invece, si considera anche l’apporto delle fonti energetiche rinnovabili, che vanno a bilanciare i consumi energetici dell’edificio. Gli NZEB sono stati introdotti con la Direttiva Europea 31/2010/CE, mentre le Passivhaus possono essere certificate su base volontaria.

edificio: classe energetica dalla G alla A

Le certificazioni volontarie per gli edifici

Oltre all’Attestato di Prestazione Energetica (APE) obbligatorio per legge, ci sono diverse certificazioni volontarie per misurare la sostenibilità e le prestazioni degli edifici.

Un esempio è proprio la certificazione Passivhaus, ottenuta a seguito del rispetto verificato di un protocollo definito dal Passivhaus Insitut di Darmstadt. Questa certificazione non certifica solo il risultato finale in termini di consumi, ma l’intero approccio progettuale. In Italia è rilasciata dall’Ente Certificatore Zephir PassivHaus Italia, che propone anche un software specifico per l’esecuzione dei calcoli termici ed energetici. Una particolarità, è anche la richiesta dei risultati di un Bloweer Door Test, per verificare la tenuta all’aria.

Altre certificazioni volontarie degli edifici sono rilasciate secondo il protocollo LEED o il protocollo ITACA. Si tratta in entrambi i casi di sistemi a punteggio che valutano la sostenibilità dell’edificio, andando oltre il consumo energetico, che è solo uno dei requisiti. Per queste certificazioni, infatti, si considerano anche aspetti come la tipologia dei materiali utilizzati, il consumo di risorse per la costruzione, la gestione dell’acqua, la qualità ambientale interna.

Infine, c’è la certificazione CasaClima, che, come i precedenti sistemi, valuta sia le prestazioni energetiche, che la qualità e la sostenibilità dell’edificio. L’ente di riferimento è l’Agenzia CasaClima e per ottenere il certificato si devono superare positivamente sia dei controlli documentali, che in cantiere e presso l’immobile. La richiesta della certificazione, infatti, deve sempre essere fatta prima dell’inizio dei lavori.

Informazioni su Gaia Mussi 93 Articoli
Laureata in Progettazione Tecnologica e Ambientale, da sempre appassionata ai temi della sostenibilità e della tecnologia. Collabora come copywriter con portali, magazine e aziende per la creazione di contenuti inerenti il campo dell’edilizia, della sostenibilità e del risparmio energetico