Riqualificazione energetica: la chiave della ripresa

La riqualificazione energetica è la strada per aiutare l'Italia e il suo tessuto imprenditoriale a risollevarsi dopo l'emergenza Covid-19

edilizia e riqualificazione energetica per il rilancio

Passata la fase più critica dell’emergenza Covid-19, il nostro paese ha intrapreso finalmente il lento cammino verso la normalità. Ora però occorre avviare la ripresa e tra i fattori che possono sostenerla vi è la riqualificazione energetica, con un impulso verso la sostenibilità. Ne abbiamo parlato con Angelo Carlini, presidente di Assistal.

Ricominciare dalla riqualificazione energetica

Angelo Carlini, presidente di AssistalRipartire. È questo l’imperativo che attraversa lo stivale, ma da dove e con quali prospettive? Certamente, afferma Carlini, servono misure economiche che siano tanto efficaci quanto coraggiose. “La fase emergenziale che stiamo vivendo” dice “impone un adattamento funzionale alla situazione contingente, al fine di non aggravare ulteriormente la condizione di disagio in cui versano le nostre imprese”.

Il settore impiantistico e dei servizi di efficienza energetica può svolgere un ruolo essenziale per la ripresa economica. “In un momento drammatico da un punto di vista produttivo e occupazionale, dobbiamo alimentare il nostro mercato interno. La misura che il Governo ha inserito nel Decreto Rilancio – approvato dal Consiglio dei Ministri ieri sera 13 maggio 2020 e annunciato in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – prevede un potenziamento delle percentuali di detrazione (Ecobonus e Sismabonus) introducendo il Superbonus al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica e di adeguamento antisismico, così come per l’installazione degli impianti fotovoltaici, potrebbe rivelarsi efficace nell’ambito delle politiche economiche per il rilancio del sistema paese”.

Una misura efficace? La cessione del credito d’imposta

Per aiutare le imprese possono essere adottate anche altre soluzioni come il “concedere la possibilità a imprese e committenti di cedere il proprio credito d’imposta a banche, assicurazioni o altri intermediari finanziari”. Una misura “incisiva” spiega Carlini “che l’Associazione ha proposto nei mesi scorsi in audizione dinanzi alla X commissione del Senato e che ora è divenuta percorribile”.

Le politiche di rilancio economico quindi dovrebbero passare attraverso:

  • riqualificazione energetica
  • ristrutturazioni
  • sostenibilità.

Le ristrutturazioni e le riqualificazioni energetiche rappresentano un mercato che coinvolge tutta la filiera delle costruzioni, nella quale le nostre imprese rivestono un ruolo fondamentale e insostituibile, e possono dare linfa vitale a tutto il paese. Nel dopoguerra il boom economico arrivò proprio da un esponenziale sviluppo delle costruzioni; allora si trattò di una crescita incontrollata, oggi sappiamo che va orientata verso un sistema sostenibile. E non c’è sostenibilità senza una riqualificazione in termini di efficientamento energetico degli edifici. Dunque, la strada per ripartire è chiara e le nostre imprese sono pronte e saranno protagoniste di questa nuova era. Ci auguriamo che tutto il sistema, a partire dalle istituzioni, sia pronto a sostenere uno sforzo collettivo con un duplice obiettivo: una rinascita economica immediata e un modello energetico sostenibile per la salvaguardia del nostro pianeta e delle generazioni future”.

Linee guida per ripartire sicuri

Il lavoro di Assistal accanto alle proprie aziende è stato costante in questi mesi. “Nelle prime settimane dell’emergenza sanitaria abbiamo assistito a un arresto di tutte le attività che non fossero correlate all’ambito sanitario. Al di fuori di questo, le attività delle nostre imprese si sono concentrate su lavori straordinari di guasto o ripristino, non senza problemi di approvvigionamento dei materiali e al difficile, se non impossibile, reperimento dei dispositivi di protezione individuale” ricorda il presidente.

“Come Associazione, abbiamo supportato le imprese nella ricerca di fornitori di DPI per permettere che lavorassero in sicurezza.
Oggi, la convivenza con il virus impone anche una rivisitazione delle organizzazioni aziendali e delle stesse procedure operative. Per tale ragione, stiamo lavorando alla messa a punto di specifiche linee guida a supporto del comparto che, partendo dal Protocollo di sicurezza del 14 marzo, successivamente integrato il 24 marzo scorso, si riferiscono alle attività svolte dalle nostre imprese”.

Lavorare “smart”

Carlini spiega infine cosa resterà nelle abitudini delle imprese alla fine dell’emergenza. “La pandemia da Covid-19 ha avuto indubbiamente un impatto sul mondo del lavoro, malgrado lo stesso sia in costante evoluzione. Ne è un esempio il ricorso allo smart working o lavoro agile che, da strumento di welfare aziendale, è diventato uno strumento necessario per bilanciare salute pubblica, sicurezza sul lavoro e produttività. Una modalità di lavoro che fa bene anche all’ambiente: meno spostamenti e minori spazi necessari”; per quanto, ricorda, non sempre applicabile.

“Laddove il ricorso allo smart working non è stato possibile, le imprese hanno dato prova di responsabilità e professionalità, rimodulando e riorganizzando le attività e i turni di lavoro per proteggere i propri lavoratori che sono la linfa vitale dell’intero sistema imprenditoriale”.

Raffaella Quadri
Informazioni su Raffaella Quadri 28 Articoli
Giornalista freelance, lavora da anni nel campo della comunicazione, in particolare nei settori tecnico industriali – tra cui l'elettrico e il comparto delle tecnologie –, esperienza che le ha permesso di sviluppare un approccio multisettoriale.