In Italia più edifici con elevate prestazioni energetiche

Il rapporto sulla certificazione energetica curato da Enea evidenzia un incremento del 3% nel quadriennio 2016-2019 grazie a ristrutturazioni e nuove costruzioni

In attesa dell’auspicato boost legato agli effetti del Superbonus al 110%, la conversione in ottica green del patrimonio immobiliare italiano è già in atto con ritmi accettabili. È quanto emerge dal Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici di ENEA e CTI (Comitato Termotecnico Italiano). Si tratta di un’indagine basata su oltre 4,5 milioni di attestati di prestazione energetica (APE) presentati nel periodo 2016-2019.

In particolare, le valutazioni svolte si basano sui dati raccolti attraverso il SIAPE (Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica) e su quelli forniti dalle singole Regioni e Province Autonome nel quadriennio considerato, facendo riferimento per le analisi di dettaglio a un campione di circa 2.000.000 di APE sui 4 milioni e mezzo complessivi.

Crescita dal 7% al 10% nel quadriennio 2016-2019

La grande mole di informazioni a disposizione ha permesso un’analisi molto esauriente dell’evoluzione in atto degli immobili residenziali (che pesano per l’85% sul totale degli attestati) e di quelli non residenziali (il 15% sul totale degli APE). Sicuramente il dato generale che più cattura l’attenzione è quello della crescita complessiva degli edifici ad elevate prestazioni energetiche nel nostro Paese, che passano da circa il 7% al 10% del totale nel quadriennio di riferimento, grazie al contributo di ristrutturazioni importanti e di nuove costruzioni.

numero e tipologia di Attestati di prestazione energetica

Strumento di monitoraggio per valutare l’efficacia delle incentivazioni

Quello della crescita “green” complessiva del settore immobiliare rappresenta l’indicatore principale di un rapporto che si propone, come sottolinea ENEA, quale strumento di monitoraggio per valutare l’efficacia dei meccanismi di incentivazione, delineare l’andamento degli obiettivi di transizione energetica del parco edilizio italiano e quantificare il contributo potenziale del settore agli obiettivi comunitari di risparmio energetico, utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e riduzione delle emissioni di CO2.

Oltre il 60% di edifici con scarse prestazioni energetiche

L’analisi del settore residenziale mostra che oltre il 60% del campione dati è caratterizzato da scarse prestazioni energetiche, ricadendo nelle classi energetiche F e G. A pesare maggiormente è il fatto che larga parte del parco edilizio nazionale risale al periodo tra il 1945 e il 1972, come risulta dalle valutazioni dell’anno di costruzione.

Di contro, appena l’8% del campione è relativo agli edifici appartenenti alle classi energetiche più alte (A4-B). Tuttavia, nel complesso si evidenzia un miglioramento della qualità energetica degli immobili, con un significativo aumento percentuale degli APE relativi alle classi energetiche A4-B nel periodo di emissione 2016-2019, dovuto all’applicazione delle politiche energetiche nel settore delle costruzioni.

Le prestazioni energetiche Edifici - fonte Enea

Le peculiarità del settore degli immobili non residenziali

Peculiari alcuni dati relativi al settore non residenziale, che presenta una quota maggiore di immobili nelle classi energetiche C e D (oltre il 30%) rispetto a quello residenziale. Inoltre, più del 10% degli APE si collocano nelle classi energetiche A4-B, indicando una più elevata propensione a intraprendere azioni indirizzate alla riduzione dei consumi energetici.

Ed ancora, l’andamento del settore non residenziale nel periodo di emissione 2016-2019 mostra l’aumento della percentuale di unità nelle classi energetiche migliori (A4-B), seguito da una contemporanea diminuzione della percentuale di immobili collocati nelle classi energetiche intermedie (C-E).

Le analisi sulla motivazione di redazione dell’APE

Dal Rapporto annuale emerge anche che dietro la larga maggioranza degli APE richiesti non ci sono finalità green. Nel dettaglio, le analisi sulla motivazione di redazione dell’APE mettono in luce una prevalenza di passaggi di proprietà e locazione (oltre l’80% dei casi), procedure che si limitano a fotografare la situazione esistente, senza comportare interventi di miglioramento della prestazione energetica.

Fra le altre motivazioni che portano alla richiesta dell’attestato di prestazione energetica, c’è la volontà di procedere a ristrutturazioni importanti (il 3,7% del totale), la realizzazione di nuove costruzioni (3,4%) e la riqualificazione energetica dell’immobile (2,7%).

Prestazioni energetiche - motivazioni effettuazione APE

Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità