Stop alla vendita e affitto di case energivore? La Ue ci ripensa

Nella direttiva sul Rendimento energetico dell’edilizia (EPBD) viene prima inserito il futuro divieto di vendita e affitto degli immobili “energivori” ma poi arriva il dietrofront

Case energivore, la Commissione Ue vola alto ma poi perde quota…

Prima le indiscrezioni sulla nuova direttiva sul Rendimento energetico dell’edilizia, con l’inserimento di un drastico divieto di vendita e affitto degli immobili e case energivore, poi il dietrofront proprio su questo punto: fra i compiti della Commissione Ue non dovrebbe figurare l’occupazione dei media a suon di annunci clamorosi, eppure a Bruxelles l’andazzo sembra essere proprio questo…

Una spinta alla riqualificazione

È accaduto tutto in pochi giorni ed è comunque giusto sottolineare che, al di là della marcia indietro di cui sopra, il testo della direttiva che dovrà essere discusso e approvato dall’Europarlamento conferma la volontà dei vertici Ue di imprimere una forte accelerazione alla riqualificazione del patrimonio edilizio del continente con l’obiettivo di “trasferirne” gran parte in pochi anni all’interno di classi energetiche più performanti.

La direttiva già esistente sul Rendimento energetico dell’edilizia, nota con l’acronimo EPBD (Energy performance building directive), interessa gli edifici pubblici e privati e necessita di una revisione nella logica del raggiungimento della neutralità climatica per la metà del secolo, con l’obiettivo intermedio del taglio del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030.

La prima bozza del provvedimento, accanto ad una stretta sulle classi energetiche peggiori ammesse per gli edifici pubblici e privati, conteneva una dura parte sanzionatoria a garanzia dell’effettivo efficientamento del patrimonio edilizio continentale. Infatti, veniva previsto un meccanismo stringente di certificazione edilizia, il cui mancato rispetto avrebbe di fatto collocato l’immobile fuori dal mercato.

Modello prestabilito europeo

In particolare, l’introduzione dal 2026 di un modello prestabilito europeo, rilasciato solo con l’appartenenza a una classe energetica ammessa, avrebbe di fatto impedito la vendita, la ristrutturazione e anche l’affitto degli edifici privi della certificazione perché troppo “energivori”.

Un esempio? La previsione per gli edifici e le unità immobiliari private, contenuta nella direttiva, del rientro almeno nella classe energetica F a partire dal 2030 (classe E nel 2033) avrebbe reso invendibili e inaffittabili gli immobili con classe energetica G a partire dal prossimo decennio. Quindi una regolamentazione con gigantesche conseguenze, basti pensare, guardando all’Italia, che secondo i dati dell’ENEA il 35% delle abitazioni è collocato nella classe energetica peggiore, appunto la G. Se poi si sommano le abitazioni in classe F si arriva invece al 60% del totale…

Testo opportunamente “corretto”

Sono passati pochi giorni, come detto, e dalla bozza si è passati alla versione definitiva della direttiva rilasciata dalla Commissione Ue, con un testo opportunamente “corretto” dopo le preoccupazioni espresse sulla prima versione da molti Stati membri dell’Unione.

In realtà, il meccanismo che prevede scaglioni temporali per la riqualificazione energetica degli edifici nella sostanza non viene modificato rispetto alla bozza. Oltre a quanto detto relativamente agli immobili privati, per gli edifici pubblici il livello di performance energetica dovrà passare almeno al livello F entro il 2027 e almeno al livello E entro il 2030. Scompare del tutto, però, il sistema sanzionatorio attraverso il modello di certificazione, il cui mancato rilascio impedisce la vendita o l’affitto dell’immobile. Al momento le case energivore sembrano salve!

Nella versione definitiva della direttiva EPBD viene invece introdotto un meccanismo la cui applicazione concreta è affidata agli Stati Membri. Quest’ultimi dovranno identificare il 15% degli edifici che hanno performance peggiori per poi procedere alla loro riqualificazione energetica rispettando le tempistiche e le indicazioni delle classi energetiche già presenti nella bozza del provvedimento.

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità