Videosorveglianza termografica: il “new normal” della sicurezza?

Le tecnologie per la rilevazione del calore si uniscono alle telecamere in megapixel per applicazioni di sicurezza del tutto nuove. La videosorveglianza termografica secondo Alberto Vasta di Mobotix

immagine termografica

Fare videosorveglianza termografica significa proteggere, monitorare, rilevare attraverso il calore. Un nuovo modo di concepire i sistemi di sicurezza che implementa il tradizionale ruolo “visivo” delle telecamere, abilitando proposte integrate da applicare in contesti professionali strategici.
Come nascono e dove si applicano le termocamere? Il particolare momento storico che stiamo vivendo ha accelerato l’evoluzione del settore, mentre il concetto stesso di security cambia forme e prospettive. Ce le racconta Alberto Vasta, Country Manager Italia e Malta di Mobotix.

Storia e avanguardia della videosorveglianza termografica

Alberto Vasta Country Manager Italia e Malta di Mobotix“Le applicazioni di sicurezza con tecnologia termica nascono oltre vent’anni fa in ambito militare e navale – spiega Vasta -. Mobotix ha iniziato a sviluppare questi sistemi nel 2012, ma oggi alla termografia si aggiunge la termometrica, un passo avanti analitico nelle applicazioni software legate alle telecamere”.
Questa tecnologia permette infatti di assegnare un valore numerico a ogni punto di calore rilevato, discriminando fino a 20 temperature differenti all’interno della stessa inquadratura e con soglie di intervento di 0,5° C. Unire termografia e termometria significa monitorare, anche attraverso un solo dispositivo, persone, macchine, impianti e ambienti. Il tutto, misurando la temperatura in tempo reale con la massima precisione e segnalando anticipatamente le eventuali criticità.

Non solo antincendio, il valore della temperatura oggi

Ma come siamo arrivati all’applicazione della termografia nella videosorveglianza? “Anzitutto, la tecnologia è approdata all’utente finale quando è diventata economicamente più accessibile – racconta l’intervistato -. Mobotix ha investito in diversi settori verticali per aggiungere la componente termica ai sistemi in megapixel. Ecco perché proponiamo telecamere con doppio sensore: uno per percepire calore e l’altro per identificare questo calore”.
Le termocamere di nuova generazione permettono così di ottimizzare i processi aziendali con ulteriori garanzie di sicurezza. Ecco alcuni esempi interessanti e, se vogliamo, sorprendenti.

Agroalimentare: calore che fa la differenza

La prima applicazione viene dal mondo agricolo. Più precisamente da un grande allevamento di suini dove serve controllare la temperatura corporea di ogni singolo capo prima di avviarlo alla macellazione. Questo per evitare l’aggiunta di antibiotici al mangime ed efficientare la gestione delle eventuali malattie. “La soluzione proposta impiega una sola telecamera termica puntata su tutti i capi, tarata su una temperatura di base di 37 °C, che mostra un’immagine totalmente blu – racconta Vasta -. Quando compaiono macchie di colore rosso e arancio siamo in presenza di animali febbricitanti, da sottoporre a controlli più accurati. Verifiche che si possono attuare attraverso soluzioni termiche-termometriche (TR)”.

Restando nella filiera del food, la videosorveglianza termografica trova ideale impiego nelle celle frigorifere per lo stoccaggio delle carni. Qui, gli apparecchi segnalano tempestivamente le temperature anomale o il superamento delle soglie pre-impostate. Un’arma preventiva importante per proteggere gli alimenti deteriorabili e ottimizzare la loro conservazione.

Dare continuità operativa all’industria

Interessante anche il controllo operativo in ambito industriale. Pensiamo infatti a una serie di macchine che devono lavorare, in contemporanea, a temperature diverse (100 °C, 300 °C, 350 °C, ecc.). Oltre a controllare il corretto funzionamento, il sistema termico percepisce una differenza fino a 0,001 gradi. Ed è dunque in programmato per lanciare pre-allarmi ed evitare guasti o incendi.
“Anche in questo caso, il valore numerico della temperatura fa la differenza. Basta un pixel all’interno dell’inquadratura per far scattare la segnalazione – aggiunge il manager di Mobotix -. Le realtà produttive possono sfruttare le soluzioni termografici e termometrici per fare manutenzione preventiva e ottimizzare i costi operativi”.

Operazioni rinnovabili

Continuiamo la panoramica applicativa con la manutenzione dei pannelli fotovoltaici. In particolare, con la tecnologia termica per il monitoraggio del loro funzionamento all’interno dei parchi solari di grandi dimensioni. Qui, un dispositivo installato su un drone può velocizzare i controlli periodici, effettuando un’efficace scrematura attraverso il colore delle immagini (blu se il pannello funziona correttamente, rosso o arancio nel caso di probabile guasto).

Videosorveglianza termografica con Mobotix telecamera M73

Termocamere in epoca di pandemia

Eccoci infine alla grande sfida sanitaria del Covid-19. La videosorveglianza termografica si inserisce efficacemente – lo sperimentiamo ogni giorno – nelle strategie di monitoraggio delle persone in ottica anti contagio. Ma la tematica resta complessa: “Disponiamo di strumenti performanti e affidabili, ma nessuno di questi proviene dal mondo medicale – commenta Vasta -. Una volta identificate le necessità, abbiamo messo rapidamente in campo tutte le nostre competenze per adattare le soluzioni Mobotix alle funzionalità che si facevano di giorno in giorno più urgenti”. Fondamentale, in tal senso, la collaborazione con i partner installatori per portare sul territorio soluzioni performanti e sicure.

Ambienti esterni, pubbliche amministrazioni, aeroporti, ospedali, centri commerciali: ogni caso deve essere personalizzato. Ma soprattutto in grado di rispondere efficacemente alle mutevoli esigenze di questa nuova normalità.

Il sensore termico-termografico rappresenta uno step evolutivo fondamentale in ottica di prevenzione

I vantaggi concreti del doppio sensore

Un’unica soluzione, due sensori (il visibile e il termico), un ecosistema di funzionalità. Dalla rilevazione della temperatura corporea associata al controllo accessi, al riconoscimento facciale che integra il relativo dato termico per verificare che le persone indossino la mascherina. Fino alla telecamera in grado di gestire l’accesso agli spazi interni e il distanziamento sociale nelle code.

Tutto questo è possibile grazie ad applicativi dedicati. “La proposta Mobotix è come uno smartphone – conclude Alberto Vasta -. In base alle esigenze si acquistano le licenze e si attivano software opzionali, già integrati alle telecamere. Non possiamo più parlare di semplice videosorveglianza: la realtà che stiamo vivendo ha ridotto le necessità di sicurezza in termini di antintrusione favorendo invece le attività di monitoraggio. Le richieste sono tante e particolari, la sfida è rispondere in tempi brevi con soluzioni su misura sviluppate in collaborazione con software house selezionate”.
La prospettiva diventa dunque integrata, termico e megapixel insieme per una sicurezza a 360 gradi.

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