Tempi di inattività nell’industria: quanto costano gli imprevisti?

Fino a 116.000 euro all’ora, secondo l’ultima suvey di ABB sull’affidabilità degli impianti industriali e la corretta strategia di manutenzione
Tempi di inattività non programmati dell'industria

L’affidabilità e la continuità operativa nel mondo industriale sono praticamente tutto, considerando i disagi economici e pratici dei tempi di inattività dovuti a interruzioni non pianificate. “Il valore dell’affidabilità” – è proprio questo il titolo dell’indagine di ABB – parte dal presupposto che il 65% delle aziende italiane subisce imprevisti di questo genere almeno una volta al mese.

La ricerca, condotta in collaborazione con Sapio Research a luglio 2023, ha coinvolto ben 3.215 responsabili delle decisioni circa la manutenzione degli impianti a livello globale. Nei settori produzione di energia, plastic & rubber, oil & gas, eolico, chimico, ferroviario, servizi pubblici, marine, food & beverage, water e waste-water e metal. La loro perdita, in caso di tempi di inattività non pianificati, arriva addirittura a 116.000 euro all’ora. Eppure, il 25% dei decisori italiani ancora pratica una manutenzione di tipo “run-to-fail”. Ovvero, si interviene con la riparazione solo quando si verifica un guasto. Come uscire da questa dinamica? In seguito, le principali evidenze e le soluzioni proposte da ABB.

Ridurre i tempi di inattività è possibile

I risultati della survey sottolineano ancora una volta l’importanza della manutenzione delle apparecchiature. Il 92% degli intervistati globali dichiara che fare manutenzione ha permesso di aumentare i tempi di attività degli impianti nell’ultimo anno. Con un miglioramento di almeno un quarto, segnalato dal 38% dei decision maker industriali.

Inoltre, tre quarti di loro ritengono che l’affidabilità abbia un impatto positivo sulla reputazione dell’azienda e sui risultati finanziari. E che li aiuti a rispettare gli obblighi contrattuali, prevenire gli sprechi e fidelizzare i clienti. Gli intervistati considerano poi l’affidabilità una priorità assoluta quando si tratta di acquistare di nuovi macchinari. Il 60% di loro prevede dunque di aumentare gli investimenti in affidabilità e manutenzione nei prossimi tre anni. E un terzo delle aziende globali pensa di incrementarli di più del 10%.

La perdita economica dovuta ai tempi di inattività
La perdita economica dovuta alle interruzioni non programmate (Fonte: Value of Reliability: ABB Survey Report 2023)

Il valore dell’assistenza

L’analisi dei dati ci restituisce anche l’impatto del costo di una fermata, chiaramente variabile in funzione del tipo di processo e di impianto. Motivo per il quale le realtà produttive dovrebbero puntare su un partner affidabile nel lungo periodo. In modo da affrontare i problemi con intelligenza e proattività, sfruttando tutto il potenziale della trasformazione digitale.

“L’obiettivo dovrebbe essere quello di passare da un approccio alla manutenzione ad alto rischio a una strategia a lungo termine basata sui risultati – si legge in apertura del report -. Questo migliorerà l’affidabilità e ridurrà i costi complessivi. Incoraggiante, in quest’ottica, il fatto che l’87% degli intervistati si dica interessato a un simile contratto di manutenzione”.

I vantaggi sono molteplici:

Il passaggio a una filosofia basata sui risultati, che possiamo definire servitizzazione, comporta questi e altri benefici. Può accompagnare le imprese verso gli obiettivi prefissati, nel rispetto delle normative in materia di emissioni e sostenibilità.

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Maria Cecilia Chiappani

Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.
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