Le associazioni al governo: abolire subito lo sconto in fattura

Dopo aver celebrato un "Green New Deal", il governo è atteso a un passo concreto: Confartigianato, Cna, Angaisa, Anfit, Italia Solare chiedono l'abolizione dell'art. 10 del Decreto Crescita

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Delle grandi ambizioni di questo governo in tema di green economy, almeno in base alle parole pronunciate dal premier Giuseppe Conte nel suo discorso d’insediamento, si è dato conto nelle settimane passate. Il tempo, però, non concede sconti e per l’esecutivo sembra già arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti su un tema molto delicato, licenziando un provvedimento invocato in questi giorni da molte associazioni di categoria e fortemente atteso da tante piccole e medie imprese che operano già adesso in un regime di economia circolare.

Sconto in fattura: articolo 10 del Decreto Crescita

Ad essere oggetto delle attenzioni del Consiglio dei ministri dovrebbe essere una rimodulazione del Decreto Crescita nella parte che prevede per gli interventi di efficienza energetica, ad esempio sulle abitazioni, la possibilità per il cliente finale di trasformare la detrazione di legge in uno sconto sul corrispettivo dovuto (articolo 10 del decreto). Un’agevolazione, lo sconto in fattura, che però va di fatto a scaricarsi sul fornitore che ha effettuato gli interventi, rimborsato sotto forma di un credito d’imposta spalmato su annualità plurime. Una dilazione d’incasso che può essere sopportata, specie nel caso di importi non elevati, da aziende di grandi dimensioni, ma che sta mettendo in difficoltà tante piccole e medie imprese, che poi in Italia sono l’assoluta maggioranza.

Il ministro Patuanelli: “Attivare tavolo di confronto”

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano PatuanelliUn problema che di sicuro è presente nell’agenda del governo, tanto è vero che solo pochi giorni fa il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha dichiarato che con il meccanismo dello sconto in fattura e la detrazione in più anni “l’azienda si trova in assenza di liquidità immediata e quindi le piccole e medie imprese si possono trovare in difficoltà”. Da qui l’esigenza di “attivare un tavolo di confronto per individuare la soluzione migliore”.

Una tempistica d’intervento, quest’ultima, che però non appare adeguata a far fronte all’emergenza in atto e che, ad esempio, ha spinto la CNA a chiedere “di inserire nell’attuale Legge di Bilancio l’abrogazione dell’articolo 10 del Decreto Crescita”.

Su posizioni analoghe l’Angaisa, che rappresenta i commercianti di articoli sanitari, climatizzazione, pavimenti, rivestimenti e arredobagno. In una lettera agli associati sottolinea “l’impegno dell’associazione volto a far approvare dal governo l’abrogazione dell’art. 10 del Decreto Crescita o, quanto meno, sostanziali modifiche alle sue modalità applicative. L’articolo penalizza gravemente le piccole e medie imprese installatrici e distributrici, avvantaggiando un ristretto gruppo di operatori (tra cui le principali multi-utilities) caratterizzati da una grande forza economica e organizzativa, gli unici che possono farsi carico degli oneri finanziari direttamente connessi ai nuovi incentivi”.

Coinvolta anche l’Autorità Garante della Concorrenza

L’Anfit, associazione di riferimento per serramentisti e progettisti, indica lo sconto in fattura come “una misura non praticabile che rischia di indurre una domanda che non potrà essere soddisfatta. Infatti, la struttura portante del mercato italiano dei serramenti è costituita da migliaia di Pmi con una capienza fiscale che esaurisce in pochi interventi la propria possibilità di anticipare al cliente lo sconto del 50%”.

Altra associazione in pressing contro lo sconto in fattura è Confartigianato, che da mesi ne invoca l’abolizione o un drastico cambiamento per “cancellare gli effetti negativi della norma a danno di mezzo milione di micro e piccole imprese operanti nel settore delle costruzioni, con 1,2 milioni di addetti, l’89% dell’occupazione del settore”.

Infine, segnaliamo la strada intrapresa da Italia Solare che ha inviato poche settimane fa una lettera all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCOM), e per conoscenza all’Agenzia delle Entrate, per chiedere che vengano valutati ed eliminati gli elementi distorsivi di mercato contenuti nell’articolo 10, comma 3 ter, del cosiddetto Decreto Crescita”.

Marco Ventimiglia
Informazioni su Marco Ventimiglia 34 Articoli
Giornalista ed esperto di tecnologia