Recovery Fund: pioggia di miliardi per la Renovation Wave

Il capitolo di spesa più sostanzioso del piano "#Next Generation Italia", ben 40,1 miliardi, riguarda gli interventi di sostenibilità sul parco immobiliare

Recovery Fund: investire nella riqualificazione degli edifici

Della vocazione prettamente green di #Next Generation Italia, il piano del governo che illustra il futuro impiego dei fondi provenienti dal Recovery Fund, si è già detto negli articoli precedenti sull’argomento. Ed a sottolineare ancor di più questo aspetto c’è una considerazione finanziaria: la maggior voce di spesa prevista nell’intero piano, ben 40,1 miliardi di euro dei 196 complessivi, riguarda gli interventi per rendere maggiormente sostenibili gli immobili e quindi la riqualificazione degli edifici.

Recovery fund e riqualificazione degli edifici

Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici

Dunque, un massiccio impiego di risorse per realizzare nell’ambito italiano quella che l’Unione europea ha definito come la Renovation Wave, ovvero la trasformazione sostenibile dell’immenso parco di edifici presenti sul Vecchio continente. In particolare, questo intervento viene definito nel piano del governo quale la componente “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”.

Dagli immobili un terzo dei consumi energetici totali

A “giustificare” i 40 miliardi ad essa destinati c’è una basilare considerazione: la riqualificazione sostenibile degli immobili “intercetta una dimensione assai rilevante per l’abbattimento delle emissioni di CO2 con la riduzione dei consumi di energia degli edifici che generano più di un terzo dei consumi totali in Italia, nonché l’adeguamento antisismico degli stessi”.

Il documento del governo sottolinea che la maggior parte dei 14,5 milioni di edifici del Paese è stata edificata in epoche precedenti alle vigenti normative legate all’efficienza energetica. Un parco immobiliare vetusto che rende “l’Italia particolarmente esposta a rischi legati al rischio sismico, che richiedono una diffusione capillare degli interventi di prevenzione”.

Due sono le linee d’azione, una dedicata al settore pubblico e l’altra per il privato, che sono state individuate dall’esecutivo per raggiungere gli obiettivi di efficientamento energetico e riqualificazione degli edifici. La prima poggia sulla realizzazione di un grande piano di efficientamento degli immobili pubblici articolato su vari interventi.

Gli interventi sull’edilizia pubblica

In particolare, nel piano #Next Generation Italia si parla del “risanamento strutturale degli edifici scolastici e la realizzazione di nuove scuole mediante la sostituzione edilizia”, della “ristrutturazione e l’ammodernamento delle strutture ospedaliere, con particolare riferimento alle sedi di Dipartimenti di Emergenza e Accettazione”, della “riqualificazione del patrimonio abitativo di edilizia residenziale pubblica nazionale”.

Ed ancora, la riqualificazione dell’edilizia pubblica comprende “l’efficientamento e la riqualificazione delle cittadelle giudiziarie situate in varie città italiane” e “l’efficientamento energetico e la riqualificazione degli edifici pubblici delle aree metropolitane, anche per i servizi sociali”. Infine, è previsto “un programma specifico di interventi destinati ai Comuni del territorio nazionale e volto alla riduzione dei consumi energetici degli edifici di loro proprietà”.

Gli interventi sull’edilizia privata

La seconda linea d’azione, la cui descrizione è peraltro molto più scarna, è invece relativa al potenziamento delle misure a sostegno dell’efficientamento dell’edilizia privata. Nella sostanza l’unico intervento preventivato è quello che riguarda l’estensione del beneficio fiscale per l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico delle abitazioni private, meglio conosciuto come il Superbonus 110%.

Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità