Recovery Fund: ecco il piano di spesa green del governo

Presentata la prima bozza del documento da sottoporre all'Unione Europea con ingenti risorse destinate a rendere l'economia più circolare e sostenibile

Recovery fund - il piano dell'Italia

Un documento atteso e ineludibile, quello appena mostrato dal governo italiano nella sua prima versione e relativo all’impiego degli ingenti fondi del Recovery Fund. Atteso perché, appunto, le cifre in ballo sono enormi, ben 209 miliardi di euro fra prestiti e sussidi, mirati a superare lo shock della pandemia e a far ripartire l’economia nell’ottica della sostenibilità. Ineludibile perché, trattandosi di fondi che saranno stanziati dall’Unione europea, il nostro Paese non può tergiversare ulteriormente nella presentazione agli organismi comunitari del piano dettagliato con l’indicazione dei vari investimenti che saranno effettuati grazie alle risorse del Recovery Fund.

#Next Generation Italia “figlio” di Next Generation Ue

Il documento porta un titolo non casuale, “#Next Generation Italia“, a sottolineare una diretta discendenza dato che la Commissione europea definisce il Recovery Fund anche come “Next Generation EU”. La parte più propriamente green è quella, corposa, contenuta nel capitolo “Rivoluzione verde e transizione ecologica“.

Ed a precedere quella che potremmo definire un’ambiziosissima lista della spesa c’è un’autentica dichiarazione di intenti, con l’Italia che dichiara di voler intensificare “il proprio impegno per far fronte ai nuovi e più ambiziosi obiettivi europei fissati dallo European Green Deal, con un target di riduzione delle emissioni pari al 55% entro il 2030″.

Gap emissivo da chiudere entro il 2050

Naturalmente, sottolinea il documento, “raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 richiede investimenti e una vasta gamma di riforme abilitanti. In particolare, lo scenario di decarbonizzazione che porterebbe l’Italia alla neutralità climatica entro il 2050 evidenzia un gap emissivo che dovrà essere chiuso tramite tre principali tipologie di azioni”:

  1. una riduzione sostanziale della domanda di energia (soprattutto nel settore residenziale/commerciale e in quello dei trasporti)
  2. un ulteriore cambiamento nel mix energetico a favore delle rinnovabili, insieme ad una estesa elettrificazione degli usi finali e alla produzione di idrogeno
  3. un aumento degli assorbimenti della CO2 dalle superfici e dai suoli forestali.

Recovery Fund: investimenti ripartiti per 4 linee d’azione

Una missione (così viene definita) che richiede a sua volta l’individuazione di quattro linee di azione per quanto riguarda gli investimenti:

  • Impresa verde ed economia circolare
  • Transizione energetica e mobilità locale sostenibile
  • Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
  • Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica

 

Linee di azione che saranno accompagnate da alcune specifiche riforme volte a favorire la transizione energetica e la svolta ecologica. In particolare, verrà definita una strategia nazionale in materia di economia circolare, basata su un intervento di riforma normativa denominato “Circolarità e tracciabilità”, per attuare il piano d’azione europeo sull’economia circolare e per regolare l’organizzazione e il funzionamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti.

Una strategia per l’economia circolare

Nel documento vengono inoltre indicate nuove misure normative volte a favorire la riparabilità, la durabilità, e le forme di riuso/recupero dei prodotti, in particolare di quelli che ricadono in catene del valore strategiche o di quelli individuati in base all’impatto ambientale e al loro potenziale di circolarità.

Ed ancora, la strategia prevede la nascita di un hub tecnologico nazionale e di centri di competenza territoriali per l’economia circolare a supporto del sistema produttivo.

13 progetti su cui investire

Un aspetto fondamentale di questa rivoluzione green annunciata è ovviamente quello economico. Nel dettaglio, gli investimenti in cui si concretizzano le quattro componenti della missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” sono distribuiti su 13 progetti per un ammontare complessivo di risorse pari a 74,3 miliardi di euro.

Bozza recovery Fund - linee di investimento

Una cifra colossale che nel documento trova già una prima ripartizione, con tutte le cautele del caso visto che prima di arrivare alla concreta suddivisione dei fondi occorreranno svariati passaggi, prima in ambito europeo e poi in quello italiano.

La suddivisione della spesa

Nel dettaglio, 6,4 miliardi verranno investiti su impresa verde ed economia circolare, 18,5 destinati a transizione energetica e mobilità locale sostenibile, 40,1 per efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, 9,4 indirizzati a tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica.

Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità