Normativa della videosorveglianza: cosa c’è da sapere

Oltre gli aspetti tecnologici, c’è la normativa della videosorveglianza, con il tema della privacy e non solo. La approfondiamo insieme all’avvocato Roberta Rapicavoli

Normativa della videosorveglianza: intervista a Roberta Rapicavoli

Sicurezza è tecnologia, qualità e integrazione. Ma anche normativa, soprattutto quando si parla di videosorveglianza. Cosa comporta installare un sistema di telecamere? Quanto contano gli aspetti legali della privacy e del contesto applicativo?

Risponde Roberta Rapicavoli, avvocato esperto di privacy, diritto di internet e GDPR, relatore del prossimo Secsolutionforum (evento online, 28-30 aprile 2021). Partendo un presupposto: ogni dispositivo in grado di acquisire dati personali – quali video, immagini, temperatura corporea, ecc. -, è soggetto a diverse disposizioni normative sulla gestione delle informazioni raccolte.

Normativa della videosorveglianza: l'analisi dell'avvocato RapicavoliNormativa della videosorveglianza: le basi

“Gli obblighi da rispettare negli impianti di videosorveglianza non riguardano solo la privacy – spiega l’avvocato -. Quest’ultima è già sufficiente per mettere a dura prova il buon esito dei progetti legati alla sicurezza, ma ci sono ulteriori normative di settore da considerare”.

Ecco le principali:

  • DM 37/2008 in materia di attività di installazione di impianti elettrici all’interno degli edifici: specifici obblighi per progettisti, installatori e committenti;
  • Regolamento UE 2016/679 – GDPR e D. Lgs. 196/2003 – Codice privacy: normativa in materia di protezione dei dati personali da attuare nel caso di sistemi che rilevano o registrano immagini riferite a persone fisiche;
  • Legge 300/1970 – Statuto dei lavoratori: individua specifici obblighi per il datore di lavoro quando la videosorveglianza riguarda ambienti professionali.

Ogni luogo ha le sue regole

Insieme ai tre aspetti normativi sopra elencati, i professionisti e i clienti finali devono tenere conto delle esigenze specifiche di ogni contesto applicativo. Qualche esempio? Nella videosorveglianza condominiale, oltre agli obblighi generali della normativa privacy ed eventualmente dello Statuto dei lavoratori, l’installazione può avvenire solo previa delibera assembleare. Inoltre, quando le telecamere riprendono soggetti vulnerabili, ovvero minori, anziani o malati, gli aspetti legali si fanno ancor più stringenti. E qui approdiamo al grande capitolo del trattamento dei dati personali.

Sicurezza e privacy: cosa fare con le immagini?

La questione vale anche e soprattutto per le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza. Al pari di qualsiasi dato personale, queste devono essere protette tramite adeguate misure di sicurezza.  Provvedimenti che considerino infrastruttura (telecamere, cablaggio, alimentazione, dispositivo di registrazione, ecc.) e intero ciclo di vita dei dati (acquisizione, trasmissione, conservazione, uso, cancellazione, ecc.)

“Spesso, quando si affronta il tema della sicurezza, si considerano gli aspetti tecnici e misure quali crittografia, password ed eliminazione con sovrascrittura – conclude Roberta Rapicavoli -. Questo rimane fondamentale, ma ricordiamo che sono altrettanto rilevanti le misure organizzative. In assenza di ciò, potrebbe non essere garantita la protezione dei dati richiesta dalla normativa di settore”.

Essere eccellenti dal punto di vista tecnologico, dunque, non basta. Tutti i professionisti del settore sicurezza sono chiamati a conoscere la normativa della videosorveglianza in fase di pianificazione, progettazione, installazione e utilizzo degli impianti.

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