New Energy Outlook 2020: affrontare subito l’emergenza climatica

Per il report di Bloomberg NEF occorre accelerare la transizione verde e digitale. Con la pandemia riduzione solo temporanea delle emissioni inquinanti

New Energy outlook 2020: energia green e digitale

Se l’appuntamento con il New Energy Outlook messo a punto da Bloomberg NEF è ormai da tempo uno dei più importanti del calendario green, diventa persino superfluo sottolineare come la presentazione dell’edizione 2020 lo sia stata ancor di più per verificare se e come la pandemia sta influenzando le visioni di più lungo periodo sul futuro energetico del pianeta.

Diciamo subito che dalle molte pagine del rapporto non emergono stravolgimenti rispetto a quanto esposto nei precedenti Outlook, con il coronavirus che appare un fattore capace di rallentare o accelerare qualche processo energetico ma non in modo tale da determinare delle autentiche inversioni di tendenza.

Solo pochi anni di tempo per intervenire

Ed allora, innanzitutto, resta valido ed è anzi rafforzato il grido di allarme che ha caratterizzato le edizioni più recenti del New Energy Outlook: ci resta ormai poco tempo per cercare di arginare il surriscaldamento del pianeta. Infatti, le politiche attuali e i provvedimenti attuati negli ultimi anni a livello globale e nazionale per cercare di ridurre le emissioni non sono assolutamente sufficienti a raggiungere l’obiettivo.

In particolare, in assenza di ulteriori e drastici interventi, entro la fine del secolo la temperatura media del pianeta avrà subito un innalzamento di 3,3 gradi centigradi. Uno scenario da incubo che renderà la pandemia in corso un semplice anticipo degli eventi catastrofici – desertificazioni, innalzamento dei mari, scarsità di cibo, migrazioni di massa – che attendono le prossime generazioni.

Gli effetti del coronavirus

Su tutto ciò, si è detto, il coronavirus interferisce soltanto in minima parte anche se paradossalmente finisce con il giocare un ruolo positivo. L’Outlook energetico di Bloomberg NEF, frutto del lavoro di 65 esperti, quantifica infatti in due anni e mezzo il risparmio temporale in termini di emissioni energetiche nocive (da qui fino al 2050) dovuto appunto al rallentamento delle attività per la crisi sanitaria ed economica tuttora in atto.

emissioni CO2 new energy outlook 2020

New Energy Outlook 2020: la Transizione Economica

Una conseguenza importante ma da sola totalmente insufficiente a garantire una riduzione significativa del surriscaldamento globale. Quel che accadrà fino alla metà del secolo ce lo spiega nel dettaglio il primo scenario ipotizzato da Bloomberg, indicato come Transizione Economica, che poi è quello che ci porterà ai menzionati 3,3 gradi di temperatura in più nel 2100.

Lo scenario sottolinea come nel 2019 si sia raggiunto un picco di emissioni CO2 prima della drastica diminuzione dovuta alla pandemia che dovrebbe portare ad un significativo calo dell’8% a consuntivo 2020. Con la prevedibile ed auspicata ripresa economica, le emissioni nocive dovrebbero riprendere a salire fino al 2027 per poi iniziare una discesa ininterrotta fino al 2050 con una diminuzione media annua dello 0,6%.

L’andamento di eolico e fotovoltaico

Interessante il variegato andamento delle varie fonti energetiche da qui fino alla metà del secolo, quando ben il 56% della produzione elettrica globale proverrà da eolico e fotovoltaico contro l’attuale 9%, mentre un ulteriore 13% verrà garantito dalle altre fonti rinnovabili.

Opposta la parabola dei combustibili fossili, seppur con delle significative differenziazioni. Nel complesso il New Energy Outlook stima una discesa enorme: dall’attuale 62% fino al 24% del 2050. In questo contesto nei prossimi anni si registrerà soprattutto un drastico calo del consumo di carbone seguito, ma solo successivamente al 2035, da un analogo andamento del petrolio. In controtendenza il gas, che continuerà ad essere bruciato in modo crescente fino alla metà del secolo (+0,5% annuo).

produzione elettrica globale - New Energy Outlook 2020

Lo scenario Climatico ipotizzato da New Energy Outlook

Ma che cosa serve per abbattere il surriscaldamento globale maggiore di tre gradi previsto da qui fino al termine del secolo? Di questo si occupa il secondo scenario, quello Climatico, del report energetico di Bloomberg NEF. Per mantenere l’innalzamento della temperatura entro i due gradi le emissioni dovranno diminuire 10 volte più velocemente, il che significa una riduzione del 6% l’anno fino al 2050.

Ancor più complicato raggiungere l’obiettivo di un riscaldamento globale limitato ad un grado e mezzo, considerato che occorre da subito ridurre le emissioni nocive del 10% all’anno. Per dare un’idea dell’ordine di grandezze in ballo per realizzare lo scenario Climatico, il report ipotizza una futura economia green che otterrà 100.000 TWh di elettricità pulita nel 2050, un valore cinque volte superiore all’attuale che richiederebbe a sua volta un’infrastruttura energetica 6-8 volte più grande.

Gli investimenti economici necessari

Quanto sia difficile procedere nella direzione dello scenario Climatico lo indica anche la quantificazione finanziaria. Il New Energy Outlook 2020 colloca infatti in una forbice colossale la quantità di investimenti necessari per accelerare la transizione energetica green, tra i 78mila e 130mila miliardi di dollari da qui fino al 2050.

Marco Ventimiglia
Informazioni su Marco Ventimiglia 103 Articoli
Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità