Consigli all’Italia per una transizione energetica sostenibile

L’analisi realizzata da Hitachi indica una serie di azioni prioritarie per realizzare una transizione energetica sostenibile in linea con gli obiettivi posti dall’Unione Europea

Consigli all’Italia per una transizione energetica sostenibile

Si fa un bel parlare degli ambiziosi obiettivi europei per raggiungere le zero emissioni, ma poi diventa tutto inutile se i molti Paesi aderenti all’Unione non si attrezzano di conseguenza. Nazioni peraltro molto differenti fra loro e per le quali serve quindi un abito green tagliato su misura. Proprio quello che ha cercato di fare Hitachi per l’Italia con un’analisi approfondita sulla transizione energetica sostenibile. Realizzata in collaborazione con BCG, indica una serie di azioni prioritarie per ridurre le emissioni di anidride carbonica attraverso l’applicazione di tecnologie innovative.

4 leve d’azione per la transizione energetica sostenibile

In particolare, dallo studio emergono quattro leve principali per raggiungere la carbon neutrality attraverso la tecnologia. In primo luogo, l’Italia dovrebbe consumare meno e diminuire le emissioni migliorando l’efficienza dei processi esistenti. In quest’ottica l’applicazione della tecnologia digitale riveste un ruolo fondamentale con la necessità, dopo il rallentamento dovuto alla pandemia, di ripartire dagli interventi sull’esistente.

Al riguardo, il Politecnico di Milano sottolinea del Digital Energy Efficiency Report come nell’anno in corso quasi il 20% degli investimenti in soluzioni hardware è stato per interventi sul processo produttivo (373 milioni di euro), il 18% per impianti di cogenerazione (350 milioni), il 15% per sistemi di combustione efficienti (circa 300 milioni) e il 12% per l’illuminazione (240 milioni).

Ed ancora, i 168 milioni di euro investiti in soluzioni software, si sono invece concentrati su monitoraggio e sensoristica di base (oltre il 65% del totale). Nel complesso, la data valorization a supporto delle decisioni di ottimizzazione dei consumi è attualmente utilizzata da circa due terzi delle imprese italiane, un risultato ancora insufficiente.

Cambiare il mix produttivo

In secondo luogo, l’Italia dovrebbe aumentare l’energia primaria derivante da fonti rinnovabili, cambiando progressivamente il mix produttivo. Oggi nel mondo quasi una tonnellata su tre di CO2 deriva dal settore energetico, ma entro il 2050 il settore dovrà essere dominato globalmente dalle rinnovabili e l’elettricità rappresenterà quasi il 50% del consumo totale di energia a livello globale rispetto all’attuale 20% circa.

Tornando all’Italia, la necessità di integrare risorse rinnovabili su larga scala nella rete elettrica aggiunge strati di complessità ai modelli di produzione e distribuzione dell’energia. Tre gli elementi principali che sono necessari per gestire questa crescente complessità:

  1. tecnologie di stoccaggio e loro diffusione;
  2. reti elettriche nuove e migliorate sia a livello di distribuzione che di trasmissione;
  3. ampia diffusione delle tecnologie digitali per assicurare l’affidabilità e l’efficienza energetica economica e operativa.

In terzo luogo – una volta che il processo sarà efficiente con l’energia prodotta divenuta “pulita” – sarà necessaria l’elettrificazione del consumo quando possibile ed economicamente sostenibile. Questo significa utilizzare l’elettricità come principale fonte di energia. Tutti gli ambiti di utilizzo dovranno essere coinvolti, dal consumo energetico industriale, alla mobilità, dal riscaldamento alla cucina.

Elettrificazione della mobilità

Per la transizione energetica sostenibile, un ruolo cruciale sarà rivestito dall’elettrificazione dell’intero settore della mobilità, ad esempio con interventi massicci sulla rete ferroviaria per farla sempre più preferire al trasporto stradale. Ed ancora, andrà incentivato il trasporto pubblico locale “verde”, con un programma di rinnovamento importante del parco autobus obsoleto verso soluzioni a basse/zero emissioni e l’installazione delle relative infrastrutture di ricarica.

Infine, la quarta leva per raggiungere la carbon neutrality è quella da adottare quando il ricorso all’energia pulita non è un’opzione. Per i settori cosiddetti “hard-to-abate” dovranno quindi essere adottate delle nuove fonti energetiche a bassa emissione di anidride carbonica quali l’idrogeno, i biocarburanti e i syn-fuels.

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità