La resilienza delle imprese green in tempi di pandemia

Nel rapporto Greenitaly 2020 emerge con forza la maggiore capacità di sopportare la crisi da parte delle aziende che investono in sostenibilità e innovazione tecnologica

Rapporto GreenItaly: resilienza delle imprese

Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla“: si apre con una citazione importante l’undicesimo rapporto GreenItaly, curato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, considerato che l’autore è Papa Francesco. Un incipit autorevole per uno studio davvero esaustivo sullo stato e le prospettive della green economy in Italia e in Europa.

Sostenibilità e resilienza delle imprese

Una delle parti più importanti del rapporto 2020 è quella che sottolinea la particolare resilienza delle imprese di settore in tempi di pandemia, testimoniata da una recente indagine, nell’ottobre 2020, condotta su un campione di 1.000 imprese manifatturiere con piccole e medie dimensioni (5-499 addetti). Un primo dato che cattura l’attenzione è quello relativo al giro d’affari: tra le aziende che hanno effettuato investimenti per la sostenibilità, il 16% è riuscito ad aumentare il proprio fatturato, contro il 9% delle imprese non green.

Ovviamente ciò non significa che la crisi da coronavirus non si sia fatta sentire, ma il suo impatto è avvenuto in misura più contenuta. Va letto in quest’ottica il dato che indica nell’8,2% la quota di imprese manifatturiere green il cui fatturato è sceso nel 2020 di oltre il 15%. Un numero importante, ma che risulta essere quasi dimezzato rispetto alla quota del 14,5% tra le imprese non eco-investitrici.

imprese che hanno investito in green

Digitalizzazione e innovazione

Il vantaggio competitivo delle imprese eco-investitrici si conferma in un periodo così complesso anche in termini occupazionali, se è vero che ha dichiarato di assumere personale il 9% delle imprese green contro il 7% delle altre. Stesso discorso, poi, per quanto riguarda l’export, che risulta aumentato per il 16% da parte delle aziende green contro il 12% di quelle “tradizionali”.

Altra rilevazione importante, quella che individua la propensione all’evoluzione tecnologica. Pure in quest’ambito le aziende eco-investitrici hanno una marcia in più con un tasso di innovazione del 73% contro il 46% delle altre. Allo stesso modo le imprese green investono maggiormente in ricerca e sviluppo (33% contro 12%) e utilizzano o hanno in programma di utilizzare in misura maggiore tecnologie 4.0.

Resilienza delle imprese green: le performance

Investimenti nella sostenibilità ambientale

Ed ancora, nonostante l’incertezza del quadro futuro, le imprese green dimostrano di credere in buon numero nella sostenibilità ambientale. Al riguardo, quasi un quarto del totale (24%) ha in programma eco-investimenti per il prossimo triennio (2021-2023).

Un altro fattore di cui tener conto, che emerge chiaramente dall’indagine, consiste nella forza del connubio fra green e digitale capace di aumentare la capacità competitiva delle nostre aziende. In particolare il rapporto GreenItaly sottolinea come le imprese eco-investitrici orientate al 4.0 nel 2020 hanno visto un incremento di fatturato nel 20% dei casi, una quota più elevata del citato 16% del totale delle imprese green e quindi più che doppia rispetto al 9% delle imprese non green.

“In Italia accelerazione verso un sistema green”

“La green economy è la migliore risposta alla crisi che stiamo attraversando – ha affermato il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci – e nel rapporto GreenItaly si coglie proprio un’accelerazione verso il green del sistema imprenditoriale italiano con la sperimentazione in campo aperto di un paradigma produttivo fatto di cura e valorizzazione dell’ambiente, dei territori e delle comunità, che ci può aiutare ad uscire dalla crisi migliori di come ci siamo entrati”.

Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità