Il Rapporto 2020 di Legambiente: dai Comuni alle Comunità Rinnovabili

Lo studio sottolinea la necessità di un legame più stretto fra rinnovabili e territorio. In Italia crescita green costante ma insufficiente per gli obiettivi 2030

Dai Comuni Rinnovabili alle Comunità Rinnovabili: in fondo sono soltanto due lettere in più ma per Legambiente, che ha da poco diffuso il suo rapporto annuale, questo minimo cambio di titolazione sottende invece importanti cambiamenti in un’Italia che però, in tema di green economy, appare ancora a metà del guado, dove elementi positivi coesistono con evidenti criticità.

“Si apre una nuova epoca – sottolinea l’associazione – per l’energia pulita che punta all’autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili. A raccontare questa nuova rivoluzione in atto che ha al centro i territori e le comunità è il nuovo rapporto in cui, oltre a tracciare un quadro complessivo sulla diffusione delle fonti pulite nella Penisola nel 2019 e nell’ultimo decennio, si dà spazio e voce al mondo che si è già messo in moto nella condivisione e autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”.

32 progetti di comunità rinnovabili e autoproduzione collettiva che coinvolgono amministrazioni, famiglie e aziende pronti a partire

Oltre un milione di impianti rinnovabili nel decennio

Nel consuntivo del decennio spicca il milione e oltre di impianti rinnovabili, tra elettrici e termici, che sono stati installati in 7.911 comuni italiani contro i 356 di partenza. Un contributo, quello portato dalle fonti rinnovabili al sistema elettrico italiano, che si è tradotto in un aumento della produzione energetica di quasi 50 TWh, passando dai 63,8 TWh del 2008 ai 114,8 TWh del 2019. In questo modo – si legge nel rapporto – è stato messo in parte in crisi il modello fondato sul consumo delle fonti fossili, portando alla chiusura delle relative centrali per 13 GW.

Allo stesso tempo Legambiente sottolinea come in Italia la crescita dell’energia pulita continua ad essere troppo lenta, con una media di installazioni all’anno dal 2015 ad oggi di appena 459 MW di solare e 390 di eolico. Si tratta di ritmi inadeguati rispetto a quanto la Penisola potrebbe e dovrebbe fare per rispettare gli impegni nella lotta ai cambiamenti climatici. Infatti, proseguendo così gli obiettivi fissati al 2030 dal PNIEC verrebbero raggiunti con ben 20 anni di ritardo…

La crescita delle rinnovabili elettriche

Rinnovabili in crescita ma con velocità insufficiente

Sotto questo aspetto il 2019 ha confermato in pieno il trend emerso negli anni precedenti, con una crescita in atto a una velocità insufficiente. Il rapporto indica 750 MW di solare fotovoltaico installato (272 MW in più rispetto al 2018) e 450 MW di eolico (112 MW in meno rispetto al 2018) installati. In generale l’anno scorso la produzione da rinnovabili è stata pari, come detto, a 114 TWh a fronte di una domanda elettrica nazionale di 326 TWh, con il contributo delle fonti pulite rispetto ai consumi elettrici che nel decennio è passato dal 15 al 36% (per quelli complessivi dal 7 al 19%).

Fin qui lo stato dell’arte, partendo dal quale il rapporto rimarca come i prossimi dieci anni saranno cruciali per moltiplicare questi numeri e aggiungere almeno 80-100 TWh di produzione rinnovabile al 2030, mentre in parallelo si dovranno ridurre i consumi attraverso l’efficienza, per arrivare a costruire un sistema che possa progressivamente fare a meno delle fonti fossili.

i nuovi dati legambiente del Rapporto comunità rinnovabili

Comunità Rinnovabili: per lo sviluppo una sfida diversa

Ma per Legambiente questa sfida si caratterizza anche per gli elementi differenti e per molti versi più importanti rispetto a quelli considerati nel passato: “Nell’accelerazione degli investimenti, indispensabile per arrivare a un sistema al 100% incentrato sulle rinnovabili, dobbiamo imprimere un secondo cambiamento rivoluzionario, che metta ancora di più al centro il territorio, con le sue risorse rinnovabili e la risposta da trovare alle diverse domande di energia elettrica e termica”.

La diffusione delle fonti rinnovabili nelle diverse regioni

Con l’approvazione della Direttiva Europea 2018/2001 diventa possibile abbattere le  barriere che fino ad oggi hanno impedito di scambiare energia prodotta da fonti rinnovabili in Italia, persino nei condomini o dentro un distretto produttivo, oppure in un territorio agricolo.

L’Italia dovrà recepire la Direttiva europea entro Giugno 2021, ma intanto è possibile sperimentare comunità energetiche per configurazioni fino a 200 kW
grazie all’approvazione di un emendamento proposto da Legambiente e Italia Solare, che è diventato Legge nel “Milleproroghe” (Legge 8/2020).

10 proposte-priorità di Legambiente rivolte al Governo

Consapevole della delicatissima fase socio-economica che sta vivendo il Paese duramente colpito dalla pandemia, Legambiente ha deciso di lanciare al Governo dieci proposte-priorità. L’auspicio è che vengano fatte proprie dall’esecutivo nel recovery plan che dovrà essere presentato a breve per facilitare, con l’aiuto dell’Unione europea, l’uscita dalla crisi provocata dal coronavirus.

  1. Semplificazione normativa
  2. Recepimento della direttiva europea sulle comunità energetiche
  3. Promuovere progetti di agrivoltaico
  4. Accelerare gli investimenti nei sistemi di accumulo sia sulla rete di trasmissione che di distribuzione
  5. Piano per l’efficienza energetica per la riduzione dei consumi in edilizia verso NZEB e nell’industria
  6. Elettrificazione delle città per trasporti e riscaldamento/raffrescamento degli edifici
  7. Potenziamento delle reti di trasmissione e distribuzione, delle interconnessioni internazionali e con Sicilia e Sardegna
  8. Accelerazione degli investimenti nel biometano
  9. Realizzazione di progetti eolici offshore
  10. Eliminazione dei sussidi alle fonti fossili

Semplificazione normativa e velocizzazione delle procedure

In primis si chiede una semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti da fonti rinnovabili di piccola taglia e l’introduzione di nuove linee guida per accelerare i progetti di grandi dimensioni in tutte le Regioni; l’associazione reputa poi necessario il pronto recepimento della direttiva europea sulle comunità energetiche e lo sblocco dei progetti fino a 200 kW con l’introduzione di un fondo per l’accesso al credito a tassi agevolati.

Più attenzione al fotovoltaico in agricoltura

Fra le proposte figura poi la promozione di progetti di agrivoltaico, attraverso regole per l’integrazione del fotovoltaico in agricoltura e incentivi per gli agricoltori nell’ambito della PAC; ed ancora, Legambiente chiede l’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili e la revisione della tassazione energetica sulla base delle emissioni.

Marco Ventimiglia
Informazioni su Marco Ventimiglia 81 Articoli
Giornalista ed esperto di tecnologia