Patrimonio edilizio ucraino: la rinascita passa dall’efficienza energetica

Con il 13% degli edifici devastati dalla guerra, il governo ucraino ha posto la ricostruzione edilizia come la principale priorità nel lungo termine. Al centro c’è l’efficienza energetica, un approfondimento dell’IEA spiega il perché
Efficienza e ricostruzione: il nuovo volto del patrimonio edilizio ucraino

Purtroppo, sono ormai anni che nominare l’Ucraina suscita subito pensieri molto negativi, per ragioni che ormai è persino superfluo elencare. Per questo è sicuramente meritevole l’approccio all’argomento che ha recentemente avuto l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), con un approfondimento che si sforza di guardare oltre, valutando le sfide e le opportunità che presenta il ripristino del patrimonio edilizio ucraino parzialmente distrutto dalle devastazioni della guerra.

Colpite due milioni e mezzo di famiglie

“Il patrimonio edilizio ucraino – è la premessa – ha dovuto affrontare sfide senza precedenti dall’invasione su vasta scala della Russia nel 2022, con la distruzione massiccia di infrastrutture critiche e lo sfollamento di milioni di persone. Si stima che il 13% del patrimonio totale sia stato danneggiato o distrutto, colpendo oltre 2,5 milioni di famiglie. Le esigenze di ricostruzione nel settore edilizio sono le più elevate tra tutte le priorità a lungo termine, con un costo di quasi 84 miliardi di dollari. Le stime del numero di edifici interessati variano da 236.000 a 400.000, a sottolineare l’enorme impatto sul settore”.

Edifici Ucrania distrutti dalla guerra russa

Senonché, l’IEA evidenzia che la priorità non è semplicemente ricostruire gli immobili distrutti come erano un tempo, ma edificarli in modo da migliorare la vita quotidiana delle persone e rafforzare le comunità. Ne consegue che porre l’efficienza energetica al centro della ripresa dell’Ucraina garantirà di avere a disposizione delle abitazioni più calde, più sicure e più accessibili per le famiglie, creando al contempo posti di lavoro e stimolando l’economia.

Il patrimonio edilizio ucraino è obsoleto

Per comprendere appieno quanto la ricostruzione immobiliare rappresenti un fattore fondamentale per l’Ucraina occorre soffermarsi su alcuni dati preesistenti al disastro provocato dalla guerra. Il patrimonio edilizio è il maggiore consumatore di energia in Ucraina, rappresentando quasi il 40% del consumo energetico finale totale. Soltanto negli edifici residenziali, oltre la metà dell’energia consumata viene utilizzata per il riscaldamento degli ambienti, servito prevalentemente da reti di teleriscaldamento, con perdite energetiche medie comprese tra il 20 e il 30%.

Ed ancora, quasi l’80% del patrimonio immobiliare ucraino è considerato inefficiente dal punto di vista energetico, con la maggior parte degli edifici che è stata costruita tra gli anni ’60 e ’80, quando non esistevano standard di prestazione energetica per gli immobili. Inoltre, il patrimonio edilizio ucraino presenta un potenziale significativo per quanto riguarda la modernizzazione termica, con alcune stime che indicano un risparmio del 10-20% con interventi a basso costo e del 50-60% in seguito a ristrutturazioni radicali.

Piano d’azione per l’edilizia già definito

Anche se stretta nella tenaglia della guerra, l’Ucraina ha già definito un quadro politico completo per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, allineando così le sue strategie nazionali agli impegni internazionali. Strategie che danno priorità all’attuazione delle direttive UE, dove quest’ultime rappresentano la spina dorsale del piano d’azione dell’Ucraina per l’allineamento, appunto, agli standard europei. Tra i principali strumenti normativi figurano:

  • la certificazione energetica obbligatoria,
  • gli standard minimi di prestazione energetica,
  • gli audit energetici obbligatori,
  • i protocolli di misurazione intelligenti.

“Il Piano nazionale per l’aumento del numero di edifici a consumo energetico quasi zero (nZEB) – sottolinea l’IEA – stabilisce che tutti gli edifici nazionali e comunali devono soddisfare gli standard nZEB entro la fine del 2025, estendendoli a tutti i nuovi edifici entro il 2027. Nel 2025, il governo ucraino ha reso operativi i requisiti tecnici per gli edifici a consumo energetico quasi zero, che però attualmente sono dei criteri volontari per la progettazione e la certificazione, anziché uno standard obbligatorio”.

Un mix equilibrato di interventi

Per realizzare in Ucraina gli interventi di ricostruzione, ristrutturazione ed elettrificazione del riscaldamento a basso consumo energetico sarà necessario un mix equilibrato di misure normative, finanziarie e informative. “L’espansione dei programmi per l’isolamento, le finestre ad alte prestazioni e le pompe di calore, combinate con le riforme tariffarie per ridurre il divario di prezzo tra gas ed elettricità, possono generare risparmi energetici e riduzioni dei costi su larga scala”.

Più nel dettaglio, le priorità tecniche che dovrà affrontare l’Ucraina per l’efficientamento del proprio patrimonio immobiliare includono:

  • l’ottimizzazione degli involucri edilizi,
  • l’ammodernamento dei sistemi di riscaldamento e ventilazione,
  • l’integrazione di fonti rinnovabili come il solare fotovoltaico,
  • le pompe di calore con sistemi di accumulo
  • i controlli intelligenti.

Le strategie per la ricostruzione dell’Ucraina

“La ricostruzione – si legge nell’articolo dell’IEA – offre l’opportunità di rendere gli edifici ucraini a prova di futuro, integrando funzionalità interattive con la rete, come la risposta alla domanda, per migliorarne la resilienza e ridurre i picchi di carico. Allineare questi sforzi con l’espansione della rete intelligente rafforza la sicurezza energetica riducendo al contempo la dipendenza dai combustibili fossili”. Inoltre, soluzioni progettuali standardizzate, un monitoraggio rigoroso e campagne di sensibilizzazione dei consumatori potranno garantire che i risparmi energetici si concretizzino nella pratica, oltre che rafforzare la fiducia del pubblico nei programmi di efficienza energetica.

Infine, l’IEA ricorda che il sostegno internazionale rimane indispensabile per colmare le lacune finanziarie e sostenere lo slancio della ricostruzione: “Il sostegno dei donatori sta contribuendo ad aumentare gli sforzi di ricostruzione. Con un coordinamento istituzionale più forte e un’attuazione trasparente, l’Ucraina può ricostruire il suo patrimonio edilizio in modo efficiente, resiliente e a basse emissioni di carbonio, stabilendo un punto di riferimento per una ripresa intelligente che migliori la vita oggi, promuovendo al contempo gli obiettivi climatici e di integrazione nell’UE a lungo termine”.

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Marco Ventimiglia

Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità
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