L’Europa pensa in grande e lancia il suo Green Deal

L'UE vuole destinare mille miliardi di risorse già nel prossimo decennio per arrivare a essere il primo continente ad impatto zero

Europa pensa grande e lancia Green Deal europeo

Spesso, e non a torto, all’Europa e alle sue Istituzioni viene rimproverata una visione miope e burocratica delle cose, incapace di indurre entusiasmo e senso di appartenenza nei suoi cittadini. Ebbene, almeno in tema di impatto ambientale l’Unione europea sembra seriamente intenzionata a cambiare le carte in tavola, come si evince dal piano, battezzato Green Deal europeo, presentato alla fine del 2019 e sottoposto al vaglio finanziario del Parlamento di Strasburgo proprio in questi giorni.

L’ambizione del Green Deal si evince subito dalle parole con cui viene illustrato sul sito della Commissione Ue: “Gli europei vogliono un’azione concreta in materia di cambiamenti climatici e vogliono che sia l’Europa a indicare il cammino da seguire. Diventare il primo continente a impatto climatico zero costituisce contemporaneamente la sfida e l’opportunità più grandi del nostro tempo”.

Neutralità climatica dell’Ue entro il 2050

Dunque il vecchio continente si candida a una leadership prestigiosa, e per questo “la normativa europea sul clima sancirà per la prima volta nella legge l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE entro il 2050. Ciò significa emettere meno biossido di carbonio ed eliminare dall’atmosfera quello emesso. Per farlo è necessario estendere ad altri settori il sistema di scambio di quote di emissione che già aiuta l’Ue a ridurre le emissioni dei settori energetico e industriale. Lo sviluppo di fonti di energia più pulite e di tecnologie verdi ci consentirebbe di produrre, viaggiare, consumare e vivere rispettando di più l’ambiente. Occorre sviluppare un’economia realmente circolare e proteggere la biodiversità”.

Altro elemento importante, in un’Unione europea dove è sempre vivo il dibattito sui presunti figli e figliastri che ne farebbero parte, è rappresentato dal fatto che il Green Deal europeo prevede un percorso per “una transizione giusta e socialmente equa”.

Questo perché, sottolinea il documento Ue, il piano è concepito “in modo da non lasciare indietro nessun individuo e nessuna regione in questa grande trasformazione”.

Mille miliardi: il piano investimenti per il Green Deal europeo

Insomma, almeno sotto il profilo verbale a Bruxelles e Strasburgo non ci si è fatti mancare nulla per celebrare il Green Deal. Ma dato che in circostanze come queste per passare dalle parole ai fatti serve soprattutto il denaro, si è pensato bene di presentare già all’inizio di questo 2020 il “Piano di investimenti per un’Europa sostenibile“.

Un documento che è stato sottoposto subito al vaglio del Parlamento Ue con la sua dettagliata agenda degli investimenti necessari per trasformare il piano in una grande realtà.

In particolare, Unione europea e Commissione europea puntano a mobilitare qualcosa come 1.000 miliardi di euro, nei prossimi dieci anni, per finanziare la fase di avviamento del Green Deal. Tanti, tantissimi soldi che verranno trovati grazie ai fondi appositi inseriti nel bilancio europeo, ai prestiti che verranno erogati dalla Banca europea degli investimenti (Bei) ed alle operazioni di cofinanziamento da parte di soggetti privati.

Il meccanismo per garantire una transizione equa

Un ruolo cardine all’interno del Green Deal europeo è rivestito dal Just Transition Mechanism, nella nostra lingua “meccanismo per una transizione equa“. Uno strumento messo a punto partendo dalla considerazione che il piano, pur destinato ad avere un impatto notevole su tutto il territorio dell’Unione, cambierà faccia particolarmente alle regioni più inquinanti del continente, che essendo più dipendenti delle altre dalla “old economy” subiranno quindi maggiori disagi nella fase di transizione.

Per queste ragioni il Just Transition Mechanism prevede uno stanziamento di 100 miliardi di euro, nel periodo che va dal 2021 al 2027, per tutelare le aree dell’Unione europea che si troveranno maggiormente in difficoltà, economica e sociale, per le conseguenze derivanti dalla messa in atto del Green Deal.

Nel dettaglio, il meccanismo per una transizione equa consisterà essenzialmente di tre fonti principali di finanziamento:

  • fondi provenienti dal bilancio Ue,
  • risorse messe a disposizione dalla piattaforma InvestEU,
  • prestiti erogati dalla Bei legati a progetti sostenibili.
Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità