
Le smart city italiane crescono ed evolvono, con un’attenzione sempre maggiore alla qualità della vita, alla sostenibilità e all’efficienza dei servizi offerti. Si modificano le tecnologie, ma anche le politiche e le strategie messe in campo, ricercando costantemente un miglioramento dei risultati e una maggior soddisfazione dei cittadini. Un fenomeno che viene monitorato attraverso molteplici analisi e studi, utili a comprendere quanto si è già fatto e in che direzione ci si sta dirigendo. Uno di questi è il City Vision Score.
Per quanto non manchino eccellenti risultati e sperimentazioni interessanti, le città italiane presentano ancora ampi margini di miglioramento, anche alla luce del fato che sia la tecnologia abilitante la smart city, che gli stessi centri urbani sono in costante evoluzione. Quella del cambiamento delle città, quindi, è una questione che si caratterizza per la propria dinamicità e che ora è ancor più variegato grazie proprio all’avvento delle più recenti innovazioni.
Il City Vision Score è un report curato da Blum e Prokalos, società impegnate nel campo dell’innovazione, che si pone l’obiettivo di analizzare e valutare i livelli di smartness raggiunti dalle città italiane. Grazie a questo indice è possibile comprendere quanto i differenti Comuni distribuiti sul territorio italiano siano stati capaci, fino ad ora, di integrare e adottare soluzioni digitali e innovative.
I ranking sono suddivisi anche in base alle aree geografiche di appartenenza, con risultati segmentati per il Nord, il Centro, il Sud e le Isole. Inoltre, rientrano nell’analisi anche centri di piccole dimensioni, con approfondimenti specifici per i borghi al di sotto dei 2.000 abitanti e per i Comuni, da piccoli a grandi.
Per quanto riguarda la valutazione, invece, lo studio si basa su indicatori stabiliti per porre attenzione a tutte le principali dimensioni che compongono la smart city:
L’obiettivo ultimo è proprio quello di fornire una fotografia dell’attuale stato di evoluzione dei Comuni e il report si pone come uno strumento utile anche per far conoscere e mettere a confronto soluzioni e strategie diverse, così da stimolare ulteriori interventi nel territorio italiano.
Il report si sviluppa analizzando i risultati ottenuti dai differenti centri italiani, con focus sulle categorie individuate e prima accennate. In generale, però, è possibile individuare alcune generali conclusioni, importanti e significative per avere un’idea complessiva della situazione del Paese, in quanto riassumono in modo efficace i risultati della valutazione.
Tra le prime considerazioni vi è sicuramente l’evidente divario tra differenti aree geografiche, soprattutto se si confrontano i risultati raggiungi dal Nord, con quelli del Sud Italia. Si conferma, pertanto, una distanza (nel rapporto definita “cronica”) tra le regioni, che emerge costantemente anche in altri contesti ed è frutto di un fenomeno complesso e che ha radici che vanno ben oltre la nascita delle città intelligenti.
Al contempo, forse meno prevedibile, il report dimostra che l’essere una città intelligente non è una prerogativa dei grandi centri urbani e che anche in contesti periferici e in piccoli Communi si possono raggiungere ottimi risultati.

Resta vero che i Comuni più grandi assolvono un ruolo di “trascinatori” per l’intero territorio che li circonda, con benefici per tutti i centri che vi gravitano intorno e vantaggi percepiti all’interno di un raggio di distanza di 50 chilometri. Inoltre, per quanto vi sia una buona distribuzione di eccellenze, al momento è Milano la città che più di tutte si distingue per i risultati ottenuti con il set di indicatori strutturati per il City Vision Score. Spiccano, in particolare, le sue prestazioni ambito economico e nel settore della mobilità.
I migliori posti in classifica sono occupati sia da città di grandi dimensioni, che di piccole. Nella classifica del Nord Italia, per esempio, è molto interessante scoprire che nei primi 5 solo la città di Milano (che primeggia anche nella classifica generale) supera i 100.000 abitanti.
La seguono, infatti, tutti centri minori, tra cui anche piccoli comuni che, nonostante le dimensioni, sono stati capaci di distinguersi per l’impegno posto nella ricerca dell’innovazione e della trasformazione. In particolare, si parla di Credera Rubbiano (Lombardia), Crodovado (Friuli-Venezia Giulia) e Casaletto Vaprio (Lombardia) . La quarta città delle prime cinque del Nord è Imola.

Anche la Top 5 del Centro Italia conferma il ruolo dei piccoli Comuni. Al primo posto si trova Bagno a Ripoli (Toscana) , seguono Bientina (Toscana), Piobbico (Marche), Calenzano (Toscana) abitanti e Sesto Fiorentino.
Al Sud Italia i Comuni meglio posizionati sono tutti in Abruzzo, ad eccezione di Masulas, un comune di circa mille abitanti in Sardegna. In questo caso, sono tutti centri di piccole dimensioni e vi sono Fara San Martino, Poggio Picenze con 994 abitanti, Montorio al Vomano e Castel di Ieri con soli 293 abitanti.
