Il settore dei cavi dopo Cop26: protagonista della transizione

Gli obiettivi di Cop26 impongono un cambio di marcia anche nel mondo dell’edilizia. Con ECO Cable, Prysmian risponde alla questione dal punto di vista dei cavi.

COP26 Conferenza Nazioni Unite

COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, si è chiusa lo scorso 12 novembre a Glasgow, lasciando però numerosi dubbi sulle conclusioni raggiunte che, da più parti, sono state interpretate come un compromesso tra le esigenze ambientali ormai non più procrastinabili, le richieste provenienti da alcune nazioni e quelle di diversi soggetti appartenenti al sistema economico.

In questa occasione, per la prima volta dopo diverso tempo, il mondo dell’edilizia e dei prodotti da costruzione ha avuto un ruolo centrale all’interno di un dibattito globale così trasversale.

La ragione è semplice: il settore è responsabile del 40% delle emissioni globali di carbonio e il 10% è riconducibile all’utilizzo di materiali edili e ai processi di costruzione (ciò che si definisce emissioni incorporate). Inoltre, è bene rimarcare che la maggior parte di queste emissioni vengono rilasciate nell’atmosfera ancora prima che gli edifici o le infrastrutture vengano utilizzate.

Da problema a soluzione

Smog in città vs città del futuro

Come è stato ribadito durante COP26, entro il 2050 più della metà della popolazione globale vivrà in città: luoghi che dovranno essere sempre più capaci di rispondere al riscaldamento climatico, che ha già iniziato a causare l’aumento della temperatura e l’innalzamento del livello del mare.

L’innovazione tecnologica ha certamente un ruolo fondamentale nel rispondere alle sfide dello sviluppo sostenibile sotto molteplici aspetti: dall’impatto diretto sull’ambiente, che comprende anche la riduzione della dispersione di sostanze pericolose, alla migliore gestione dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita, fino alla capacità di garantire risparmio energetico.

Sotto questo aspetto, va sottolineato come gli accordi di Glasgow non abbiano ancora decretato la fine del carbone come combustibile. Per comprendere la natura delle conclusioni di COP26 basterà fare riferimento ad un documento finale che per la prima volta chiede un impegno per la riduzione delle fonti fossili e all’interno del quale è stato sostituito il termine eliminazione (phase out) dell’uso del carbone entro il 2030 con quello di riduzione progressiva (phase down). Una modifica accolta negativamente da molti osservatori che non incentiva la scelta di fonti energetiche rinnovabili nel breve periodo.

La novità più importante per il settore delle costruzioni e del Real Estate è rappresentata dalla rinnovata centralità che i criteri ESG assumeranno d’ora in poi nella valutazione degli investimenti immobiliari e, di conseguenza, su una scelta consapevole dei materiali, sull’adozione di processi più efficienti e sulla realizzazione di città ed edifici sostenibili. Una richiesta che rima perfettamente con le crescenti aspettative green di proprietari immobiliari e con le strategie delle amministrazioni cittadine.

Una transizione che gioverà dei passi avanti fatti da molte aziende dal punto di vista della circolarità delle proprie operazioni. Tra i principi cardine di questo nuovo modello di sviluppo vi sono infatti l’esclusione, già in fase di progettazione, di tutti i materiali che possono creare rifiuti e inquinamento e/o che non possono essere riciclati; il mantenimento in uso di prodotti e dispositivi per l’intera durata del loro ciclo di vita, procedendo alla riparazione anziché alla sostituzione; o ancora la scelta di materie prime che possano essere riciclate più volte senza perdere qualità, come nel caso della maggior parte dei metalli.

Il progetto ECO Cable di Prysmian

logo Prysmian Eco Cable

Prysmian Group agisce nel rispetto dei principi sanciti da COP26, consapevole che ciò rappresenti una sfida per tutti i settori industriali, compreso quello dei cavi. In un contesto in cui sicurezza, performance e sostenibilità sono diventati dei must da raggiungere, scegliere questo modello di produzione non è più una semplice opzione.

Per un’azienda come Prysmian, questo si traduce nella necessità di adattare le proprie competenze, sviluppare tecnologie e coltivare l’innovazione per continuare a soddisfare le esigenze dei clienti e delle comunità in cui operano, dai grandi progetti alla quotidianità dei cittadini, delle loro abitazioni e dei loro uffici.

L’evoluzione verso un’economia circolare, a basso impatto ambientale, è l’occasione per concentrarsi verso un percorso di crescita di tipo diverso, che influenzi contemporaneamente le modalità di progettazione e produzione dei cavi – con l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti (e di conseguenza l’inquinamento) connessi alla loro lavorazione – e la loro longevità, offrendo ai propri clienti e al mercato prodotti resistenti e capaci di mantenere la propria efficienza per un lungo periodo di tempo.

L’Etichetta Verde ECO Cable, recentemente lanciata da Prysmian Group, è la testimonianza dell’impegno di Prysmian nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. ECO Cable è la prima Etichetta Verde nel settore dei cavi e garantisce l’ecosostenibilità di quest’ultimi sulla base di sei criteri misurabili e riconosciuti a livello internazionale:

  • Carbon Footprint;
  • Sostanze pericolose (SVHC);
  • Riciclabilità / Circolarità;
  • Contenuto di Riciclato;
  • Vantaggi per l’ambiente;
  • Efficienza energetica.

Grazie a ECO Cable, Prysmian Group offre ai propri clienti la possibilità di usufruire di prodotti conformi con cui contribuire al raggiungimento dei propri obiettivi di sostenibilità, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale che della sicurezza e dell’efficienza energetica.

La strada confermata da Cop26 è ancora lunga, ma le iniziative in corso, che vedono protagoniste molte aziende dei rispettivi settori, mostrano come l’obiettivo di riduzione dell’aumento di temperatura a 1,5 °C entro il 2030 sia raggiungibile, grazie a prodotti e materiali creati in modo conforme ai principi dell’economia circolare.

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Collaboratrice di Elettricomagazine.it, specializzata nei settori della riqualificazione, rinnovo ed efficienza energetica