Pianificazione urbana ed emissioni; il ruolo delle PA secondo IEA

Pianificare correttamente l'architettura urbana delle città e rendere resilienti le reti elettriche sarà fondamentale per tagliare le emissioni di carbonio nei prossimi anni
Pianificazione urbana e taglio alle emissioni di anidride carbonica

Durante l’ultima conferenza sul clima del G7 sui temi Clima, Energia e Ambiente, tenutasi a Venaria Reale (Torino) le ultime tre giornate di Aprile è stato portato all’attenzione delle delegazioni partecipanti anche l’ultimo report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) sul ruolo cruciale dell’architettura urbana nella lotta al cambiamento climatico.

Architettura urbana ed emissioni, le città ne sono responsabili per il 70%

L’analisi “Empowering Urban Energy Transitions: Smart Cities and Smart Grids” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha messo in evidenza l’importanza della pianificazione urbana per fermare il riscaldamento del Pianeta, contenendolo ad al massimo + 1,5° rispetto ai livelli pre-industriali.

Le città diventano vere e proprie isole di calore durante le giornate più calde, e questo incide pericolosamente sia sulla qualità della vita di chi vi abita, sia sui consumi di energia elettrica.

Per una futura città sostenibile serve una valida pianificazione urbana

Secondo il rapporto, (ri)mettere al centro le persone è uno dei quattro pilastri su cui bisognerà costruire il tessuto urbano nel breve termine, considerando il costante tasso di espansione delle aree metropolitane.

Si stima infatti che entro il 2050 la crescita urbana dovrebbe equivalere all’aggiunta della superficie terrestre combinata di Germania, Italia e Giappone.

La digitalizzazione delle reti è un passaggio chiave per il futuro delle metropoli

Di pari importanza, secondo IEA, è lo sviluppo delle “smart grid” ovvero di reti elettriche altamente digitalizzate e resilienti, in grado di gestire sia i picchi di domanda di energia sia l’intermittenza della produzione da parte delle FER.

La stima della spesa necessaria a digitalizzare le reti, integrandole nella pianificazione urbana, dovrà essere il doppio di quella attuale da oggi al 2030, dove raggiungerà circa 750 miliardi di dollari.

Di questa cifra, il 75% sarà destinato all’espansione, al rafforzamento e alla digitalizzazione delle reti di distribuzione.

L’analisi mette inoltre in evidenza la necessità di migliorare e snellire l’iter di pianificazione, minimizzando il rischio di interruzioni di corrente e riducendo i ritardi degli allacciamenti alla rete degli impianti FER.

Infine, la digitalizzazione della rete renderebbe più accessibili dati importanti per l’attuazione degli obiettivi energetici e climatici.

Il ruolo del G7 secondo IEA

Il rapporto rileva che le città devono aumentare il loro livello di ambizione in settori come l’efficienza energetica per raggiungere gli obiettivi fissati alla conferenza sui cambiamenti climatici COP28 di Dubai.

Mentre un piccolo numero di città sta avanzando verso gli obiettivi di sostenibilità e riduzione del biossido di carbonio (CO2), è necessario che altre città si facciano avanti.

Le aree urbane attualmente rappresentano circa i tre quarti del consumo energetico globale e il 70% delle emissioni di gas serra, e il loro contributo è destinato ad aumentare.

Nonostante ciò, solo una città su cinque ha inserito l’obiettivo di raggiungere emissioni nette pari a zero nella propria pianificazione urbana.

L’Agenzia sostiene che i membri del G7 possano contribuire enormemente nell’aumentare l’ambizione delle città verso i propri obiettivi ambientali ed energetici.

Nonostante attualmente le città rappresentino circa i tre quarti del consumo energetico globale e il 70% delle emissioni di gas serra (dati in forte aumento), solo una su cinque ha inserito la net zero emission fra i propri obiettivi.

Al G7 viene quindi demandato il compito di promuovere l’innovazione attraverso la collaborazione internazionale, creando ambienti abilitanti a livello cittadino per implementare progetti pilota scalabili, sostenere la pianificazione integrata e incentivare la condivisione dei dati.

L’analisi porta all’attenzione anche alcuni progetti pilota 3DE, l’iniziativa dell’AIE per accelerare i progressi nella modernizzazione del sistema energetico, gestiti dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) in Brasile, Colombia, India e Marocco, che sfruttano tecnologie digitali avanzate per migliorare la gestione dell’energia, aumentare l’accessibilità economica e gestire la flessibilità della rete.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 16 Maggio, giornata in cui l’IEA ospiterà un webinar per presentare nuovamente i risultati dell’analisi “Empowering Urban Energy Transitions: Smart Cities and Smart Grids”

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