City Brain: l’intelligenza artificiale al servizio delle Smart City

Quando si parla di City Brain si fa riferimento ad un sistema avanzato che utilizza AI, IoT e big data per ottimizzare la gestione urbana in tempo reale, ottimizzando servizi e prestazioni
City Brain: la nuova frontiera delle città intelligenti

L’intelligenza artificiale è sicuramente una delle innovazioni in grado di trasformare le città in smart city. Considerata ancora in parte una tecnologia emergente, in realtà è ormai ampiamente diffusa in diversi ambiti e settori, tanto che anche i cittadini hanno sempre più familiarità con essa, pur senza conoscerne a pieno potenzialità e applicazioni in ambito urbano. Proprio per le prospettive che si delineano a seguito dell’integrazione dell’AI in ambito urbanistico e progettuale, oggi si parla sempre più spesso di “City Brain”, un concetto che riguarda la costituzione di un sistema avanzato e centralizzato per la gestione della città.

Che cosa significa City Brain

Con City Brain si fa riferimento a un nuovo approccio alla programmazione e gestione urbana, che sfrutta le potenzialità delle nuove tecnologie per migliorare e ottimizzare lo sviluppo e il funzionamento delle città. In sostanza, si costruisce un “cervello” cittadino, che ha proprio il compito di gestire in modo ottimizzando l’intero sistema urbano, svolgendo funzioni quali la raccolta e l’analisi di grandi volumi di dati, così da automatizzare e ottimizzare risposte, ma anche piani e progetti per lo sviluppo futuro. Lo scopo, chiaramente, è quello comune a tutte le smart city e riguarda il miglioramento della qualità della vita, risparmiando risorse e riducendo l’impatto ambientale.

Un “City Brain”, quindi, è in grado di coordinare infrastrutture, servizi, dispositivi, tecnologie, in ambito che vanno dalla gestione del traffico alla sicurezza pubblica, passando per efficienza energetica ed ecologia. I risultati possono essere ottimi, proprio grazie all’integrazione di più tecnologie già tipiche della smart city, come l’Internet of Things (IoT), il 5G, i Big Data, la sensoristica.

Rimangono temi chiave, alla luce di ciò, tutte le questioni legate all’interoperabilità di prodotti e sistemi, ma anche relative ai costi di implementazione e gestione, al momento non ancora del tutto sostenibili.

Le tecnologie per i City Brain

Per dar vita a un City Brain è necessario, come anticipato, sfruttare a pieno differenti tecnologie, che vengono messe a sistema e utilizzate in modo integrato, per una gestione centralizzata. In questo quadro, l’Intelligenza Artificiale è il cuore del sistema. Algoritmi di machine learning e deep learning possono occuparsi dell’analisi dei dati, ma anche di elaborare successive azioni.

Al di là di ciò non c’è, al momento, un vero e proprio sistema predefinito di infrastrutture e tecnologie specifiche per un “City Brain”, ancora ambito di ricerca e sviluppo della maggior parte delle grandi compagnie tech. In ogni caso, è possibile dare per scontato che saranno le tecnologie già citate le altre protagoniste della futura evoluzione delle smart city.

Tecnologie per rendere le città intelligenti

L’IoT consente di raccogliere dati in tempo reale, tramite sensori e dispositivi connessi, distribuiti in modo capillare in città, monitorando anche grandi aree urbane. Inoltre, i sensori possono essere inclusi in oggetti come telecamere di sorveglianza, semafori, dispositivi per l’illuminazione. Si costruisce, in questo modo, la base per la raccolta delle informazioni necessari ai sistemi di AI.

Per funzionare, è fondamentale poter contare su un’infrastruttura adeguata e una connettività il più possibile performante. Scarsa velocità, instabilità e imprevedibilità della rete possono compromettere l’efficacia di un sistema che si basa sul continuo scambio di milioni di dati. Informazioni che, grazie ai Big Data, possono essere raccolte, archiviate e analizzate anche in volumi davvero elevati, estrapolandone quanto rilevante e necessario. Tutte le applicazioni e i sistemi IT, infine, sono ormai gestite mediante servizi di Cloud Computing, rendendo tutto più accessibile e semplice da sviluppare.

Le applicazioni

La creazione di un cervello digitale per la gestione delle città permette di ottenere alcuni interessanti vantaggi tramite differenti applicazioni. Alcuni esempi sono la gestione del traffico e della sicurezza pubblica, oltre che la gestione dei rifiuti o della pianificazione urbana. Grazie a telecamere e sensori distribuiti nelle principali infrastrutture viarie, è possibile raccogliere dati in tempo reale e far sì che il “City Brain”, con una visione globale della città e dei flussi, si occupi della gestione della viabilità, evitando ingorghi e anche riducendo il rischio di incidenti stradali. La mobilità è attualmente uno dei punti deboli di moltissime città del resto.

A livello preventivo, inoltre, possono essere individuati e segnalati anche comportamenti anomali, situazioni al di fuori dell’ordinario, individuando possibili minacce per la sicurezza della città, gestendo in modo ottimizzato anche le forze dell’ordine. Per quanto riguarda rifiuti, invece, è possibile migliorare ed efficientare l’intero processo di gestione, ridisegnando i percorsi di raccolta e assicurando un uso efficiente delle risorse a disposizione. Infine, i dati raccolti possono essere utilizzati anche per compiere decisioni data-driven rispetto ai progetti e ai piani di sviluppo, anche a lungo termine, relativi alla pianificazione urbana. Nascono, così, anche nuovi modelli di governance.

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Gaia Mussi

Laureata in Progettazione Tecnologica e Ambientale, da sempre appassionata ai temi della sostenibilità e della tecnologia. Collabora come copywriter con portali, magazine e aziende per la creazione di contenuti inerenti il campo dell’edilizia, della sostenibilità e del risparmio energetico
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