Autoconsumo collettivo in condominio? A Pinerolo è già operativo

L’autoconsumo collettivo in condominio si può fare: lo dimostrano il caso di Pinerolo e il progetto in fase di conclusione a Torino, presentati nell'ultimo report di Legambiente

Autoconsumo collettivo in condominio: il primo caso a Pinerolo

Il primo esempio italiano di autoconsumo collettivo in condominio è nato a Pinerolo a maggio 2021. Presto ne diventerà operativo un altro a Torino, in via Bardonecchia, mentre fervono in tutta Italia i nuovi progetti legati al fotovoltaico e alle comunità energetiche rinnovabili.

Una spinta green ed efficiente dimostrata dai tanti casi studio presentati da Legambiente nell’ultimo report Comunità Rinnovabili. Particolarmente interessanti, dal punto di vista normativo e per la riduzione dei costi energetici e dell’impatto ambientale, le configurazioni condominiali che presentiamo in seguito.

Autoconsumo collettivo in condominio: Pinerolo docet

Cosa è accaduto a Pinerolo? Il 14 maggio scorso nel comune piemontese è stato inaugurato il primo condominio in Italia operativo in regime di autoconsumo collettivo. L’intervento fa capo alla joint venture tra Acea Energia e Tecnozenith, con la collaborazione dell’Energy Center del Politecnico di Torino. Il tutto, inoltre, rientra nel progetto europeo Horizon 2020 “Buildheat”.

Ma veniamo ai dati energetici: l’edificio risulta oggi quasi completamente autonomo sia per l’elettricità sia per il riscaldamento/raffrescamento. Questo perché il condominio autoconsuma il 90% dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico da 20 kW e dal solare termico per l’acqua calda sanitaria.

Energia rinnovabile e digitale

L’integrazione impiantistica è il cuore di ogni progetto di autoconsumo collettivo in condominio. A Pinerolo, infatti, il fotovoltaico alimenta le utenze dei 10 appartamenti e una pompa di calore (posizionata sul tetto) da 83 kW in regime di riscaldamento o da 71 kW quando serve raffrescare. Inoltre, il progetto ha previsto l’installazione di un pacco batterie da 13 kWh per l’accumulo di energia da reimpiegare all’occorrenza per minimizzare il prelievo dalla rete.

Quanto ai sistemi di gestione dell’energia, ogni inquilino controlla e imposta la temperatura di ogni stanza tramite un Building Management System (BMS), che gli permette anche di conoscere i consumi elettrici. Infine, la distribuzione e la contabilizzazione termica per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e raffrescamento sono monitorati tramite 13 Enerboxx.

Indipendenza energetica con fotovoltaico nel condominio di via Bardonecchia a Torino

Torino integra fotovoltaico e mobilità elettrica

Il secondo caso sigla invece l’unione tra autoconsumo collettivo in condominio e mobilità elettrica. L’esperienza del complesso di Via Bardonecchia a Torino, infatti, sta per essere registrata ufficialmente sul portale del GSE.

Si tratta di un edificio da 21 alloggi alimentati da due impianti fotovoltaici, uno sul tetto e uno sulla parete rivolta a sud. Il progetto, promosso da LL Italia, prevede una potenza complessiva di 255 kW e una produzione annua di 293.239 kWh. Gli impianti sono connessi sia ai contatori di ciascun appartamento, per mandare in autoconsumo le utenze private, sia al contatore condominiale da 80 kW. Questo per coprire i consumi della luce delle scale, dell’ascensore, del citofono e dell’antenna TV. Ma c’è di più: il fotovoltaico smart è anche associato alle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici e alle pompe di calore.

Così, l’indipendenza energetica delle piccole realtà locali stimola la transizione verde delle città e degli edifici italiani.

Informazioni su Maria Cecilia Chiappani 446 Articoli
Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.