Gli obiettivi green dell’Europa passano dall’efficienza energetica delle PMI

Nell'ambito del progetto LEAP4SME, coordinato da ENEA, sono stati diffusi i dati relativi ai consumi energetici delle piccole e medie imprese in 9 paesi europei

Il progetto, che poi è anche un consorzio, si chiama LEAP4SME e, al di là del nome che non richiama immediatamente un concetto forte, rappresenta una delle iniziative più interessanti relative alla moltitudine di piccole e medie imprese operanti sul territorio europeo. Coordinato da ENEA, il progetto mira infatti a sostenere gli Stati membri nella definizione e/o nel miglioramento di politiche efficaci per le PMI, nonché li invita a sottoporsi ad audit energetici oltre che suggerire misure di risparmio energetico.

A propiziare prima la creazione e poi lo sviluppo di LEAP4SME ci sono alcune importanti considerazioni. Innanzitutto, le PMI rappresentano la spina dorsale dell’economia europea e quindi svolgono un ruolo fondamentale nelle economie mondiali. Il loro consumo energetico, però, sebbene relativamente basso a livello individuale, è elevato se considerato collettivamente.

Tipologie di PMI in Europa - Consorzio LEAP4SME

Per le PMI possibili grandi risparmi energetici

In particolare, il risparmio energetico che potrebbe essere ottenuto nelle PMI applicando le migliori tecnologie disponibili viene stimato fino al 30% del loro attuale consumo. Una serie di azioni di efficientamento energetico che, oltre all’impatto positivo diretto su questa tipologia di aziende, genera significativi benefici indiretti come la riduzione della produzione di rifiuti, del consumo di acqua, delle emissioni di gas serra, oltre che un miglioramento dell’ambiente di lavoro.

L’iniziativa più recente nell’ambito del progetto è la diffusione delle stime relative ai consumi energetici nel settore delle piccole e medie imprese di 9 Paesi europei. Lo studio è stato condotto da ENEA per l’Italia e dalle rispettive agenzie energetiche nazionali degli altri 8 Paesi europei che partecipano al progetto LEAP4SME, vale a dire Austria, Croazia, Grecia, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Regno Unito.

In Portogallo il minor peso delle PMI sui consumi

Dall’indagine emerge che il peso delle PMI sui consumi interni lordi di energia varia da un minimo del 9% in Portogallo a un massimo del 18% in Grecia e Croazia. Fa eccezione l’Italia che si colloca in un range più ampio – tra il 13 e il 29% – in quanto le stime sono state elaborate in base a due diverse metodologie di calcolo.

“Nel consorzio – ha spiegato il ricercatore ENEA, Enrico Biele, che coordina il progetto LEAP4SME – abbiamo sviluppato due metodologie diverse: la prima basata sulla ricostruzione dei dati dei principali vettori energetici, la seconda sull’analisi dei bilanci energetici nazionali e dei risultati dell’articolo 8 della Direttiva sull’efficienza energetica“.

Doppia metodologia di calcolo per l’Italia

Un doppio binario che ha portato “ogni Agenzia a scegliere se applicare l’una o l’altra metodologia a seconda della disponibilità dei dati a livello locale. Per l’Italia abbiamo però ritenuto opportuno applicarle entrambe e pubblicare i risultati di tutti gli scenari dei due diversi approcci, da qui il range più ampio relativo al peso delle PMI sui consumi interni lordi di energia”.

Si è trattato, come sottolinea ENEA, di un lavoro complesso sia per il numero eccezionale di PMI operanti in Europa, che sono circa il 99% del totale imprese, sia per l’eterogeneità dei settori considerati e le difficoltà nel tracciare i confini della definizione di piccola e media impresa. Sono comunque previste ulteriori analisi sul ruolo delle PMI energivore, in special modo attraverso il coinvolgimento degli stakeholder del settore e delle associazioni di riferimento.

Leap4SME infografica

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità