Efficienza energetica e sostenibilità: a che punto siamo

Sostenibilità ed efficienza energetica sono necessari per una crescita sostenibile, tanto che rientrano sia negli obiettivi europei per il 2050, che nell’Agenda 2030. A che punto siamo in Italia?

Efficienza energetica e sostenibilità: a che punto siamo in Italia?

A raccogliere il piano per lo Sviluppo sostenibile globale, c’è l’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu, con la quale si sono stati definiti 17 obiettivi che riguardano le principali questioni su cui intervenire per assicurare uno sviluppo sostenibile. I Sustainable Development Goals pongono obiettivi comuni e traguardi (per la precisione 169), che toccano a livello globale tutti i Paesi e tutti gli individui. Un piano ambizioso, il cui termine è sempre più vicino.

A questi, si affiancano gli obiettivi europei per il 2050, che mirano ad un’Europa Carbon Neutral entro quella data. Una scelta che deriva proprio dalla consapevolezza che per risolvere problemi a livello globale è fondamentale l’impegno di tutti. È così che l’Europa ha messo mano alle proprie politiche in materia di clima ed energia. Il Green Deal Europeo definisce il percorso per raggiungere obiettivi ambiziosi come la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030. Nel pacchetto “Fit for 55” sono poi incluse specifiche proposte per raggiungere questo traguardo, tra cui la promozione delle energie rinnovabili o la revisione della normativa sull’efficienza energetica.
Ma a che punto siamo?

Energia pulita ed efficienza energetica

La voce “energia pulita e accessibile” è proprio uno degli obiettivi dell’Agenda 2030, a sottolineare il ruolo chiave dell’energia nello sviluppo economico e sociale. Il rapporto ASviS 2021 “L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile” offre una panoramica generale di come sia messa l’Italia rispetto al raggiungimento di tutti i target prefissati.

In merito al tema energetico, viene espresso un andamento positivo e costante tra il 2010 e il 2019 dei due indicatori scelti per monitorare il miglioramento:

  • da un lato la produttività dell’energia,
  • dall’altro la quota di energia rinnovabile prodotta.

La produttività è passata da 6,8 euro a 8,4 euro per kg di petrolio equivalente, mentre l’energia rinnovabile raggiunge il 19,7% del totale di quella prodotta. Il fatto che si registri una tendenza positiva, però, non è sufficiente, basti pensare al fatto che la Direttiva europea sull’energia rinnovabile prevede che per il 2030 la quota “green” dovrebbe raggiungere il 40%, ossia il doppio rispetto ad oggi. Un traguardo effettivamente molto lontano, soprattutto se paragonato alla velocità di crescita degli indicatori visti.

Tra i 169 target definiti dall’Agenda 2030, c’è anche quello relativo al consumo di energia e, in questo caso, il rapporto segna un risultato maggiormente positivo. Nello specifico, il target prevede di ridurre entro il 2030 i consumi finali lordi di energia del 14,4% rispetto al 2019, un obiettivo raggiungibile.

Rinnovabili la strada per lo sviluppo sostenibile

Cosa deve fare l’Italia per decarbonizzare la propria economia

La decarbonizzazione del settore produttivo passa attraverso diverse azioni e settori, tra cui edilizia e trasporti. Questo significa investire molto sull’elettrificazione dei consumi energetici, sia in ambito edile, che di mobilità, sull’efficientamento energetico e sulla riqualificazione degli edifici, sullo sviluppo delle energie rinnovabili.

Sono importanti anche tutte le strategie di sviluppo che, grazie alla tecnologia, offrono soluzioni innovative per la mobilità, gli edifici e la distribuzione dell’energia. Anche per questo si sente parlare sempre più spesso di Smart Mobility, Smart Building, Smart City e Smart Grid. Rendere intelligente il modo in cui l’uomo si muove, gli edifici e le città in cui vive, la rete di distribuzione dell’energia favorisce un maggior controllo delle infrastrutture e dei consumi, prevenendo problematiche di varia natura, migliorando i servizi, ma anche e soprattutto riducendo gli sprechi energetici.

Nel recente convegno Smart Building Report 2021 dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, Schneider Electric ha sottolineato come le tecnologie digitali possono fare la differenza nel percorso di efficientamento energetico degli edifici e di sostenibilità. Gli smart building rappresentano il punto di incontro tra integrazione e sostenibilità, trasformazione digitale e transizione ecologica.

A sostegno di questi indirizzi teorici, è chiaro che devono essere messi in campo strumenti concreti, a partire dal PNIEC, che ancora richiede un aggiornamento a seguito dei nuovi obiettivi europei. Si dovrebbero introdurre misure che spingano verso un importante sviluppo delle rinnovabili, che secondo Ecosistema Urbano 2021 oggi segnano una crescita di circa 1 GW all’anno, contro gli 8 che dovremmo raggiungere. Per favorire ciò, servono regole chiare, snellimenti delle pratiche autorizzative, crescita dei grandi impianti, diffusione dei sistemi di accumulo e la crescita delle Comunità energetiche. Proprio queste ultime possono essere il motore della rivoluzione energetica di cui abbiamo bisogno, favorendo l’autoconsumo, il risparmio, la diffusione delle energie rinnovabili e la lotta alla povertà energetica.

Nel report, Legambiente sottolinea i vantaggi assicurati dalle Comunità energetiche, sia in ambito ambientale che sociale. Recepire la Direttiva Europea sul tema, favorirebbe investimenti per più di 13 miliardi di euro, attivando un potenziale di energia rinnovabile di 17 GW.

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