Ripartenza digitale, tra le sfide dell’industria italiana

Connettività, energia e supply chain: il punto sulla ripartenza digitale del settore con Massimo Merli, VP della divisione Industrial Automation di Schneider Electric Italia

Ripartenza digitale dopo emergenza covid-19

È ancora presto per pensare alla ripartenza digitale della nostra industria? Il comparto produttivo italiano esce dall’emergenza Covid-19 con tante ferite, ma una sostanziale certezza: la visione 4.0 può fare la differenza.

Controllo remoto, efficienza operativa e redditività aziendale sono fattori chiave di un’esperienza cruciale nella lotta al “cigno nero” che ha colpito salute ed economia globali. Chi in tempi non sospetti ha creduto nei vantaggi di Industria 4.0, ne ha sperimentato tutta la portata. Le realtà più titubanti hanno potuto constatare quanto possa essere determinante.

Da qui riparte il viaggio smart del mercato industriale, che abbiamo approfondito insieme a Massimo Merli, VP della divisione Industrial Automation di Schneider Electric Italia.

Ripartenza digitale tra visione e realtà

Massimo Merli, VP Industrial Automation di Schneider ElectricRicollegandoci ai concetti di efficienza e profitability della fabbrica connessa, oggetto degli ultimi Innovation Talks di Schneider Electric, partiamo dall’impatto di questa trasformazione sulle attuali eisgenze del settore. “Oggi più che mai l’evoluzione digitale è riconosciuta dai clienti – spiega Massimo Merli -. I nostri temi di sempre, ovvero i fattori di competitività legati a efficienza operativa ed energetica, al supporto remoto degli utenti, alla gestione intelligente degli asset, si sono improvvisamente palesati come fattibili, vantaggiosi e reali. La digitalizzazione si è rivelata l’unico modo per mantenere produttività e operatività nonostante l’emergenza”.

Non solo, l’accelerazione di questo percorso ha concretizzato agli occhi degli imprenditori nuove modalità ugualmente efficaci di lavorare. Risorse integrate da sfruttare anche in un futuro (speriamo presto) Covid-free.

Il ruolo strategico di Industria 4.0

La prima best practice riguarda proprio Schneider Electric. Forte di un solido background tecnologico, l’azienda ha prontamente risposto alla “chiamata” dello smart working. Questo ha permesso allo staff di supportare partner e clienti anche nei momenti più difficili, sia sul lato operativo sia con nuove proposte formative. Contribuendo, anche in lockdown, alla trasformazione digitale del contesto italiano.

Tra le categorie più “sensibili” alle applicazioni 4.0, il manager annovera i costruttori di macchine. “Gli OEM hanno sofferto soprattutto il fatto di non poter programmare manutenzione e operazioni di start-up in presenza – precisa il manager -. La possibilità di gestire da remoto questi aspetti fa la differenza in termini di costi, continuità operativa e risparmio energetico”. Parliamo di sistemi di realtà aumentata che consentono per esempio a un operatore italiano di programmare e gestire macchine in un altro continente, organizzando anche training virtuali. Prodotti connessi, software e gestione smart della supply chain sono i fattori chiave di un adattamento flessibile ai repentini cambiamenti del mercato.

La strategia di Schneider Electric per la ripartenza digitale italiana

Tecnologie integrate e cyber security

Come ottenere tutto questo? La prima tecnologia abilitante è la connettività. “Schneider Electric supporta le aziende nel percorso di digitalizzazione con dispositivi in grado di interconnettere e monitorare anche le macchine più obsolete – aggiunge il manager -. Ai quali combinare applicazioni, servizi cloud e analytics utili a valorizzare i dati. Fondamentale, in tal senso, la possibilità di raccogliere informazioni critiche e analizzarle per prendere decisioni utili a ottimizzare manutenzione e processi aziendali”.

Aspetto trasversale a tutti gli ecosistemi tecnologici, la cyber security. Anche qui, la pandemia ha notevolmente alzato il livello di guardia. La partita dell’Industrial IoT si gioca qui su due livelli:

  • fornire prodotti che soddisfino norme internazionali sulla sicurezza informatica;
  • supportare i clienti con assessment su macchine, impianti e linee produttive per aiutarli a configurare applicazioni sicure.

Come andrà la ripartenza digitale italiana

Le tecnologie e il supporto dei provider qualificati, dunque, non mancano. Ma le aziende torneranno a pensare in ottica 4.0? “L’impressione è che chi potrà, investirà – commenta Merli -. Considerando tuttavia le difficoltà economiche del periodo, sarà ancora più importante accompagnare le aziende con un approccio step by step. Penso in particolare alle realtà più piccole, che popolano la maggioranza del tessuto imprenditoriale italiano”. Resta fondamentale, anche nella ripartenza digitale, il sostegno istituzionale. “Gli incentivi vanno nella direzione giusta, ma andrebbero tarati secondo una visione a medio-lungo termine – conclude l’intervistato -. C’è poi il tema infrastrutturale della connettività a banda larga, il 5G schiuderà grandi scenari di sviluppo per l’IIoT”.

Le aziende sono ancor più sensibili all’evoluzione digitale, ma vanno supportate in progettualità e competenze

L’ultimo scenario riguarda la trasformazione delle persone. La carta vincente, per creare competenze digitali e soddisfare le richieste del mercato, è creare network educativi che coinvolgano scuola, imprese e associazioni in percorsi condivisi di formazione e cultura aziendale 4.0.

Maria Cecilia Chiappani
Informazioni su Maria Cecilia Chiappani 349 Articoli
Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.