Equazione energetica per un futuro più sostenibile

Più efficienza, meno emissioni, sì alla trasformazione digitale: l’equazione energetica di Schneider Electric traccia un percorso di integrazione tra settori, tecnologie e persone

Equazione energetica di Schneider Electric all'Innovation Summit

Quando l’ambiente chiama, industria e smart city devono rispondere: risparmio energetico, elettrificazione e decarbonizzazione sono i tre fattori dell’equazione energetica identificata da Jean-Pascal Tricoire, Presidente e Ceo di Schneider Electric, per ridurre del 50% le emissioni di CO2 entro il 2040.

“Ci stiamo spostando verso un mondo completamente elettrico, ed è fondamentale assicurarsi che questa elettricità provenga da impianti a emissioni zero – sottolinea il Ceo dal palco dell’Innovation Summit Barcelona -. L’attuale apporto delle rinnovabili nella generazione di energia globale non è sufficiente, vogliamo che tocchi il 40% entro il 2040”.

Come favorire la diffusione di energia pulita? Ripensando il nostro modo di concepire città, edifici e fabbriche: ogni nuovo progetto deve prevedere una riduzione di emissioni inquinanti del 30-50%. A cominciare dal settore industriale, altamente energivoro, dove l’integrazione tra rinnovabili, energia digitale e smart manufacturing possibile grazie alla piattaforma EcoStruxure può generare percentuali di risparmio a doppia cifra.

Integrazione totale: le 4 sfide dell’equazione energetica

Il Ceo di Schneider Electric Tricoire presenta l'equazione energeticaFilo conduttore dell’Innovation Summit è appunto l’integrazione tra mondi e tecnologie. “La transizione energetica ci pone oggi sfide interconnesse: per vincerle, serve un approccio comune”, sottolinea Tricoire.

Ecco le 4 integrazioni che determineranno il “risultato” dell’equazione energetica posta da Schneider Electric:

  • automazione ed energia vivono un percorso simile: nella fabbrica connessa si parla di elaborazione dei dati nell’edge, mentre nel settore energia dominano grid e sistemi decentralizzati;
  • IoT e big data: i prodotti sono ormai tutti connessi, per creare valore aggiunto serve leggere, raccogliere e interpretare i dati con nuovi servizi di analytics;
  • design e building: è necessario controllare in modo univoco l’intero ciclo di vita di edifici e industrie (Operate & Maintain), attraverso appositi software di controllo e ottimizzazione dei processi;
  • integrated company management: coinvolge la gestione delle aziende nel suo complesso, in modo da ottimizzare aree, processi e competenze, per renderli più performanti ed efficienti.

Occhio ai nemici della trasformazione digitale

Energia green e interconnessione dei processi si profilano dunque come driver del futuro sostenibile, ma attenzione ad alcuni aspetti critici della trasformazione digitale. In primis, meglio evitare le soluzioni puntuali: non adottare soluzioni digitali in assenza di una visione strategica. Solo la combinazione tra tecnologia, talento e idee innovative porta a una trasformazione digitale efficace, qualunque sia il contesto applicativo.

La seconda questione sollevata dal Ceo di Schneider Electric riguarda le architetture aperte. L’uso di strumenti completi consente messa in servizio e modifiche più rapide. La cooperazione contro la “chiusura” tecnologica è il modo migliore per accelerare l’integrazione e per risolvere ogni specifico problema del cliente.

Altrettanto raccomandabile è la cosiddetta prova del concetto, ovvero la simulazione di una soluzione a costi competitivi per risolvere i dubbi più comuni: la paura di affrontare grandi investimenti senza ottenere miglioramenti o la mancanza di fiducia nei confronti dei fornitori, accusati di promettere grandi progressi senza essersi prima calati nella realtà aziendale.

Equazione energetica: quanto contano i dati?

Trasformazione dEquazione energetica e digitale in scena a Innovation Summit BarcelonaTra le definizioni di digitalizzazione emerse durante l’Innovation Summit di Barcellona ci sembra interessante sottolineare la sua connessione con il valore dei dati. “La trasformazione digitale è il processo di conversione dell’intero ambiente aziendale in dati che possano essere analizzati e sfruttati – conferma il numero uno di Schneider -. Se ancora non disponiamo di dati, non possiamo cambiare la nostra proposta di valore”.

Il boom dei big data ha generato tuttavia una certa confusione, spesso tradotta in contesti ambigui, dai confini poco prevedibili: “Se dieci anni fa ci sembrava possibile guardare con chiarezza ai successivi tre anni di attività, il surplus tecnologico odierno produce cambiamenti sul mercato ben più difficili da prevedere”.

Affrontare la sfida del dato significa ampliare gli orizzonti del settore energetico verso una digitalizzazione fatta di cloud, intelligenza artificiale, Intenet of Things. Fattori che impattano anche il mondo dell’automazione, soprattutto in vista della connettività 5G. “Più del 30% delle applicazioni 5G sarà dedicato a building, manufacturing e transizione energetica – sostiene Tricoire -, mentre la trasformazione digitale di case e città, permetterà nei prossimi 20 anni di riprogettare questi ambienti in modo del tutto nuovo”.

… e il capitale umano è pronto al viaggio digitale?

Ma le tecnologie digitali da sole non bastano: ogni contesto professionale è fatto di persone. Competenze inedite, trasversali ed efficienti, da valorizzare più di ogni altro aspetto. Basti pensare alla potenzialità della realtà aumentata, in grado guidare i dipendenti nella soluzione dei problemi senza richiedere l’apertura di un macchinario o altri interventi invasivi. Un supporto che permette alle persone di collaborare in sicurezza ed efficienza, con tutti i benefici per il business aziendale e per il cliente finale.

“La digitalizzazione ha “democratizzato” l’ingresso di nuovi attori nella filiera – conclude il Ceo di Schneider -: nuove relazioni aziendali da gestire correttamente. Oggi chiunque, da qualsiasi luogo, può accedere alle tecnologie connesse, con un impatto dirompente sull’operatività e sulla strategia aziendale”. Ecco perché le menti e le competenze innovative sono risorsa più che mai preziosa per risolvere la grande equazione energetica dei nostri tempi.

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