
Se è compatibile è sicuro: non funziona così, nel mondo elettrico, quando si scelgono prodotti compatibili non autorizzati. Ed è importante sottolinearlo in questa epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, che accende i riflettori su consumi energetici, automazione e tecnologie IoT. E si dedica un po’ meno, sul piano divulgativo e comunicativo, all’affidabilità dei singoli componenti che costituiscono la base di ogni impianto smart.
Questa consapevolezza ha spinto Prosiel, associazione senza scopo di lucro che promuove la cultura della sicurezza elettrica in Italia, a pubblicare un vademecum sui prodotti compatibili non approvati. Un documento snello e concreto per sensibilizzare gli operatori della filiera (installatori, distributori e progettisti), ma anche gli utenti, sui pericoli associati alla non conformità dei prodotti.
Stiamo parlando della possibilità di integrare, negli impianti elettrici, prodotti progettati per l’installazione con apparecchiature di un determinato marchio, ma realizzati da produttori terzi senza l’autorizzazione del produttore originale. Un caso tipico riguarda le serie civili, composte da apparecchi, supporti o telai e placche di copertura. Per ridurre i costi, alcuni operatori del settore scelgono di abbinare componenti interni compatibili a placche di copertura originali, a volte anche all’insaputa del committente. Questa pratica comune e apparentemente innocua, nasconde insidie per la sicurezza dei sistemi e la responsabilità professionale dell’installatore.
Prosiel parte da una certezza. La sicurezza e l’affidabilità di un componente sono garantite solo quando progettazione, industrializzazione e produzione risultano coordinate dal costruttore dell’assieme. Quando un produttore terzo realizza un prodotto senza conoscere nel dettaglio l’architettura originale del sistema possono emergere problemi significativi.
Qualche esempio? Le tolleranze dimensionali non verificate rischiano di compromettere l’isolamento elettrico. Materiali con caratteristiche termiche non conformi al progetto originale potrebbero comportarsi in modo imprevedibile in fase operativa. Mancano inoltre la verifica dell’interazione tra componenti in condizioni di guasto o sovraccarico e i test sul sistema completo nelle condizioni d’uso reali. Va da sé che negli impianti connessi, dove l’integrazione tra meccanica, elettronica e software si fa sempre più stretta, questi aspetti diventano ancora più critici.
Oltre la continuità operativa, ci sono conformità normativa e risvolti legali. Infatti, il produttore originale non risponde in caso di difetti o problemi di qualità causati da impianti che contengono prodotti compatibili non autorizzati. La responsabilità ricade su chi ha effettuato l’installazione. Il professionista, anche se in buona fede o su richiesta del committente, deve sapere che si sta assumendo tutti i rischi di questa scelta. Dalla decadenza delle garanzie del sistema alla responsabilità civile e penale in caso di danni a persone o cose. Passando per mancata copertura assicurativa e impossibilità di dimostrare la conformità CEI dell’impianto.
C’è anche un ultimo aspetto spesso sottovalutato. I prodotti non certificati possono compromettere le performance energetiche del sistema. Negli impianti intelligenti, dove sensori, attuatori e piattaforme devono comunicare con precisione, l’integrazione di componenti non “nativamente” progettati per lavorare insieme può causare dispersioni elettriche e malfunzionamento del monitoraggio energetico. Oltre a inefficienze nella gestione automatizzata dei carichi e restituzione di dati imprecisi sui consumi. Vanificando praticamente del tutto il risparmio iniziale sull’acquisto dei componenti compatibili.
In attesa di una regolamentazione dedicata, l’associazione raccomanda agli operatori della filiera elettrica di:
“La tecnologia è parte integrante della quotidianità, dal lavoro all’abitare, dal tempo libero agli acquisti – si legge nella presentazione del vademecum Prosiel -. Ma in Italia sicurezza e manutenzione restano ancora temi inesplorati. Troppo spesso l’impianto elettrico viene dato per scontato: “c’è e funziona”. Tuttavia, un numero elevato di impianti domestici non è conforme alle norme di sicurezza, esponendo gli utenti a rischi di elettrocuzione e incendi”.
Il vademecum Prosiel nasce dunque come guida e strumento per i professionisti: non un vincolo, ma un alleato per operare consapevolmente. Sempre al fine di tutelare consumatori e operatori, Prosiel è già attiva su diversi tavoli istituzionali per promuovere l’aggiornamento delle norme sul mercato dei prodotti compatibili.
