Pubblicate le linee guida per i Piani Nazionali di Ristrutturazione dell’EPBD

La Commissione europea ha pubblicato le linee guida per redigere i Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici (NPRB), parte della Direttiva EPBD, per un’Europa a zero emissioni entro il 2050
Direttiva case green: pubblicate le linee guida per i Piani Nazionali di Ristrutturazione

Con l’entrata in vigore il 28 maggio 2024 della nuova Direttiva sulla Prestazione Energetica nell’Edilizia (EPBD), l’Unione Europea ha compiuto un passo decisivo verso la decarbonizzazione del parco immobiliare entro il 2050. L’obiettivo è ambizioso ma necessario: ridurre drasticamente le emissioni di gas serra prodotte dagli edifici, responsabili oggi del 40% delle emissioni complessive, e migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente. Per sostenere gli Stati membri in questo processo complesso, la Commissione europea ha pubblicato nuove linee guida operative, che delineano come redigere i Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici (NPRB). Questi piani saranno fondamentali per guidare e monitorare la transizione energetica del settore edilizio in ogni singolo paese dell’UE.

Cosa sono i Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici (NBRP)?

I PNRB rappresentano lo strumento strategico principale per attuare la direttiva EPBD (nota come Direttiva Case Green). Ogni Stato membro dovrà elaborare un piano che descriva in modo dettagliato come intende:

  • migliorare le prestazioni energetiche del proprio patrimonio edilizio;
  • rispettare gli obiettivi stabiliti nei Piani Nazionali per l’Energia e il Clima (PNEC);
  • contribuire alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO₂.

Questi piani fungeranno da tabella di marcia e dovranno includere misure concrete, scadenze, dati tecnici e stime di impatto, con una particolare attenzione alla riduzione della povertà energetica e al miglioramento del comfort abitativo.

Le linee guida della Commissione: modelli e strumenti per i NPRB

Per facilitare la redazione dei PNRB, la Commissione europea ha pubblicato due strumenti principali:

  • un modello con annotazioni per i NPRB (National Building Renovation Plans) – Una guida strutturata che aiuta i governi a compilare i propri piani includendo tutti gli elementi richiesti dalla direttiva EPBD, come previsto nell’Allegato II.
  • un template di foglio di calcolo – Progettato per raccogliere i dati quantitativi necessari alla pianificazione e al monitoraggio dei progressi nella decarbonizzazione del settore edilizio.

Questi strumenti sono stati sviluppati in collaborazione con gli Stati membri per assicurare coerenza e comparabilità tra i diversi piani nazionali.

EPBD: 31 dicembre 2025, la prima importante scadenza

La nuova EPBD stabilisce un calendario stringente per l’elaborazione dei piani:

  • entro il 31 dicembre 2025, ogni Stato membro dovrà presentare la prima bozza del proprio PNRB alla Commissione europea.
  • la Commissione procederà alla valutazione dei piani, formulando eventuali raccomandazioni.
  • entro il 31 dicembre 2026, dovrà essere presentata la versione definitiva dei piani, aggiornata in base ai feedback ricevuti.

Gli obiettivi concreti della direttiva Case green

La direttiva EPBD stabilisce traguardi ambiziosi, differenziati in base alla tipologia di edificio:

  • edifici residenziali non di nuova costruzione – i Paesi Membri dovranno adottare misure per garantire una riduzione dell’energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035;
  • edifici non residenziali – gli Stati Membri dovranno ristrutturare il 16% degli immobili con le peggiori prestazioni entro il 2030 e il 26% entro il 2033, introducendo requisiti minimi nazionali di prestazione energetica da rispettare per tutto il settore dell’edilizia;
  • i nuovi edifici residenziali dovranno essere a zero emissioni dal 2030;
  • i nuovi edifici non residenziali dovranno essere a zero emissioni dal 2028.

La sfida della trasformazione edilizia

La pubblicazione delle linee guida per i Piani Nazionali di Ristrutturazione rappresenta un passaggio fondamentale nella transizione verso un’Europa NET Zero. La direttiva EPBD, con le sue scadenze e i suoi obiettivi vincolanti, impone un cambio di paradigma nell’edilizia, richiedendo impegno congiunto da parte di governi, imprese, cittadini e comunità locali.

Il successo di questa trasformazione dipenderà dalla capacità dei singoli Stati membri di adottare piani credibili, ben strutturati e ambiziosi, in grado di trasformare il parco immobiliare europeo in un motore di sostenibilità e innovazione.

Implicazioni strategiche e geopolitiche

La corretta attuazione della direttiva EPBD non ha solo un impatto ambientale. Essa contribuirà a ridurre i costi dell’energia per i cittadini, rafforzerà la resilienza energetica dell’Unione Europea diminuendo la dipendenza da fonti esterne — in particolare dal gas russo, considerando che il 52% del gas consumato nell’UE è direttamente o indirettamente legato agli edifici — e stimolerà la creazione di posti di lavoro nei settori dell’edilizia sostenibile, della riqualificazione energetica e dell’innovazione tecnologica.

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Alessia Varalda

Ingegnere elettrotecnico con esperienza come Project Manager presso un'importante multinazionale attiva nel settore dell'energia e dell'automazione. La curiosità verso le tecnologie innovative e le soluzioni all'avanguardia nel mondo delle energie (tradizionali e rinnovabili) mi ha portata a lavorare per 14 anni presso un importante editore di riviste tecniche di settore scrivendo di home&building automation, illuminazione, comfort, efficienza energetica e sostenibilità.
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