
La Commissione Europea ha compiuto un nuovo passo per rendere il settore edilizio dell’Unione più sostenibile, competitivo ed efficiente dal punto di vista energetico. È stato pubblicato un pacchetto di strumenti pratici a supporto dell’attuazione della Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD – nota come Direttiva Case Green), recentemente rivista nell’ambito del Green Deal Europeo. A metà giugno erano state pubblicate le linee guida per redigere i Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici, parte della Direttiva.
Con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici del 11,7% entro il 2030, queste misure mirano a rafforzare l’indipendenza energetica dell’UE, abbassare le bollette per famiglie e imprese e stimolare la diffusione delle fonti rinnovabili negli edifici.
Il pacchetto presentato dalla Commissione si compone di:
La revisione della direttiva punta alla decarbonizzazione completa del settore edilizio entro il 2050, attraverso una serie di azioni:
Secondo Eurostat, l’85% degli edifici europei è stato costruito prima del 2000 e il 75% ha prestazioni energetiche insufficienti. Intervenire su questo patrimonio immobiliare è quindi una priorità strategica per ridurre le emissioni e migliorare la qualità della vita dei cittadini europei.
Secondo la Commissione, oltre il 50% del gas consumato in Europa viene utilizzato negli edifici, responsabili di circa il 40% del consumo energetico e delle emissioni. Intervenire su questo settore diventa quindi cruciale. Come ha sottolineato il Commissario per l’Energia e l’Edilizia Abitativa, Dan Jørgensen: “Migliorare la prestazione energetica degli edifici è una scelta che fa bene al clima e ai cittadini. Una casa più efficiente significa bollette più basse e migliore qualità della vita. Le misure adottate oggi aiuteranno gli Stati membri a costruire un settore edilizio più competitivo e decarbonizzato”.
La nuova direttiva EPBD è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e dovrà essere recepita nei singoli ordinamenti nazionali entro il 29 maggio 2026. L’Italia, come gli altri Stati Membri, dovrà quindi avviare un processo normativo e tecnico per integrare i nuovi requisiti nella propria legislazione edilizia, promuovendo nel contempo incentivi e strumenti per i cittadini e le imprese.
