Incentivi impianti fotovoltaici: quali ancora attivi per le aziende?

Sono diverse le misure incentivanti tuttora attive per le aziende che intendono prevedere l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici. Vediamo quali sono e cosa si prefigura per il 2026
le aziende possono usufruire di diversi incentivi per impianti fotovoltaici

Produrre in proprio energia elettrica da impianti fotovoltaici è una possibilità da considerare tenendo conto del costo che pagano le imprese italiane. Come ricordato di recente dal presidente di Assolombarda, in occasione dell’Assemblea generale dell’associazione più importante del sistema Confindustria, oggi, in Europa, le imprese nazionali pagano l’energia fino a tre volte di più rispetto ad altre grandi economie. “A settembre 2025 il costo medio dell’energia elettrica, Prezzo Unico Nazionale, in Italia era di 109,08 euro/MWh, contro i 34,81 della Francia, i 83,51 della Germania, i 61,04 della Spagna”.

Incentivi impianti fotovoltaici: quali strumenti

C’è bisogno, quindi, di puntare sulle fonti rinnovabili e sull’autoproduzione e consumo. Per le aziende che vogliono investire c’è ancora possibilità di contare su strumenti incentivanti la transizione energetica e una maggiore indipendenza.

Bando PNRR CER

Il DM 127/2025, andato in vigore lo scorso giugno, riguardante il bando PNRR per le Comunità Energetiche Rinnovabili, che modifica il precedente decreto CACER, prevede un contributo a fondo perduto del 40% per gli impianti fotovoltaici e, in generale, a fonti rinnovabili, situati in comuni con meno di 50mila abitanti. La misura è valida per le PMI, oltre che per altri attori pubblici e privati (tra questi cittadini ed enti del terzo settore).

La scadenza è il principale limite: salvo proroghe, per la presentazione delle domande di incentivo al GSE per realizzare impianti c’è ancora tempo fino al 30 novembre 2025. A domanda accolta, occorrerà poi completare i lavori di realizzazione dell’impianto di produzione entro il 30 giugno 2026 ed entrare in esercizio entro ventiquattro mesi dalla data di completamento dei lavori o, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2027.

Le spese ammissibili nel costo di investimento variano dai 1.500 €/kW per impianti fino a 20 kW fino a 1.050 €/kW tra 600 e 1.000 kW. L’energia condivisa riceve una tariffa premio ventennale, composta da una quota fissa (da 80 €/MWh per impianti sotto 200 kW a 60 €/MWh oltre 600 kW), e una quota variabile che dipende dal prezzo zonale dell’energia.

FER X

Il DM 30 dicembre 2024 (più noto come Decreto FER X Transitorio) è il meccanismo transitorio di supporto per impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato. Intende sostenere la produzione di energia elettrica di impianti FER attraverso la definizione di un meccanismo di supporto che ne promuova l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità.

Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, rientrano nell’ambito di applicazione del decreto FER X Transitorio gli interventi di nuova costruzione, di rifacimento integrale e quelli di potenziamento di impianti esistenti.

Accedono direttamente al meccanismo di supporto previsto dal decreto FER X Transitorio gli impianti a fonti rinnovabili con potenza inferiore o uguale a 1 MW, che hanno avviato i lavori successivamente alla data di entrata in vigore del decreto FER X Transitorio.

Gli impianti di potenza fino a 1 MW possono accedere direttamente al meccanismo di supporto entro il termine del 31 dicembre 2025. Viene riconosciuta una “tariffa di aggiudicazione” per l’energia prodotta, di durata ventennale, fissata a 77 euro per MWh (che raggiunge gli 87 €/MWh nel Nord Italia).

Tra gli elementi da segnalare, il FER X introduce una procedura d’asta competitiva per gli impianti di potenza superiore a 1 MW. Esse comprendono sia i moduli fotovoltaici standard sia quelli conformi ai criteri NZIA.

Bando Rinnovabili per le imprese del Sud

Con un recente Decreto Direttoriale (Decreto n. 424 del 30 ottobre 2025), il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha lanciato un Avviso pubblico per la selezione di progetti dedicati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Tale iniziativa seleziona progetti di investimento che prevedono l’installazione di impianti fotovoltaici o termo-fotovoltaici per autoconsumo immediato oppure la possibilità di consumarlo quando necessario, avvalendosi di impianti di energy storage.

Il contributo complessivo assomma a 262 milioni di euro. Sul totale, il 60% delle risorse è destinata al finanziamento di progetti di investimento realizzati da PMI, di cui almeno il 25% è destinato a progetti di micro e piccole imprese.

La misura prevede che l’energia prodotta sia destinata all’autoconsumo dell’unità produttiva e che l’eventuale energia in eccesso, non accumulata, deve essere ceduta gratuitamente al GSE per vent’anni. Viene richiesto che l’impianto fotovoltaico abbia una potenza nominale non inferiore a 10 kW e non superiore a 1 MW.

Sono previste agevolazioni, sotto forma di contributo in conto impianti, per gli impianti fotovoltaici pari al:

  • 38% per le grandi imprese,
  • 48% per le medie,
  • 58% per le micro e piccole imprese.

Inoltre, si prevede un 2% in più se si installano moduli fotovoltaici di categoria A del registro tecnologie (moduli con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%) e un 5% in più se si installano solo moduli categoria B o C del Registro tecnologie. In questo caso si tratta di moduli fotovoltaici con celle solare con 23,5% di efficienza; e moduli prodotti composti da celle bifacciali a eterogiunzione di  silicio o tandem prodotte in UE con un’efficienza di cella almeno il 24%.

Le domande potranno essere inviate a partire dal 3 dicembre 2025 fino al 3 marzo 2026.

esempio di impianto fv su un' azienda di logistica

Nuova Sabatini

La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese.

Beneficiarie principali sono le micro, piccole e medie imprese che possono godere di una agevolazione per gli investimenti finalizzati ad acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

La Nuova Sabatini prevede la concessione di contributi (in conto impianti) da parte del Ministero a fronte di finanziamenti (bancari o leasing), erogati da banche/intermediari finanziari aderenti alla misura, destinati a investimenti green, concernenti l’acquisto, “o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi”, segnala il ministero. A questa voce appartengono anche gli impianti fotovoltaici.

Cosa prevede la misura? L’importo del finanziamento deve essere compreso tra 20mila euro e 4 milioni di euro, con una durata massima di cinque anni.

Il contributo ministeriale è in conto impianti il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata quinquennale e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 3,575% per gli investimenti green.

Il finanziamento può essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le Pmi fino all’80% dell’ammontare totale.

Come annunciato dal MIMIT, la Legge di Bilancio 2025 ha rifinanziato la Nuova Sabatini con 1,7 miliardi di euro per il periodo 2025-2029. Il rifinanziamento prevede una dotazione complessiva di 1,7 miliardi di euro distribuiti nel quinquennio 2025-2029, con una suddivisione specifica: 400 milioni di euro per il 2025; 100 milioni per il 2026; 400 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029.

Conto Termico 3.0

La novità più importante del futuro Conto Termico 3.0 è legata alla possibilità di incentivare impianti fotovoltaici. È la prima volta in assoluto che si apre questa opportunità in un Conto Termico sebbene come intervento trainato, collegabile – per esempio – a una pompa di calore, quale elemento trainante. Il beneficio incentivante è pari al 20% del costo massimo ammissibile, che è pari a 1500 euro/kW e va a decrescere fino a 1.050 €/kW per impianti oltre 600 kW e fino a 1.000 kW, per un modulo extra UE, che cresce fino al 25-30-35% se il pannello è prodotto in UE con determinate caratteristiche.

Per andare in vigore occorre attendere che il GSE pubblichi le Regole Applicative: ha 60 giorni di tempo dal prossimo 25 dicembre per emanarle.

Transizione 5.0

L’annuncio del 7 novembre dell’esaurimento delle risorse disponibili per la misura Transizione 5.0, che incentivava anche l’acquisto di impianti fotovoltaici, ha concluso, per ora, la travagliata storia di questa misura. Come ha riportato pochi giorni fa il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a partire dal 2026 sarà invece operativo il nuovo Piano Transizione 5.0, “in piena continuità operativa con l’attuale misura”. 

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Andrea Ballocchi

Giornalista freelance, si occupa da anni di tematiche legate alle energie rinnovabili ed efficienza energetica, edilizia e in generale a tutto quanto è legato al concetto di sostenibilità. Autore del libro “Una vita da gregario” (La Memoria del Mondo editrice, prefazione di Vincenzo Nibali) e di un manuale “manutenzione della bicicletta”, edito da Giunti/Demetra.
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