L’illuminazione per i luoghi di lavoro

L’illuminazione è fondamentale per il comfort delle persone, ma negli ambienti di lavoro incide anche su salute, sicurezza e produttività.

illuminazione per i luoghi di lavoro: confort, benessere, sicurezza

Salute e sicurezza dei lavoratori: l’importanza della luce

L’illuminazione artificiale è uno dei principali fattori che influiscono sul comfort e sul benessere delle persone. Le giuste condizioni di luce sono, infatti, fondamentali per assicurare la fruibilità di uno spazio chiuso e garantire una permanenza confortevole in quell’ambiente, a maggior ragione in un contesto lavorativo. In questo caso, il tema dell’illuminazione diviene ancor più importante, in quanto è obbligatorio assicurare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Proprio per questo la normativa ha man mano fornito indicazioni sulla tipologia di luce artificiale, sull’illuminazione naturale e su eventuali impianti di sicurezza.

L’illuminazione per i luoghi di lavoro è spesso un mix di luce artificiale e luce naturale, che ha sempre effetti benefici sulle persone, anche se è spesso una fonte incontrollata del fenomeno di abbagliamento diretto e riflesso. La luce artificiale, invece, è fondamentale per ridurre la variabilità della luce naturale e assicurare condizioni ottimali di illuminamento costanti.

Le principali grandezze fotometriche

Il benessere illuminotecnico è il risultato di caratteristiche oggettive e misurabili delle condizioni di illuminazione di un ambiente, definibili attraverso l’analisi di alcune principali grandezze fotometriche.

Proprio per questo, il progetto illuminotecnico deve essere svolto da un professionista, che prenda in considerazione la normativa, la tipologia di ambiente (inclusi i colori delle superfici, i materiali, la presenza di oscuranti o la forma dell’ambiente) e le caratteristiche delle fonti di illuminazione. Tra le principali grandezze che influenzano la qualità della luce e il comfort delle persone ci sono:

  • Flusso luminoso, ovvero la quantità di luce emessa da una sorgente nell’unità di tempo (lumen);
  • Livello di illuminamento (Lux), che rappresenta la quantità di luce che illumina una superficie e si ottiene, appunto, dal rapporto tra il flusso luminoso incidente e l’area della superficie stessa;
  • Intensità luminosa, ovvero il flusso luminoso emesso da una sorgente in una direzione;
  • Luminanza, che misura la quantità di luce riflessa in direzione dell’osservatore.

Fondamentale creare la giusta illuminazione per i luoghi di lavoro

Alcune regole per l’illuminazione per i luoghi di lavoro

La Norma UNI EN 12464-:2011 “Luce e illuminazione – Illuminazione dei posti di lavoro” affronta in modo specifico il tema dell’illuminazione per i luoghi di lavoro. Questa norma racchiude una serie di indicazioni per il progetto illuminotecnico e dei requisiti da soddisfare nelle diverse tipologie di ambiente di lavoro.

La norma parla di:

  • comfort visivo,
  • prestazione visiva (ovvero la capacità di svolgere un compito anche per un tempo prolungato),
  • sicurezza, affrontando anche il tema della manutenzione degli impianti.

Infatti, gli spazi chiusi vengono suddivisi in categorie, proprio in base all’attività che viene svolta al loro interno e per ognuna sono indicati l’illuminamento medio mantenuto e l’uniformità di illuminamento.

La giusta illuminazione sulla scrivaniaL’illuminamento medio mantenuto serve per definire le condizioni di luce sulla base delle esigenze del lavoratore, tenendo in considerazione anche il peggioramento dell’efficienza dell’impianto. Si calcola infatti una riduzione del 20% rispetto alla massima efficienza del corpo illuminante e si parte da un valore di illuminamento minimo di 200 lux per le zone occupate continuamente. Questo valore cresce all’aumentare della concentrazione richiesta all’operatore o della difficoltà dell’operazione da svolgere, ad esempio in una biblioteca salirà a 400 lux.

Per verificare le condizioni di illuminamento in un edificio esistente, così da capire se sono necessari interventi di miglioramento, è possibile utilizzare un luxometro e misurare il livello di illuminamento su una superficie piana all’altezza del piano di lavoro abituale dell’operatore.

Assicurare comfort e qualità della luce

La distribuzione della luce e l’uniformità di illuminamento, invece, incidono sul comfort e sulla qualità della luce percepita dalle persone. Una corretta distribuzione della luce riduce la possibilità di affaticamento visivo per continui adattamenti a condizioni di luce differenti e migliora le prestazioni visive.

Un’ultima caratteristica molto importante per la qualità della luce in un ambiente di lavoro è il suo colore, determinato dalla temperatura della luce (misurata in Kelvin).

Una tonalità sbagliata di luce, può provocare deformazioni cromatiche e ridurre la capacità di leggere i dettagli.

Per tenere sotto controllo questo parametro, si fa ricorso alla resa cromatica, ovvero una misura oggettiva della “naturalezza” dei colori degli oggetti illuminati dalla fonte luminosa oggetto di analisi. Negli ambienti di lavoro, nello specifico, si deve garantire almeno un valore di 80, su un massimo di 100.

Gaia Mussi
Informazioni su Gaia Mussi 26 Articoli
Laureata in Progettazione Tecnologica e Ambientale, da sempre appassionata ai temi della sostenibilità e della tecnologia. Collabora come copywriter con portali, magazine e aziende per la creazione di contenuti inerenti il campo dell’edilizia, della sostenibilità e del risparmio energetico