Gli interruttori differenziali Tipo F: cosa sono e quando utilizzarli

Rubrica di approfondimento tecnico-normativo realizzata dagli esperti Impianti a Livelli – Gli interruttori differenziali Tipo F: cosa sono, le caratteristiche e il loro utilizzo

Impianti a Livelli

La varietà di dispositivi di protezione differenziale è costantemente aumentata nel corso degli ultimi decenni sulla scia dell’evoluzione tecnologica e della massiccia
introduzione dell’elettronica in tutti i campi di applicazione. In base alla capacità di rilevare diverse forme d’onda di corrente differenziale, si distinguono i differenziali di tipo AC, di tipo A, di tipo F e di tipo B.

Cosa sono gli interruttori differenziali di tipo F

Oggi molti apparecchi utilizzatori domestici e industriali, quali lavatrici, aspirapolvere, lavastoviglie, impianti di ventilazione, pompe, ecc… La tecnologia degli inverter è un valore aggiunto per le apparecchiature, poiché consente di migliorare le prestazioni riducendo il consumo di energia. In caso di guasto a terra a valle dell’inverter, si producono correnti di guasto differenziali con componenti a frequenze variabili.
Gli interruttori differenziali di Tipo AC e A non sempre riescono a rilevare queste correnti di guasto.

Introdotti dalla normativa di prodotto CEI EN 62423, i differenziali di Tipo F sono stati concepiti per offrire la protezione differenziale in presenza di carichi dotati di convertitori di frequenza monofase.

Dal punto di vista tecnico e prestazionale si posizionano tra gli interruttori differenziali di Tipo A e quelli di Tipo B.

Quali sono le caratteristiche tipiche dei differenziali tipo F?

Gli interruttori differenziali tipo F rilevano tutte le tipologie di corrente di dispersione identificate dai tradizionali differenziali Tipo A. Inoltre, garantiscono adeguata protezione in presenza di correnti di guasto multifrequenza, fino a 1 kHz, e intervengono in presenza di corrente continua sovrapposta fino al valore di 10 mA. D’altra parte, occorre ricordare che gli unici interruttori differenziali in grado di rilevare componenti di guasto di tipo continuo sono gli interruttori differenziali di tipo  B.
Hanno inoltre una buona resistenza ai disturbi transitori e alle sovratensioni di origine atmosferica.

Perché utilizzarli?

I differenziali di tipo F, evitano gli scatti intempestivi perché hanno un’elevata resistenza alle correnti impulsive sinusoidali e non, grazie ad un breve ritardo intenzionale all’intervento.
Il ritardo è utile per evitare l’intervento nel caso di correnti differenziali generate da scariche disruptive e correnti susseguenti e correnti differenziali impulsive con una durata massima di 10 ms che possono prodursi in caso di accensione di apparecchiature elettroniche o di filtri EMC.

I differenziali di tipo F rappresentano una valida soluzione progettuale ed installativa quando si vogliano evitare scatti intempestivi ed avere la massima protezione in caso di presenza nell’impianto di carichi dotati di inverter monofase (come, ad esempio, pompe di calore e lavatrici).

 

impianti a livelliSi ringrazia Impianti a Livelli (Associazione Componenti e Sistemi per Impianti CSI) per il materiale fornito a ElettricoMagazine per la realizzazione  dell’articolo

 

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