
Efficienza energetica e rinnovabili sono una priorità ormai indiscutibile per l’Europa. Si tratta, fondamentalmente, di due macro-obiettivi che toccano tutti i settori delle attività umane, per quanto alcuni ambiti risultino essere più strategici di altri. La pubblicazione di specifiche direttive in materia è lo strumento più semplice e diretto che l’Europa possiede per concretizzare e indirizzare le azioni e le politiche di ogni Stato membro. Le direttive EED e RED ne sono due esempi, con obiettivi e indicazioni sull’aumento dell’efficienza energetica e della produzione di energia da fonte rinnovabili, con obblighi che si riversano su tutti i paesi, impegnati nel relativo recepimento.
La Direttiva EED e la Direttiva RED, come anticipato, riguardano l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili, definendo obiettivi di miglioramento in entrambi i settori, con lo scopo di ridurre mitigare anche l’impatto che l’uomo ha sull’ambiente e sui cambiamenti climatici. Si parla, in realtà, di aggiornamenti, in quanto i testi originari sono stati promossi ormai diversi anni fa.
Nello specifico, l’originaria direttiva sull’efficienza energetica è la Direttiva 2012/27/UE, che fissava i primi obiettivi vincolanti in materia di efficienza energetica, con l’obiettivo di ridurre del 20% i consumi entro il 2020. Ai paesi dell’UE si richiedeva, già all’epoca, di definire una serie di obiettivi nazionali. La nuova EED (2023/1791/UE) alza l’asticella e richiede di ridurre i consumi di energia ancor di più, stavolta entro il 2030. Si ricollega a questo aggiornamento anche il noto pacchetto “Fit for 55%”.
Anche la Direttiva RED III, come si intuisce dal nome stesso, è un aggiornamento di una precedente norma relativa all’energia rinnovabile in Europa. La nuova 2023/2413/UE, infatti, modifica la Direttiva 2018/2001 e mira a snellire le procedure per l’ottenimento dei permessi di realizzazione degli impianti e pone l’obiettivo del 42,5% di quota di rinnovabili nel mix energetico europeo entro il 2030. Decisioni che si riversano a cascata su tutti i paesi membri.

Per concludere, vale la pena accennare anche alla Direttiva EPBD, ossia quella sull’efficienza del patrimonio edilizio, che si ricollega ai contenuti finora trattati e anch’essa aggiornata con la più recente “Direttive Case Green”. Il tema ha richiesto un’attenzione particolare in quanto il settore edile è proprio uno di quelli chiamati ad affrontare i più grandi cambiamenti. In sostanza, però, la direzione è sempre la stessa: favorire sostenibilità ed efficienza energetica.
Le direttive europee sull’efficienza energetica e l’energia rinnovabile, proprio come quella sulle prestazioni degli edifici, devono essere recepite e attuate da ogni paese UE, che a loro volta dovranno definire modalità e regole operative del gioco per assicurare il raggiungimento degli obiettivi definiti. Per favorire questo passaggio, la Commissione Europea ha deciso di pubblicare delle linee guida e delle raccomandazioni relative alla direttiva EED e RED III. Una decisione frutto della necessità di garantire chiarezza, soprattutto sugli aspetti più complessi degli aggiornamenti delle direttive. Nello specifico, si tratta di
Le nuove linee guida emanate dall’Unione Europea toccano alcuni punti della normativa e si propongono di favorire l’adozione di leggi nazionali e misure che aiutino i paesi UE a raggiungere gli sfidanti obiettivi posti. Questi chiarimenti riguardano differenti tematiche, tra cui
In merito alla RED III, le raccomandazioni approfondiscono anche il tema dell’integrazione del sistema energetico e dei combustibili rinnovabili di origine non biologica, oltre ai già citati riscaldamento e raffreddamento.
Ulteriori dettagli sono contenuti in un apposito documento, il “Contractors’ Report on good practices related to the EED-Recast”, che include delle buone pratiche, che gli Stati membri possono usare come riferimento per la propria progettualità.
Un approccio molto pratico, quindi, che permette di richiamare casi positivi europei da prendere a esempio, come veri e propri spunti. Si incoraggia, inoltre, a fare del monitoraggio e delle analisi costi-benefici strumenti chiave per la facilitazione dell’implementazione di soluzioni concretamente efficienti, guidando investimenti, politiche e pianificazione urbana.
