L’illuminazione negli edifici scolastici

L’illuminazione negli edifici scolastici è un ingrediente fondamentale per la sicurezza, il benessere e la produttività degli studenti. La progettazione della luce nelle scuole è regolata da apposita normativa

La normativa per la progettazione della luce nelle scuole

Progettare una scuola significa, ancor più che in altri contesti, progettare un luogo che assicuri il massimo comfort per le persone, proponendo soluzioni che rispondano in modo impeccabile alle esigenze di studenti e docenti.

L’attività didattica e l’insegnamento richiedono un certo tipo di ambienti, comfort acustico, termico e visivo. La luce, proprio come la temperatura o il rumore, può interferire in modo importante sulla capacità di concentrazione, sulla produttività e sul benessere degli utenti.  Inoltre, in una scuola ci sono aule e locali anche molto differenti tra loro e ognuno di essi dovrà avere le giuste caratteristiche, basti pensare alle differenti condizioni luminose che si possono trovare in una biblioteca, in un’aula, in un laboratorio informatico o in una palestra.

Illuminazione a scuola: la normativa

La progettazione della luce nelle scuole risponde a precisi criteri, dettati dalla normativa vigente. Nel caso specifico dell’illuminazione scolastica, si può fare riferimento alla norma UNI EN 10840:2007 “Luce e illuminazione – Locali scolastici – Criteri generali per l’illuminazione artificiale e naturale”, a cui si aggiunge la normativa tecnica di settore, riferita in generale all’illuminazione artificiale, come la norma UNI 11630:2016 “Luce e illuminazione – Criteri per la stesura del progetto illuminotecnico”.

Come si intuisce dal titolo, la UNI 10840 riporta i criteri utili a progettare e realizzare l’illuminazione artificiale e naturale nei differenti ambienti scolastici. Lo scopo è quello di assicurare la massima sicurezza, il comfort visivo e adeguate prestazioni visive, permettendo a studenti e insegnanti di svolgere le proprie attività in modo efficiente e a lungo nel tempo.

Nell’affrontare il tema, la normativa rimanda ad un altro importante riferimento, ossia la UNI EN 12464-1 “ Luce e illuminazione – Illuminazione dei posti di lavoro – Posti di lavoro in interni”. Questo testo definisce tutti i requisiti illuminotecnici per i posti di lavoro svolti al chiuso, considerandone le tipiche attività, come l’utilizzo di videoterminali.

La normativa individua parametri come:

  • l’illuminamento,
  • la distribuzione delle luminanze,
  • l’uniformità della luce,
  • l’abbagliamento,
  • l’indice di resa cromatica,
  • la temperatura di colore,
  • il controllo della luce naturale.

Ogni parametro ha un proprio valore ideale, che varia a seconda delle funzioni svolte in un ambiente. Inoltre, i calcoli devono essere eseguiti sia per le aree di lavoro (ad esempio i banchi), che per l’area circostante (l’aula), ottenendo così i risultati per il locale nel suo complesso.

L'illuminazione degli edifici scolastici richiede progettazione

L’efficienza energetica dell’illuminazione scolastica

Alle normative per la progettazione della luce nelle scuole, si aggiunge il Decreto del Ministero dell’Ambiente dell’11 ottobre 2017 “Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici”, inserito nel Piano d’azione per la sostenibili ambientale dei consumi della PA (PAN GPP).

All’interno del testo, è il paragrafo 2.4.2.12 ad affrontare il tema degli impianti di illuminazione per interni ed esterni nei luoghi pubblici, stabilendo che debbano essere a basso consumo energetico ed efficienti. L’efficienza luminosa di ogni lampada deve essere almeno pari a 80 lm/W, con una resa cromatica uguale o superiore a 90 (80 all’esterno). Inoltre, ogni apparecchio luminoso deve poter essere smontato e scomposto, per garantire un corretto smaltimento a fine vita.

Oltre a ciò, si aggiunge la necessità di installare sistemi domotici per il controllo dell’illuminazione, al fine di ridurre i consumi. Basti pensare all’utilità dei sensori di presenza in un contesto in cui gli utenti che utilizzano gli spazi sono molti e ad orari e giorni differenti.

In generale, poi, per favorire il risparmio energetico nelle scuole vale quanto si può affermare per qualsiasi tipo di edificio: l’obiettivo è assicurare le migliori condizioni luminose, massimizzando il ricorso alla luce naturale e ricorrendo alla luce artificiale come fosse un sistema integrativo secondario. Un discorso particolarmente importante nelle scuole in cui la maggior parte delle attività viene svolta durante le ore diurne.

I parametri per la progettazione della luce nelle scuole

Come anticipato, ci sono alcuni importanti parametri che possono guidare il progettista nella redazione del progetto illuminotecnico nelle scuole. Uno dei primi da considerare è la valutazione del day lighting, ossia della presenza di luce naturale nell’ambiente. Tramite differenti indicatori (come il Fattore di Luce Diurna FLDm o il Daylight autonomy DA) è possibile quantificare la quantità di luce disponibile e regolare di conseguenza il progetto di quella artificiale. La luce naturale è una risorsa preziosa, ma è fondamentale limitare fenomeni spiacevoli come la riflessione e l’abbagliamento.

Proprio l’abbagliamento è un altro aspetto particolarmente importante, in quanto si manifesta nel caso di livelli eccessivi di luminanza e provoca disagio nell’utente e una riduzione della prestazione visiva. Questo fenomeno viene mantenuto sotto controllo mediante l’utilizzo del parametro UGR (Unified Glare Rating).

L’indice di resa cromatica, invece, è utile per misurare quanto una luce artificiale permetta di percepire in modo naturale i colori degli oggetti presenti nell’ambiente. Il parametro viene espresso in percentuale e più elevato è, maggiore è la qualità della resa cromatica.

L’illuminamento medio, infine, indica il rapporto tra il flusso luminoso e la superficie su cui incide e viene espresso in lux, che in parole povere indica la “quantità di luce”. Per essere calcolato è necessario principalmente conoscere le caratteristiche del locale (dimensioni e forma) e degli apparecchi illuminanti presenti.

Insieme a questo parametro, si combina quello dell’uniformità dell’illuminamento, che misura all’interno dello stesso ambiente la differenza tra l’illuminamento massimo e quello minimo. Maggiore è l’uniformità (differenza minore tra massimo e minimo), migliori sono le condizioni di illuminazione.

Informazioni su Gaia Mussi 93 Articoli
Laureata in Progettazione Tecnologica e Ambientale, da sempre appassionata ai temi della sostenibilità e della tecnologia. Collabora come copywriter con portali, magazine e aziende per la creazione di contenuti inerenti il campo dell’edilizia, della sostenibilità e del risparmio energetico