
L’evoluzione tecnologia vissuta negli ultimi anni e che prosegue tutt’ora a ritmi decisamente elevati, sta rivoluzionando anche il mondo dell’edilizia e dell’impiantistica. Cambiano le soluzioni in campo e si aprono una serie di nuove e interessanti opportunità. Sia nell’ambito delle tecnologie costruttive, che in quello dei sistemi impiantistici, infatti, nuove soluzioni quali i Digital Twin e il BIM possono essere considerate una vera svolta. A maggior ragione se si parla di integrazione di queste tecnologie. Questa sinergia, infatti, consente una gestione più efficiente, sostenibile e predittiva degli edifici e degli impatti annessi lungo l’intero ciclo di vita: dalla progettazione alla manutenzione, fino alla dismissione.
Il BIM, che sta per Building Information Modeling, può essere considerato il punto di partenza per la creazione di un Digital Twin. Parte dalla modellazione 3D e dalla gestione integrata delle informazioni, fornendo al successivo gemello digitale tutte le informazioni necessarie. Il BIM permette a differenti professionisti di accedere a tutte le informazioni in qualsiasi momento e il modello condiviso si evolve nel tempo proprio come si evolvono gli asset fisici. Chiaramente, per riuscire in ciò è necessario un adeguato aggiornamento.
Il Digital Twin, invece, è una replica digitale dinamica di un asset, costantemente aggiornata con dati in tempo reale provenienti da sensori, sistemi di monitoraggio e dispositivi IoT. Non si tratta solo di una rappresentazione tridimensionale, ma di un ecosistema informativo vivo, in grado di simulare, prevedere e ottimizzare le prestazioni del sistema fisico. In questo specifico caso, si intende la riproduzione di una costruzione e di più impianti o, meglio, dell’intero sistema edificio, che ingloba come parti di un unico elemento complessivo sia gli impianti, che i componenti costruttivi stessi.
Sulla base di quanto detto, emerge chiaramente che la principale differenza tra BIM e Digital Twin è nella dinamicità dei modelli digitali che propongono. Grazie all’integrazione di dati provenienti dal campo, infatti, un gemello digitale è costantemente aggiornato e allineato alla realtà. Alla luce di ciò, attraverso la modellazione 3D e la gestione integrata delle informazioni, il BIM fornisce la base geometrica, funzionale e informativa su cui il gemello digitale può essere costruito e aggiornato. In ambito impiantistico e civile il BIM entra in gioco fin dalla fase di progettazione, che di conseguenza diviene dettagliata e coordinata, riducendo errori e conflitti tra discipline.

I Digital Twin possono essere implementati in modo più semplice e, fin dal principio, con la consapevolezza che affiancheranno i professionisti nel valutare, anche dopo la fase progettuale, alternative e possibilità in ambito di manutenzione, riqualificazione, ristrutturazione, ma anche utilizzo dell’edificio e degli impianti. Si possono simulare scenari e situazioni, con risposte estremamente allineate a quanto accadrebbe realmente.
I benefici dell’integrazione di queste tecnologie nel campo dell’edilizia sono evidenti, ma permangono alcune sfide. La prima riguarda sicuramente le competenze e le conoscenze che i professionisti hanno, oggi, di queste nuove soluzioni, in alcuni casi anche complesse. La seconda, riguarda i costi, connessi allo sviluppo di questi modelli, soprattutto a fronte di una crescente quantità di dati da gestire.
Il BIM, come anticipato, consente ai progettisti di impianti di lavorare in modo sinergico con tutti gli altri professionisti coinvolti, inclusi ingegneri strutturisti e impiantisti. La modellazione 3D degli impianti, ad esempio, permette di valutare percorsi, ingombri e interferenze in modo realistico, evitando criticità in cantiere.
Anche il monitoraggio del progetto ne beneficia: si controllano i costi e le variabili in modo puntuale e tutte le informazioni sono accessibili in tempo reale, assicurando anche tempi di progettazione e sviluppo più snelli.
Sviluppando il Digital Twin del sistema edificio, poi, si possono implementare ulteriori attività, ad esempio connesse ad una gestione energetica avanzata, monitorando le prestazioni dell’impianto e valutando scenari alternativi o intervenendo in chiave predittiva su possibili guasti o malfunzionamenti. Infine, altre tipiche applicazioni dei gemelli digitali sono connesse al mondo della formazione: replicando l’edificio e gli impianti reali, può essere utilizzato per addestrare gli operatori nella loro gestione.
In conclusione, la convergenza tra Digital Twin e BIM nell’impiantistica civile non è solo un’evoluzione tecnologica, ma un cambiamento metodologico. Con le giuste competenze, si possono cogliere infinite opportunità, così da progettare, costruire e gestire edifici più intelligenti, sicuri ed efficienti.
