Casa completamente elettrica: impianti e vantaggi

Una casa completamente elettrica è vantaggiosa se, prima di sostituire o installare gli impianti necessari, ci si assicura di raggiungere buoni risultati in termini di efficienza energetica

Fino ad oggi il gas era la principale fonte energetica utilizzata per il riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria e la cottura dei cibi, ma le cose stanno cambiando. Grazie alle nuove tecnologie e alla diffusione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile, è possibile decidere di eliminare il gas, in favore dell’elettricità. La domanda da porsi, quindi, è se sia effettivamente conveniente fare questa scelta e avere una casa completamente elettrica. La risposta dipende dalla tipologia di abitazione, dalle sue prestazioni e dalle soluzioni tecnologiche presenti.

Per muoversi partendo da basi certe, si richiedere una diagnosi energetica dell’edificio, che oltre a individuare caratteristiche e carenze, permette di definire possibili strade di intervento, da valutare in ottica costi-benefici.

Casa 100% elettrica e risparmio energetico

Il tema della casa elettrica si è sviluppato in seguito alla diffusione delle case passive e degli NZEB, ossia di edifici che richiedono una quantità di energia molto bassa per poter funzionare e che prediligono le fonti energetiche rinnovabili. E non è un caso.

Un primo criterio per valutare se questa scelta è effettivamente vantaggiosa è la quantità di energia richiesta. Perché la risposta sia positiva, è necessario prima risparmiare energia e solo poi valutare l’elettricità come unica fonte energetica. Nel caso delle nuove abitazioni, il risparmio energetico è ormai un vero e proprio criterio progettuale irrinunciabile, mentre nel caso delle ristrutturazioni è fondamentale attuare un intervento completo sull’edificio. Coibentazione dell’involucro, sostituzione dei serramenti e risoluzione dei ponti termici sono fondamentali per ridurre le dispersioni di calore e, quindi, per consumare meno energia, soprattutto per il riscaldamento. Ma perché è tanto importante ridurre i consumi prima di rendere una casa 100% elettrica? Fondamentalmente per la tipologia degli impianti che si installano.

Pompa di calore per casa 100% elettrica

Climatizzazione elettrica: pompa di calore e sistema radiante

Se si vuole una casa completamente elettrica, la pompa di calore è la principale soluzione utilizzata per elettrificare la climatizzazione domestica. Al di là della risorse a cui attinge la pompa di calore (aria, acqua, geotermia), è alimentate con energia elettrica ed è un dispositivo efficiente, purché vi siano adeguate condizioni.

Ad esempio, l’efficienza di una pompa di calore dipende anche dalle soluzioni impiantistiche ad essa abbinata: questi impianti, infatti, lavorano in modo efficiente quando la temperatura a cui riscaldare acqua non è troppo elevata. Per questo, una delle migliori combinazioni è quella che prevede l’abbinamento pompa di calore – pannelli radianti, che per funzionare richiedono acqua tra i 30° e i 40°.

Se si volesse combinare la pompa di calore con un impianto esistente, ad esempio con dei radiatori (che lavorano a 65°-70°), questa perderebbe notevolmente di efficienza e sarebbe necessaria una potenza maggiore. Senza contare che la resa della pompa di calore ad aria, la più diffusa, è influenzata dalla temperatura esterna. Per questi motivi, il progetto deve essere fatto attentamente da tecnici professionisti, in grado di dimensionare l’impianto partendo da un corretto valore di potenza nominale.

sistema radiante per casa completamente elettrica
Esempio di riscaldamento a pavimento

Altre alternative: riscaldamento ad aria e sistema radiante elettrico

Oltre alle pompe di calore con sistema radiante, è possibile valutare ulteriori alternative per realizzare una casa completamente elettrica. Ad esempio gli impianti “ad aria”, ossia la sostituzione dei radiatori con dei ventilconvettori, che lavorano ad una temperatura inferiore, senza superare i 40°, e per l’installazione non richiedono interventi invasivi quanto i sistemi radianti. I ventilconvettori, inoltre, possono essere utilizzati anche per il raffrescamento. Eventuali svantaggi possono riguardare l’estetica e il fatto che, per climatizzare, provocano movimenti d’aria e possono essere rumorosi.

Un’ulteriore soluzione è quella di utilizzare un sistema radiante elettrico, che si compone di appositi “tappetini riscaldanti”, ossia una rete che contiene l’effettivo strato conduttore. Grazie ad uno spessore contenuto (il più ridotto è quello degli impianti in fibra di carbonio), può essere installato direttamente sulla vecchia pavimentazione e si adatta ad essere ricoperto da diverse tipologie di superfici. Per non far fronte ad elevatissimi consumi elettrici, è importante che il consumo energetico dell’edificio sia davvero basso. Inoltre, più sottile è il pavimento al di sopra e più elevata è la sua conducibilità termica, maggiore sarà la resa dell’impianto.

E per l’acqua calda sanitaria?

L’acqua calda sanitaria può essere prodotta dalla pompa di calore installata per il riscaldamento o da un’apposita pompa. In ogni caso è necessario considerare un accumulo di almeno 200 litri, soprattutto perché questa tipologia di generatore non è in grado di produrre acqua calda in modo istantaneo. Inoltre, è possibile abbinare un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, così da massimizzare la produzione di energia da fonte rinnovabile. In questo caso, nella maggior parte delle giornate estive, sarà il solare termico a produrre acqua calda, mentre la pompa di calore potrà essere sfruttata completamente per il raffrescamento.

L’importanza del fotovoltaico

In una casa al 100% elettrica è consigliabile installare anche un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione dell’energia. Non che senza non si possa valutare di abbandonare il gas, ma dovendo rispondere con l’elettricità ad ogni fabbisogno energetico domestico, produrne una parte in loco da fonte rinnovabile ha un doppio vantaggio: la sostenibilità e il risparmio economico sull’acquisto di energia elettrica dalla rete nazionale. La potenza da installare deve essere stimata in base agli specifici casi, ma si parla generalmente di impianti di piccola taglia, per un’abitazione singola in media di 3 kW circa.

casa con fotovoltaico
Produrre energia elettrica installando un impianto fotovoltaico

Casa completamente elettrica: attenzione ai contatori

Un’ultima considerazione riguarda la potenza dei contatori, che in una casa completamente elettrica deve essere alzata rispetto ai 3 kW di una casa tradizionale. Se, come detto in principio, prima di elettrificare si procede con l’efficientamento energetico, dovrebbe essere sufficiente passare ai 4,5 kW. Attenzione che la norma CEI 64-8 edizione 2021 (entra in vigore dal 1 dicembre 2021) richiede una potenza di dimensionamento dell’impianto elettrico pari a 6 kW. È bene ricordare che oltre ai classici elettrodomestici e alla pompa di calore, anche il piano cottura sarà ad induzione, con picchi di consumi giornalieri.

Informazioni su Gaia Mussi 97 Articoli
Laureata in Progettazione Tecnologica e Ambientale, da sempre appassionata ai temi della sostenibilità e della tecnologia. Collabora come copywriter con portali, magazine e aziende per la creazione di contenuti inerenti il campo dell’edilizia, della sostenibilità e del risparmio energetico