PNIEC e obiettivi 2030: la risposta si chiama pompa di calore

Per raggiungere gli obiettivi energetici al 2030 servono strumenti normativi, tecnologie e strategie di filiera. Ecco perché Assoclima scommette sui sistemi a pompa di calore

obiettivi 2030 efficienza energetica con pompa di calore

Come affrontare il nuovo PNIEC, all’indomani della sua approvazione anche in sede europea? La pompa di calore è davvero il “cavallo vincente” degli obiettivi 2030? Non esiste, oggi, una chiara definizione di come l’Italia intenda procedere in concreto nella sfida della decarbonizzazione, ma le tecnologie sono pronte e il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima rappresenta un’indubbia opportunità per la filiera impiantistica.

Un percorso da sviluppare insieme, raccogliendo le istanze di tutti gli attori coinvolti negli scenari di transizione energetica ed elettrificazione degli edifici. Ne è convinto Roberto Saccone, presidente di Assoclima, intervenuto sul tema durante l’assemblea annuale del 10 luglio. “Bisogna innanzitutto verificare e migliorare gli strumenti utili alla diffusione delle pompe di calore nella climatizzazione, quali incentivi fiscali, conto termico e tariffe elettriche – esordisce Saccone -. Rinnoviamo oggi l’idea di una cabina di regia, di un tavolo di filiera che possa sottoporre ai decisori politici un pacchetto di proposte condivise a favore delle nostre aziende, dei consumatori e dell’economia italiana”.

Efficienza energetica nel full electric

La certezza full electric di Assoclima muove dal report “La pompa di calore tecnologia chiave per gli obiettivi 2030”, realizzato in collaborazione con gli Amici della Terra.

Prima considerazione, la trasformazione del mix energetico dei consumi nel residenziale tra 1990 e 2016 (elaborazione dati Eurostat): il peso dei prodotti petroliferi scende intorno al 7%, il gas naturale conferma il primato con il 53% di share e le biomasse costituiscono il 20% dei consumi energetici. L’elettricità si ferma al 17%, svelando scenari ancora tutti da conquistare.

consumi energetici residenziale 1990 -2016
La trasformazione del mix energetico dei consumi nel residenziale tra 1990 e 2016 (elaborazione dati Eurostat)

Sempre in tema di obiettivi 2030, lo studio ricorda che i consumi per riscaldamento e raffrescamento coprono i tre quarti del fabbisogno domestico. Ed è ancor più interessante incrociare questo dato con il “potenziale” impiantistico dell’energia termica stilato dall’ultimo censimento Istat (2011):

  • il 78% delle abitazioni italiane ha un impianto di climatizzazione autonomo;
  • il 22% ha impianto di climatizzazione centralizzato (soprattutto nei condomini).

Non ci resta dunque che approfondire il ruolo delle pompe di calore sia nelle nuove costruzioni sia nella riqualificazione del patrimonio esistente, con particolare attenzione al ruolo del riscaldamento.

Obiettivi 2030: perché proprio la pompa di calore?

L’utilizzo della pompa di calore elettrica come impianto di riscaldamento principale nel residenziale è ancora molto limitato, intorno al 3% nel 2013. Ecco il punto di partenza per inquadrare i trend di sviluppo prospettati dal PNIEC entro il 2030.

Ma gli obiettivi recepiti dal PNIEC connettono l’elettrificazione alla sostenibilità delle fonti rinnovabili, da spingere al 32% entro il 2030. Anche qui, le pompe di calore sono pronte ad assolvere il “compito” energetico: con il 12% di share nel 2017, questi sistemi già costituiscono una fetta importante dei consumi totali di energia rinnovabile. Scenario pronto a raddoppiare entro il 2030, segnando un +111% in dieci anni.

Pompa di calore: lo strumento vincente per raggiungere gli obiettivi 2030 del PNIEC

Pompe di calore: cosa dice il mercato italiano

conferenza-Assoclima-elettrificazione-e-ruolo-pompa-di-caloreL’ultimo tassello del “puzzle” termico proposto da Assoclima riguarda il mercato nazionale delle pompe di calore. Il 2018 si è chiuso a quota 1,5 miliardi di euro, con un +11% sull’anno precedente e circa 1,4 milioni di macchine vendute.

La tecnologia più diffusa resta quella aria-aria, dove crescono sia le soluzioni mono e multi split sia gli impianti VRF e Roof Top. Bene anche le pompe di calore idroniche di tipo aria-acqua e acqua-acqua (geotermiche o idrotermiche), che concorrono dunque alla capacità di 8 GWt registrata dagli impianti di climatizzazione a pompa di calore nel 2018. Una crescita del 10% sul 2017 che proietta questa tecnologia nel panorama sostenibile della transizione energetica.

Vediamo in che modo: nelle abitazioni di piccole-medie dimensioni in edifici plurifamiliari con impianto autonomo, Assoclima prevede la significativa penetrazione delle pompe di calore aria-aria mono e multisplit; una tendenza già in atto nelle zone climatiche calde e medie.

Nell’ambito degli edifici monofamiliari (terra-tetto), cresceranno le installazioni di impianti integrati con pompa di calore, fotovoltaico e accumulo dell’energia elettrica in regime di scambio sul posto. In questo segmento subentrano anche le pompe di calore idroniche, ad alte temperature con impianti di distribuzione tradizionali o in abbinamento a interventi di ristrutturazione edilizia con pannelli radianti e/o lavori di riqualificazione con isolamento termico.
Quest’ultima tendenza tocca anche le strutture plurifamiliari con impianti centralizzati, dove la riqualificazione energetica con pompa di calore può fare la differenza.

Oltre la tecnologia, come raggiungere gli obiettivi 2030

L’ambizioso percorso tracciato da Assoclima non si ferma alle evidenze statistiche: la filiera della climatizzazione chiede risposte in termini di tariffe elettriche e incentivi. “Pur apprezzando gli sforzi del legislatore in termini di riduzione di consumi energetici ed emissioni climalteranti, esprimiamo alcuni dubbi sulle modalità di cessione del credito previste dal Decreto Crescita – conclude il presidente Sacconi -. Si auspicano interventi volti a evitare distorsioni del mercato a danno delle piccole imprese di installazione”.

Completano il quadro la necessità di formare e informare i professionisti del settore sulle potenzialità della pompa di calore e, rovescio della medaglia, di sensibilizzare un utente finale sempre più driver di scelte tecnologiche.

andamento pompa di calore al 2030
Scenario di adozione della pompa di calore nel parco immobiliare al 2030
Maria Cecilia Chiappani
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Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.