Rinnovabili in Italia: gli investimenti ci sono ma la burocrazia non aiuta

La trasformazione del mercato elettrico “pulsa” e cerca di superare i limiti delle autorizzazioni e dell’emergenza sanitaria: le rinnovabili in Italia secondo l’Irex Annual Report 2020

IREX Annual Report 2020: gli investimenti rinnovabili in Italia

La transizione energetica italiana? Un processo lungo, ma ineluttabile: nel 2019 gli investimenti rinnovabili in Italia valgono 5,4 miliardi di euro e 6,4 GW di nuovi impianti. La sfida delle utility per il 2020 si chiama invece Green Deal, e promette bene nonostante il comprensibile stop degli ultimi mesi. A patto che le nostre istituzioni riescano ad abbattere la barriera burocratica delle autorizzazioni, favorendo la concreta realizzazione dei nuovi progetti FER promossi dagli investitori nazionali ed esteri.

Il “vorrei ma non posso” del permitting italiano sottende dunque il cauto ottimismo della prima parte dell’Irex Annual Report 2020 di Althesys, presentato e commentato in videoconferenza nei giorni scorsi.

Come vanno gli investimenti rinnovabili in Italia

La dodicesima edizione del report analizza gli investimenti delle utility in fonti rinnovabili, smart energy ed efficienza energetica effettuati in Italia da gestori nazionali e stranieri e quelli oltreconfine dei soli operatori italiani. Mappatura che, per l’anno 2019, mostra un settore piuttosto dinamico. Parliamo di 211 operazioni, 10,2 GW di potenza (+38% rispetto al 2018) e 9,5 miliardi di euro di valore, esclusi gli accordi di fornitura.

Le analisi confermano che il processo evolutivo del mercato elettrico italiano verso le FER non si fermerà, pur nelle difficoltà legate all’emergenza

“La transizione delle rinnovabili, pur frenata dalla situazione sanitaria globale dei primi mesi del 2020, trova oggi terreno fertile per il rilancio degli investimenti indotto dal Green Deal europeo – commenta Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys -. La sfida sarà trasformare questi progetti in effettive realizzazioni, date le perduranti complessità della burocrazia italiana”.

Energia green per settore: chi sale e chi scende

Irex Annual Report 2020: le operazioni per tecnologia
Irex Annual Report 2020: le operazioni del 2019 per tecnologia

Nel 2019 aumentano sensibilmente sia le operazioni sia la potenza installata, rispettivamente al +24% e al +38%, anche se l’entità degli investimenti scende del 5,6%. Il fotovoltaico torna a far parlare di sé con il 49% delle iniziative, ma l’eolico (32%) vince per dimensioni, toccando quota 5 GW e 4,7 miliardi di euro investiti.

Stabile l’idroelettrico, al 4% di share, mentre diminuiscono smart energy (da 11% a 6%), biomasse (da 7% a 4%) ed efficienza energetica, che passa dall’11% del 2018 a un piccolo 2%. Sempre al 2% del totale troviamo infine il gruppetto di nuovi trend tecnologici che comprende storage, biometano e power-to-gas.

I nuovi progetti “spingono”

I dati evidenziano due importanti fattori:

  • la realizzazione di nuovi impianti torna a essere l’operazione più rilevante: dal 27% del 2018 al 51% del 2019;
  • oltre la metà dei nuovi impianti riguarda progetti in Italia ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni.

Vincono dunque gli investimenti in nuova capacità, con un valore totale di 5,3 miliardi, di cui il 47% all’estero. Aumenta anche la potenza, che raggiunge i 6,4 GW, contro i 2,6 GW nel 2018.

Prevale la crescita interna

Interessante rilevare anche la crescita per linee interne, che costituisce il 52% delle operazioni per 6,4 GW e 5,4 miliardi d’investimenti, principalmente in fotovoltaico ed eolico. La maggior parte è avvenuta in Italia: quelle internazionali sono il 19% del totale, ma “pesano” sul 48% della potenza e sul 47% del valore.

La crescita per linee esterne conta invece 82 operazioni, ovvero il 39% di quanto registrato nel 2019. Nel 74% dei casi si tratta di acquisizioni, l’11% riguarda nuovi accordi di collaborazione e il 7% copre gli aumenti di partecipazione. La potenza totale è pari a 3,7 GW per 4,1 miliardi di euro. Come per la crescita interna, l’estero copre un numero ridotto di iniziative ma rappresenta il 50% della potenza e il 53% degli investimenti complessivi.

Le FER prendono quota anche in Borsa

Segnali di ripresa importanti vengono anche dall’Irex Index relativo al 2019, indice che monitora l’andamento delle small-mid cap pure renewable quotate su Borsa Italiana. Un +50,1% sull’anno precedente che ha trainato l’andamento dei titoli anche durante il recente lockdown.

Gli investimenti riguardano soprattutto il territorio italiano, che ospita il 71% delle operazioni e l’84% del valore. Si tratta soprattutto di acquisizioni (38%), accordi di fornitura (22%), nuovi impianti/progetti (18%) e fusioni (9%). Il fotovoltaico è la tecnologia più coinvolta, con il 59% delle operazioni e il 65% della potenza, mentre l’eolico raggiunge il 20%, ma copre il 52% degli investimenti.

I 4 trend del futuro energetico italiano

Cosa c’è nel futuro delle utility? L’evoluzione del paradigma energetico spinge le aziende a esplorare nuovi modelli di business legati soprattutto a obiettivi di decarbonizzazione e trasformazione digitale.

Le principali tendenze sono:

  • concentrazione del settore e crescita dimensionale dei top player;
  • strategie di crescita interna e arrivo di nuovi player, anche esteri;
  • internazionalizzazione degli investimenti,
  • sviluppo di nuove tecnologie (es.storage e biometano).

Cosa accade ai top player

Irex Annual Report 2020: la top 10 dei player
Irex Annual Report 2020: la top 10 dei player in Italia

Assistiamo in particolare alla crescita dimensionale dei top player, le cui acquisizioni stanno accelerando il consolidamento del mercato italiano. La capacità “ceduta” sale dai 1,2 GW nel 2018 a 1,7 GW nel 2019. I primi dieci investitori per potenza scambiata coprono l’82% dei MW, in aumento del 32% rispetto all’anno precedente.

Ma il processo cambia da settore a settore: nell’eolico i primi 10 player detengono il 58% della potenza installata in Italia, mentre il fotovoltaico è più frammentato. Resta il fatto che la quota delle prime dieci aziende è cresciuta di tre punti percentuali, toccando nel 2019 il 51% della potenza utility scale, pari a 2,3 GW. E la concentrazione del settore è destinata a crescere ancora.

Identikit delle utility emergenti

Tra i nuovi attori ci sono anche grandi Oil&Gas company che volgono lo sguardo al settore elettrico. Complici le politiche sul clima e la necessaria diversificazione del business, le prime venti utility europee hanno aumentato del 29% la capacità rinnovabile in soli dieci anni, avviando importanti piani di phase-out del carbone. Da notare, inoltre l’approdo sul mercato FER di colossi del web come Google e Amazon, attirati dal peso crescente della digital energy. I loro investimenti green sono principalmente legati all’approvvigionamento di energia, sia tramite PPA sia con investimenti diretti nel settore.

Alcune local utility proseguono invece il percorso di espansione nelle rinnovabili, sia tramite accordi con altri attori del mercato sia con investimenti diretti.

Sguardo italiano all’estero

Riprendono anche le operazioni dei player italiani all’estero, con 4,9 GW e 4,7 miliardi di euro investiti nel 2019. L’installazione di nuova capacità, le acquisizioni e gli accordi di fornitura sono le principali attività, sebbene cresca anche il peso degli accordi di collaborazione. In Europa prevalgono le acquisizioni (43%) rispetto ai nuovi impianti (19%) per una capacità complessiva del 21% dei MW totali all’estero.

Innovare le rinnovabili: su quali tecnologie puntare?

La crescita dell’energia green è necessariamente accompagnata da investimenti legati all’adeguamento tecnologico degli impianti e dei servizi. Primo “alleato” delle FER è certamente l’accumulo: aumentano nel nostro Paese le attività di ricerca e sviluppo, che puntano anche alla creazione di una filiera tutta italiana delle batterie.

C’è poi l’ampio tema della mobilità elettrica: diversi operatori stanno implementando reti di ricarica elettrica più capillari, stringendo collaborazioni a livello europeo e sperimentando la connessione V2G. Nel medio termine, il report punta i riflettori anche sulla coppia elettrico-gas, grazie a biometano e P2G (power-to-gas).

La transizione energetica post pandemia

Rinnovabili in frenata o in rilancio, dopo l’emergenza? Risponde l’esperto Heimi Bahar, intervenuto in rappresentanza della IEA (International Energy Agency): “nella situazione odierna fare business non è semplice, per nessuna azienda e per nessun cittadino. Gli effetti del lockdown variano da Paese a Paese ma non possiamo negare il loro impatto sull’evoluzione dei sistemi energetici”. Sebbene le rinnovabili siano più resilienti delle fonti fossili, la crisi sanitaria ed economica ha costretto l’agenzia internazionale a rivedere al ribasso (fino al 10%) i precedenti forecast sul comparto.

Questo rende ancor più cruciale il ruolo delle istituzioni, chiamate a mantenere gli ambiziosi target di crescita delle quote rinnovabili. Anzi, la filiera dell’energia pulita può diventare leva di rilancio dell’intera economia italiana e globale.

 

Maria Cecilia Chiappani
Informazioni su Maria Cecilia Chiappani 356 Articoli
Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.