Vehicle to Grid: le auto elettriche fanno bene alla rete

Al via le sperimentazioni per integrare l’infrastruttura di ricarica alla rete elettrica. Obiettivo? Favorire la mobilità sostenibile attraverso la connessione Vehicle to Grid

Cosa significa Vehicle to Grid? Anche le auto elettriche, come le rinnovabili, possono partecipare al bilanciamento e ai servizi di rete. Lo scambio di energia tra veicoli, punti di ricarica e rete elettrica sul territorio italiano diventerà presto realtà: lo definisce una recente proposta del MiSe, che parla di gestione aggregata dei punti di ricarica attraverso le UVAR (Unità Virtuali Abilitate per la Ricarica), costituite esclusivamente dai “benzinai” della mobilità sostenibile.

A incentivare ulteriormente e gli investimenti in infrastruttura di ricarica, la possibile esenzione dal pagamento degli oneri di sistema delle colonnine connesse a una UVAR. Ecco perché il concetto di Vehicle di Grid, o V2G, può realmente contribuire alla diffusione della smart mobility, secondo un nuovo modello di rete virtuale, decentralizzata e aperta ai prosumer italiani.

Come fare Vehicle to Grid in Italia? La tecnologia è pronta

vehicle to grid colonnina di ricaricaIn questi mesi di fermento normativo e tecnologico, anche le utility si preparano all’evoluzione smart della mobilità elettrica.

Le prime novità riguardano il gruppo EGO: dal mercato elettrico delle UVAM (Unità Virtuali di Aggregazione Miste), in cui aggrega efficacemente rinnovabili, cogenerazione e punti di consumo, l’azienda ha già predisposto l’approdo alle UVAR. Una volta definitivi il decreto ministeriale e le regole Terna per la qualifica delle colonnine di ricarica, Ego metterà infatti a disposizione della transizione energetica italiana un innovativo sistema di aggregazione, capace di modulare l’immissione e il prelievo di energia in rete.

Auto elettriche e colonnine di ricarica entrano in rete

La proposta infrastrutturale integra le colonnine di ricarica Driwe, partecipata di Ego Venture, la società del gruppo che attualmente gestisce oltre 400 punti di ricarica in Italia. Punto di forza della tecnologia Driwe, il servizio di ricarica attraverso un software che applica modelli di tariffazione personalizzati e una modulazione dinamica della ricarica.

“Crediamo in un futuro della mobilità elettrica collegato ai business dei proprietari dell’infrastruttura – spiega Alessandro Marsilio, co-fondatore di Driwe -. Le pubbliche amministrazioni, i centri commerciali e i fondi industriali o immobiliari che investono nelle stazioni di ricarica hanno obiettivi strategici diversi, che si riflettono sulla tariffazione e sulla gestione del sistema. La riduzione degli oneri di sistema annunciata dal MiSe non potrò che giovare agli imprenditori, ai cittadini e all’intero sistema virtuoso della smart mobility”.

Maria Cecilia Chiappani
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Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.