Mobilità elettrica, la grande sfida globale dei punti di ricarica

Un’indagine di McKinsey individua nell’adeguamento degli edifici residenziali e commerciali il fattore cruciale per soddisfare la domanda energetica dei veicoli

Ricarica negli edifici: la sfida della mobilità elettrica

Molte persone di fronte a un’auto elettrica che approccia una colonnina si fermano incuriosite per vedere l’operazione di ricarica. Fra qualche anno, però, la stessa scena avverrà nell’indifferenza generale, essendo diventata uno degli accadimenti più comuni nel corso della giornata… Ammesso, naturalmente, che vengano risolti senza troppi patemi un paio di problemi che attualmente hanno dimensioni colossali, vale a dire la scarsità dei punti di ricarica e la loro insoddisfacente localizzazione.

Dell’argomento si occupa un’interessante approfondimento di McKinsey che, pur prendendo in considerazione molte variabili, individua un elemento imprescindibile per riuscire a soddisfare la crescente domanda di energia da parte dei veicoli privi di motore termico: l’evolversi degli edifici per garantire l’approvvigionamento elettrico.

130 milioni di veicoli elettrici nel 2030

L’indagine prevede una rapida evoluzione della mobilità sostenibile già nel prossimo biennio con più di 250 nuovi modelli di veicoli elettrici a batteria (BEV) e veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) che saranno introdotti in commercio, mentre entro il 2030 dovrebbero essere 130 milioni i veicoli elettrici presenti nel mondo.

“Per supportare questi numeri – sottolinea McKinsey – sarà necessaria una rete di ricarica significativamente estesa e questo richiederà una spesa importante. Si stima che dal 2020 al 2030 debbano essere investiti da 110 a 180 miliardi di dollari per soddisfare la domanda globale di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, sia negli spazi pubblici che all’interno delle case”.

Al riguardo, fra l’altro, emerge una situazione differente: mentre le stazioni di ricarica per veicoli elettrici nelle residenze private hanno già una discreta diffusione, occorre invece sviluppare in modo significativo la ricarica commerciale in loco “in maniera da renderla una caratteristica standard dell’edificio nei prossimi dieci anni per soddisfare la domanda crescente dei consumatori”.

Che ruolo possono svolgere gli edifici nella fornitura di infrastrutture di ricarica? In che modo il comportamento di ricarica influirà sull’uso di energia negli edifici? È possibile integrare le risorse energetiche rinnovabili con edifici, automobili e reti?

Cina, Ue e Stati Uniti le tre aree guida

In particolare, lo studio indica che nei tre mercati dei veicoli elettrici più avanzati – la Cina, l’Unione europea (più Regno Unito) e gli Stati Uniti – la ricarica negli edifici residenziali e commerciali sarà il luogo dominante per il prossimo futuro e rimarrà la chiave per espandere il settore. Con il rischio che senza l’aggiornamento dell’infrastruttura elettrica degli edifici non ci saranno abbastanza punti di ricarica accessibili per soddisfare la domanda.

A complicare le cose c’è poi la necessità di ragionare “in grande”. Infatti, la ricarica di veicoli elettrici su larga scala richiede non soltanto un’attenta pianificazione del sistema di distribuzione elettrica di un edificio ma anche il dimensionamento adeguato dell’infrastruttura di rete elettrica locale. Ed allora per rendere i punti di ricarica per veicoli elettrici più accessibili e convenienti, “gli urbanisti, gli sviluppatori di edifici e i fornitori di apparecchiature elettriche devono integrare l’infrastruttura di ricarica nei piani standard di progettazione degli edifici”.

Domanda di energia elettrica e punti di ricarica

Ricarica negli edifici: i numeri di cui tener conto

Nell’indagine di McKinsey, poi, non mancano i numeri a testimoniare l’enormità della sfida. In termini di distribuzione di energia elettrica, un parco veicoli in evoluzione verso quota 130 milioni fra dieci anni porterebbe la domanda aggiuntiva annua da 180 a 235 TWh (terawattora) entro il 2025 e da 525 a 770 TWh entro il 2030, questo restringendo il campo alle tre aree leader sopracitate, ovvero Cina, UE-27 più Regno Unito e Stati Uniti.

Ovviamente per soddisfare questa domanda i proprietari di immobili dovranno implementare di conseguenza i punti di ricarica disponibili. Nel dettaglio McKinsey stima che entro il 2025 saranno necessari da 22 a 27 milioni di punti di ricarica combinati in Cina, UE-27 più Regno Unito e Stati Uniti, un ammontare che dovrà più che raddoppiare, fino a 55 milioni di punti di ricarica, entro il 2030.

 

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità

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