
Sono ancora diversi i vincoli alla diffusione delle auto elettriche. Sicuramente il costo di acquisto, mitigato in parte dal risparmio legato al costo del “carburante”. A seguire, la cosiddetta ansia da autonomia, che limita la possibilità di fare viaggi medio-lunghi in tempi compatibili con quelli dei normali veicoli a combustione interna.
Le cose stanno nettamente cambiando: merito di pacchi batteria sempre più capienti e di colonnine di ricarica ad alta velocità, che consentono di aggiungere qualche centinaio di km di autonomia in una manciata di minuti.
Occorre però fare ancora attenzione ad alcuni dettagli importanti: Electra, specialista europeo della ricarica rapida per veicoli elettrici, ha voluto dare prova delle effettive possibilità di una tra le auto elettriche più vendute in Italia nel 2023, la Fiat 500e, confrontata con il modello equivalente a benzina.
Il percorso della prova svolta da Electra è stato lungo i 545 km del tratto autostradale della A4 tra Trieste e Torino. Una percorrenza che, a 130 km/h, metterebbe in difficoltà l’autonomia di molte auto elettriche. E infatti si è reso necessario uno stop per un “pieno” a una delle colonnine che appartengono a Electra, la cui infrastruttura di ricarica si sta espandendo costantemente con nuove stazioni ad alta potenza (300/400 kW) in prossimità dei caselli autostradali.

Interessante anche la presenza di punti di ricarica nel resto d’Europa: oltre ad aver cominciato a dislocare le proprie stazioni in diverse località del Nord Italia, nell’ultimo anno Electra dispone infatti di supercharger anche in Francia. Ciò significa potersi muovere lungo i 1.253 km che separano Trieste da Parigi senza il rischio di “rimanere a secco”.
Lungo la A4, la scelta dei punti di ricarica gestiti da Electra è abbondante: Rondissone (TO, 4 prese disponibili) Novara (8 prese), Cambiago (MI, 4 prese), Lonato del Garda (BS, 4 prese), Peschiera del Garda (VR, 8 prese), Portogruaro (VE, 8 prese).
Electra ha fatto dei conti a nostro avviso molto onesti: l’obiettivo di questo test era provare che con un veicolo come una 500e fosse possibile percorrere anche lunghi tragitti senza impattare in maniera considerevole sul tempo di viaggio, e così è stato.
La versione BEV accetta ricariche fino a 85 kW: la batteria da 42 kWh di cui è dotata, perciò, può essere caricata in poco meno di mezz’ora (considerando che in genere si evita di scendere eccessivamente sotto il 20% di autonomia residua).
E i costi? Dipende: stimando un consumo medio autostradale di 4,8 km/kWh, il relativo pieno verrebbe a costare tra 56 euro se dotati di abbonamento Electra (0,5 euro/kWh) e 89 euro considerando il prezzo al consumo (0,79 euro/kWh).
La benzina si posiziona più o meno a metà tra le due casistiche sopra riportate: considerando un consumo medio autostradale di 13 km/l e un costo del carburante di 1,9 euro/l, in totale sarebbero necessari 79 euro di benzina.
Qual è la morale di questo test? Facile: attraversare il nord Italia da Torino a Trieste con un veicolo elettrico non solo è fattibile, ma non impatta in maniera considerevole sulle tempistiche e, se ci si dota di strumenti adatti, può anche costare fino al 20-30% in meno rispetto all’equivalente vettura a benzina. Naturalmente la ricarica domestica, se disponibile, rimane la più conveniente, in particolare se abbinata a un impianto fotovoltaico, ma è una condizione non così diffusa ed è pensata per ricariche lente su soste lunghe.

Il “segreto” è pianificare e non andare allo sbaraglio: troppo spesso capita di leggere pseudo-recensioni di persone che non hanno idea di cosa stiano facendo e che si meravigliano poi di impiegare 12 ore per percorrere 500 km di strada, fermandosi 5 o 6 volte e non sempre riuscendo a ricaricare la propria vettura.
L’esempio cita la tratta dell’autostrada A4, ma i punti di ricarica (spesso di tipo fast o ultrafast) in Italia sono molti e ben distribuiti: ad oggi il nostro paese è in testa rispetto alle altre nazioni europee con 23 punti di ricarica ogni 100 BEV circolanti e 3,4 punti di ricarica DC (corrente continua) ogni 100 BEV circolanti.
Questo significa che l’86% del territorio nazionale ha almeno un punto di ricarica ogni 10 km e che, in autostrada, almeno una stazione di servizio su tre è fornita di un’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici. Una corsa a velocità decisa verso una mobilità sempre più sostenibile che solo nell’ultimo trimestre ha registrato, rispetto al precedente, una crescita del +31% per i punti di ricarica in DC e del +72% per i punti ultraveloci.
I punti di ricarica Electra sono pensati per essere accessibili sempre, giorno e notte, e sono alimentati con elettricità proveniente da fonti rinnovabili.

Tra le funzionalità offerte dalla app, quella di prenotazione in anticipo della colonnina è probabilmente la più utile poiché consente di non avere sorprese (come gli stalli tutti occupati) una volta giunti al punto di ricarica e di avere una stima dei tempi e dei costi. Il rifornimento può infine essere pagato tramite app, con carta di credito o con abbonamento prepagato.
Electra gestisce anche l’installazione presso parcheggi pubblici e privati di supermercati, centri commerciali, catene alberghiere, ristoranti e autogrill autostradali, facendosi carico di tutti gli investimenti necessari. In questo modo è possibile offrire un valore aggiunto all’interno dei propri parcheggi e migliorare così l’esperienza della clientela, consentendole di ricaricare l’auto mentre si dedica ad altro.
