
Le pressioni dell’industria automobilistica avranno la meglio sulla tabella di marcia della decarbonizzazione dei trasporti? Al di là delle dinamiche ambientali, lo slittamento degli obiettivi Ue sulla riduzione delle emissioni, inizialmente previsti solo per il 2025 e ora posticipati al 2027, rischia di frenare un mercato florido. Stando infatti all’ultima analisi di Transport & Environment (T&E), le vendite di auto elettriche in Europa sono aumentate del 38% nei primi sette mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Il “rilassamento” dei target comporterà una rilevante flessione.
Secondo Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia, “le case automobilistiche dipingono un quadro a tinte fosche, lamentando insormontabili difficoltà di mercato, specie per le auto elettriche. Ma la realtà è che le vendite sono in crescita. E lo sarebbero ancora di più se si fossero mantenuti gli obiettivi stabiliti nel 2019, non impossibili. Ulteriori indebolimenti del green deal riguardo alla mobilità su strada avrebbero come unica conseguenza quella di spingere l’industria europea nella direzione sbagliata. Facendole perdere terreno nella corsa globale all’elettrificazione dei trasporti”.
La modifica permetterà nel frattempo ai produttori di automobili di rallentare il ritmo della transizione green delle loro flotte. Questo comporterà la riduzione stimata di 2 milioni di unità nelle vendite di veicoli elettrici tra il 2025 e il 2027, rispetto a quanto sarebbe accaduto mantenendo la normativa. I dati emergono dalla combinazione tra il database Global Hybrid and EV sales Forecast Q2 2025 di Globaldata e un’analisi di T&E sulla riduzione delle emissioni derivante dai miglioramenti ai modelli endotermici. Dal report, un appello alla Commissione europea affinché mantenga invece una posizione ferma sugli obiettivi al 2030 e al 2035.

Nonostante le preoccupazioni che premono sui decision maker Ue, la maggior parte dei costruttori europei è in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni tra 2025 e 2027. In particolare:
Unica eccezione, in negativo, Mercedes-Benz. La casa tedesca, presidente della lobby europea Acea, tra le più accese oppositrici degli obiettivi Ue, rischia di non raggiungere autonomamente i target. Sforando di 10 gCO₂/km la soglia di conformità, per rispettare la normativa dovrebbe ricorrere all’acquisto di crediti da Volvo Cars e Polestar con un accordo di pooling.
La concessione dello slittamento ha prodotto effetti immediati: il gap di prezzo tra modelli elettrici ed endotermici è aumentato dal 30% all’inizio del 2025 al 40% di giugno. E i dati sui rallentamenti normativi contrastano con le stime di mercato. Infatti, i costi delle batterie dovrebbero diminuire del 27% tra 2022 e fine 2025, con ulteriore riduzione del 28% entro il 2027. L’infrastruttura di ricarica trova spazio ormai sul 77% della rete autostradale principale Ue e tutti gli Stati membri hanno già raggiunto o superato il numero di punti di ricarica pubblici richiesti dai target 2025.

Non solo. Mentre l’Europa discute di ulteriori allentamenti, i mercati globali accelerano sulla decarbonizzazione dei trasporti. India e Messico hanno raggiunto quote di mercato dei veicoli elettrici del 5%. Indonesia e Thailandia hanno toccato rispettivamente il 13% e 24%. Nel mercato cinese, il più grande al mondo, la quota di vendita di BEV supererà il 30% entro l’anno in corso.
Mantenere obiettivi climatici ambiziosi, dunque, è cruciale non solo per la decarbonizzazione dei trasporti, ma anche per la competitività dell’industria automobilistica europea nel contesto globale. Le aziende che ritardano la transizione rischiano di perdere posizioni strategiche in mercati in rapida espansione. T&E sottolinea l’importanza di non cedere alle pressioni e mantenere gli obiettivi dei prossimi 5 e 10 anni per non compromettere la leadership nella mobilità sostenibile.
