Cosa cambierà nella mobilità urbana dopo il Coronavirus

L'emergenza Coronavirus impatterà anche sul prossimo futuro della mobilità urbana. Ma in quali termini? Quali prospettive si aprono?

Mobilità urbana e Coronavirus

Il Covid-19 ha modificato radicalmente molte delle abitudini della nostra quotidianità. Non ne è rimasta esclusa la mobilità cittadina, che subirà anch’essa inevitabili mutamenti una volta che la crisi sarà superata e si tornerà alla normalità. O per meglio dire, alla nuova “normalità”.

Cosa cambierà nella mobilità urbana dopo il Coronavirus è stato uno dei punti trattati in occasione del Webinar intitolato “Città e nuova mobilità: è ora di cambiare aria”, svoltosi martedì 7 aprile 2020. L’appuntamento è stato organizzato da Motus-E, la prima associazione italiana costituita su impulso dei principali operatori industriali, del mondo accademico e dell’associazionismo ambientale e d’opinione per favorire la transizione del settore nazionale dei trasporti verso l’adozione massiva di mezzi sostenibili, in collaborazione con Kyoto Club e CNR-Istituto sull’Inquinamento Atmosferico.

Hanno partecipato al Webinar, come relatori, Anna Donati, Responsabile Mobilità del Kyoto Club, Francesco Petracchini, Direttore del CNR-IIA, e di Maria Lapietra, Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità nel Comune di Torino.

Proprio l’Assessore torinese si è occupata di focalizzare l’attenzione sulle novità che potranno riguardare la mobilità alla fine dell’emergenza Covid-19. Addentriamoci nel merito.

Coronavirus e mobilità urbana: le ipotesi per ripartire

Come ripartire da un settore già in pieno fermento come quello della mobilità? Come puntualizzato dall’Assessore La Pietra, il comparto dei trasporti dovrà essere riconsiderato nella sua totalità. Con ogni probabilità, al momento della ripartenza si utilizzerà maggiormente il mezzo privato. Il trasporto pubblico tenderà, infatti, a incutere paura tra i cittadini, intimoriti dalla possibilità di un rischio di contagio.

Sarà perciò compito delle Amministrazioni rendere il trasporto pubblico il più sicuro possibile. Nel contempo, occorrerà promuovere la diffusione di mezzi privati più sostenibili. Tra i risvolti positivi dell’emergenza Coronavirus, vi è infatti quello di aver contribuito a diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza di ambienti urbani più sani, dove l’aria risulti respirabile.

Per raggiungere l’obiettivo, tra le varie proposte che stanno emergendo a livello globale, esiste l’ipotesi di rendere le strade cittadine delle grandi corsie ciclabili. Uno dei punti su cui focalizzarsi potrà essere quindi il trasporto individuale su mezzi quali monopattini e biciclette.

L’uso dello Sharing potrà però divenire più complesso, per la necessità di una maggiore sanificazione.

“La sanificazione”, infatti, ha spiegato l’Assessore, “è un altro aspetto fondamentale”. Oltre a essere efficiente, il trasporto pubblico in futuro dovrà presentare degli standard molto più elevati, che prevedano nuove linee e mezzi sanificabili quotidianamente mediante sistemi innovativi quali l’ozono.

Queste importanti accortezze motiveranno i cittadini a salire sui veicoli di trasporto pubblico che, tuttavia, non potranno più essere sovraffollati come accadeva prima dell’esplodere della pandemia. Sarà di conseguenza necessario aumentare anche la frequenza dei mezzi pubblici circolanti, in modo tale da garantire ai passeggeri adeguate distanze di sicurezza, evitando pericolose congestioni.

Il trasporto pubblico dovrà quindi puntare su parole chiave quali la salubrità, la sicurezza e la sostenibilità, grazie a mezzi che non creino inquinamento. Una bella sfida che, ci auguriamo, venga accolta e messa in atto.

Evelyn Baleani
Informazioni su Evelyn Baleani 16 Articoli
Giornalista e Web Editor freelance. Si occupa di contenuti per i media dal 2000. Dopo aver lavorato per alcuni anni in redazioni di società di produzione televisiva e Web Agency, ha deciso di spiccare il volo con un’attività tutta sua. Le sue più grandi passioni sono l'ambiente, il Web, la scrittura e la Spagna