Connected Car: analisi del mercato e dei benefici ottenibili

Nonostante l'impatto della pandemia, nel 2020 il mercato delle soluzioni per la Connected Car in Italia è rimasto stabile rispetto all’anno precedente

Connected Car: dati del mercato

Nel 2020, malgrado la pandemia, il mercato della Connected Car in Italia ha complessivamente tenuto, registrando solo una lieve flessione. Al tempo stesso, sono numerose le innovazioni che si sono affermate e continuano a rafforzarsi a livello internazionale nel settore auto, e spesso l’emergenza sanitaria ha accelerato alcune dinamiche già in atto.

Dei dati più recenti del mercato delle auto connesse e dei relativi benefici ottenibili da queste vetture si è discusso nel corso del recente convegno Connected Car & Mobility: come riscrivere la mobilità del futuro. L’evento è stata l’occasione per presentare la nuova ricerca realizzata dall’Osservatorio Connected Car & Mobility della School of Management del Politecnico di Milano.

Il mercato delle soluzioni per la Connected Car in Italia al 2020

Nel 2020 il mercato delle soluzioni per la Connected Car in Italia è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2019, segnando solo una lieve decrescita del -2%, per un valore di 1,18 miliardi di euro. La pandemia non ha permesso di confermare il trend di crescita che si era osservato negli scorsi anni (+14% nel 2019, +31% nel 2018), anche se il mercato ha complessivamente retto.

Rispetto alla diffusione, corrispondono a 17,3 milioni i veicoli connessi a fine 2020, quasi il 45% del parco circolante nel nostro Paese. In termini assoluti, continuano a prevalere come tipologia di soluzioni i box GPS/GPRS per la localizzazione e per la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative (55%, -11% rispetto al 2019), ma la crescita è stata trainata dalle auto nativamente connesse tramite SIM (18%, +48%) o con sistemi bluetooth a bordo veicolo (27%, +15%).

La crescita del mercato dei servizi

Nel contempo è aumentato il numero di aziende capaci di raccogliere dati dalle auto connesse, grazie ai quali offrire nuovi servizi di valore aggiunto ai consumatori. Lo scorso anno, i servizi hanno sfiorato quota 30% del mercato complessivo, con 340 milioni di euro, in crescita del +3% rispetto al 2019. Un dato che si è dimostrato in controtendenza rispetto alla crescita media del mercato.

Mercato delle auto connesse al 2020
L’analisi del mercato delle auto connesse nel nuovo report dell’Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano

Da quanto emerso si evince come le aziende stiano progressivamente iniziando a intuire il potenziale legato ai dati resi disponibili dalle auto connesse. Tale consapevolezza ha contribuito di fatto ad alimentare un mercato che, a livello globale, ha raggiunto quasi quota 4 miliardi di dollari nel 2020.

Le modalità con cui è possibile valorizzare questa enorme mole di dati sono numerose e sempre più innovative. Tra queste, si segnala una forte evoluzione dell’offerta verso nuovi modelli di Pricing con cui è possibile acquistare servizi Smart legati all’auto o alle strade, oppure premi assicurativi sulla base della fonte di alimentazione usata, che includono logiche legate al Pay per Use e che richiedono un radicale cambio di passo da parte di tutti gli attori della filiera.

Il ruolo del sistemi ADAS nel mercato Smart Car

Oltre alle auto connesse, l’Osservatorio ha introdotto un’altra componente di rilievo all’interno della stima di mercato: i sistemi ADAS integrati all’interno dei nuovi modelli di vetture circolanti. Con la sigla ADAS, acronimo di Advanced Driver Assistance Systems, si identificano tutti i dispositivi presenti sui veicoli finalizzati a incrementare il comfort di guida e i livelli di sicurezza, quali la frenata automatica di emergenza o il mantenimento di corsia. A fine 2020, tali sistemi hanno fatto registrare un valore di 600 milioni di euro.

Includendo anche questa componente, il valore complessivo del mercato Smart Car ha quindi toccato quota 1,8 miliardi di euro. Come puntualizzato dagli esperti del Politecnico, si tratta in generale di un buon risultato, sia perché allineato ai numeri dei principali Paesi occidentali compresi, secondo la maggior parte degli analisti, tra il -5% e il +5%4, sia perché è necessario contestualizzare il dato rispetto all’emergenza sanitaria.

In Italia, infatti, il mercato dell’auto nel 2020 ha subito un crollo del -27,9%, facendo registrare 535.000 veicoli venduti in meno rispetto al 2019. E tutto questo ha chiaramente avuto un impatto anche sulle vendite di veicoli connessi. Volgendo lo sguardo al futuro, gli investimenti pubblici, il Recovery Plan in primis, avranno un ruolo determinante nel mantenere e possibilmente potenziare gli attuali incentivi previsti per l’acquisto di nuove auto.

Valore della Connected Car: i benefici abilitati

La crescente diffusione delle auto connesse è certamente spinta anche dai numerosi benefici che queste nuove vetture sono capaci di abilitare per i consumatori, le imprese e gli Enti pubblici. Tenendo in considerazione la prospettiva degli utenti finali, la sicurezza già oggi rappresenta uno dei più importanti vantaggi tangibili. Ad esempio, i sistemi di assistenza alla guida (ADAS), quali la frenata automatica di emergenza (Autonomous Emergency Braking) o la verifica della presenza di veicoli nell’angolo cieco (Blind Spot Detection), sono sempre più integrati all’interno dei nuovi modelli.

Benefici sulle polizze assicurative

Guardando al futuro, la diffusione delle soluzioni Smart nel settore automotive presenta notevoli opportunità, ad esempio in termini di nuove polizze assicurative che tengano conto della presenza di tali sistemi, e quindi del ridotto rischio di incidente, per offrire uno sconto sul premio.

In particolare, l’Osservatorio ha stimato che, prendendo come riferimento un campione di auto con cilindrata compresa tra 1.300 e 1.800 cc, e a fronte di un premio equo iniziale compreso tra 170 e 200 euro all’anno, è possibile ottenere una riduzione del rischio di incidenti grazie ai sistemi ADAS compresa tra il 15 e il 20%, con conseguente decremento del premio equo pari a 25/40 euro all’anno.

Benefici per le aziende

Anche le aziende possono trarre beneficio dalla connettività a bordo auto. Si pensi alla gestione delle auto aziendali Smart, in cui i dati provenienti dalle auto connesse consentono:

  • di ottimizzare i processi di manutenzione, rendendo così possibile una schedulazione preventiva degli interventi con conseguente risparmio in termini di tempi e di costi;
  • di ridurre i casi di uso fraudolento come, ad esempio, l’utilizzo personale di veicoli che dovrebbero essere invece destinati a un uso esclusivamente lavorativo;
  • di incentivare uno stile di guida più responsabile che può portare a una riduzione del tasso di incidenti e del consumo di carburante.

Considerando un periodo temporale di cinque anni, l’Osservatorio ha stimato che per rientrare nei costi del passaggio a una flotta di auto connesse saranno necessari circa due anni nel caso di una piccola impresa e tre anni per un’azienda di medie dimensioni, con un Net Present Value (NPV) atteso pari rispettivamente a 3.000 e 48.000 euro.

Benefici per l’ambiente e la qualità di vita

I benefici delle auto connesse non si limitano alla sicurezza e all’efficienza ma toccano anche la sfera della sostenibilità ambientale e sociale, ad esempio in termini di tempo perso dalle persone in coda nel traffico.

Grazie allo sviluppo di un modello simulativo, l’Osservatorio ha stimato i benefici attesi derivanti dall’adozione di veicoli autonomi e connessi (Connected Autonomous Vehicles – CAV) dotati di sistemi di comunicazione Vehicle-to-Vehicle (V2V) o Vehicle-to-Infrastructure (V2I). Ad esempio, un pendolare che compie un tragitto in area urbana di dieci chilometri nelle elle ore di punta, con un tasso di penetrazione del CAV del 70% potrebbe risparmiare:

  • circa il 35% del tempo grazie a sistemi V2I attraverso, ad esempio, comunicazioni veicoli-semafori capaci di ottimizzare il ciclo semaforico;
  • il 60% del tempo grazie a soluzioni V2V attraverso, ad esempio, comunicazioni tra veicoli per evitare ingorghi, brusche frenate o accelerazioni.

In termini di impatto sull’ambiente, è lo scenario V2I ad abilitare i maggiori benefici: considerando l’applicazione sulla sola città di Milano si avrebbe una riduzione di circa 400 tonnellate all’anno di CO2 rilasciate nell’atmosfera da parte dei veicoli nel caso V2V e di circa 2.700 tonnellate annue nello scenario V2I.

Connected Car: a che punto siamo oggi in Italia

Guardando a tre figure chiave, ovvero ai consumatori finali, ai Comuni e alla PMI, da un’indagine condotta dagli esperti dell’Osservatorio è emerso che lo scenario attuale nel nostro Paese rispetto alla affermazione delle auto connesse presenta più luci che ombre.

Connected Car: a che punto siamo oggi in Italia
Auto connesse: a che punto siamo oggi in Italia – Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano

Nel 71% dei casi, i consumatori hanno una chiara consapevolezza sul tema delle auto intelligenti. Dai dati raccolti emerge inoltre che più di un consumatore su tre ha almeno una funzionalità Smart abilitata all’interno della propria vettura.

Dal canto loro, i Comuni si dimostrano molto interessati al tema delle auto connesse: più di otto Comuni su dieci ritiene le Connected Car come fondamentali o molto rilevanti. L’interesse da parte delle Amministrazioni locali è aumentato in particolar modo a seguito della pandemia, con una spinta verso nuovi investimenti destinati a questa forma di mobilità. A oggi il 60% dei Comuni inclusi nell’indagine ha avviato almeno un progetto di Connected Mobility (+6% rispetto al 2019).

Tra le varie figure chiave, le PMI sono per il momento un passo indietro se rapportate ai consumatori e alle Amministrazione locali. Il trend è comunque nel complesso positivo: il 43% delle imprese intervistate ha infatti almeno un’auto connessa nel proprio parco veicoli aziendale.

Informazioni su Evelyn Baleani 68 Articoli
Giornalista e Web Editor freelance. Si occupa di contenuti per i media dal 2000. Dopo aver lavorato per alcuni anni in redazioni di società di produzione televisiva e Web Agency, ha deciso di spiccare il volo con un’attività tutta sua. Le sue più grandi passioni sono l'ambiente, il Web, la scrittura e la Spagna