Una cassaforte per la cybersecurity

Una piattaforma informatica di sistema per fare un ulteriore passo verso la cybersecurity. Integrabile con altri impianti, permette di realizzare sistemi ibridi e sicuri.

Piattaforma informatica: cybersecurity, oltre la videosorveglianza

Guai a chiamarla semplicemente videocamera. È una piattaforma informatica di sistema e la differenza è sostanziale. Stiamo parlando della soluzione progettata e realizzata da Mobotix. Ideale per la cybersecurity, come ci spiega Alberto Vasta, country manager Italia e Malta della multinazionale tedesca.

Piattaforma informatica: pronta per la cybersecurity

“Il tema della cybersecurity non è nuovo per noi” afferma Vasta, spiegando come Mobotix, sin dai suoi esordi, abbia lavorato alla sicurezza informatica con le proprie soluzioni. “Quando più di due anni fa entrò in vigore il GDPR (general data protection regulation) in materia di protezione dei dati personali, per noi fu una rivalsa”. Per anni, ricorda, la cybersecurity è stata sottovalutata e i criteri di sicurezza delle loro soluzioni ritenuti persino troppo rigidi, in particolare gli elementi riguardanti:

  • privacy
  • sicurezza contro rischi di accessi esterni.

Ora l’applicazione in tutti gli Stati membri dal 25 maggio 2018 del Regolamento UE 2016/679, che norma il trattamento e la libera circolazione dei dati personali, guarda proprio a queste tematiche.
“Sono aspetti da sempre primari nei sistemi Mobotix ecco perché, all’applicazione del GDPR, non abbiamo avuto alcuna difficoltà nel rispondere a quanto richiesto dalle norme. Eravamo già pronti”.

I punti deboli per la cybersecurity: le telecamere

Alberto Vasta Country Manager Italia e Malta di Mobotix
Alberto Vasta, country manager Italia e Malta di Mobotix

Quando si parla di cybersecurity è indispensabile capire, però, quali siano i punti facilmente attaccabili di un sistema. «Proprio le videocamere costituiscono spesso un punto di accesso per introdursi in un server, in un NAS (network attached storage) o in un computer. La videocamera» spiega Vasta “è il tallone di Achille del sistema IT”. La piattaforma informatica Mobotix è stata studiata proprio per fornire tutta la sicurezza sia all’utente finale sia all’installatore, in termini di:

  • hardware
  • software, che è integrato nel sistema
  • crittografia ad alto livello
  • impossibilità di accesso.

“Scegliere la nostra soluzione è come installare un’imponente cassaforte. La responsabilità della sicurezza informatica non è un ruolo che affidiamo agli installatori. Forniamo una piattaforma che, di per sé, garantisce già tutti i criteri di sicurezza. L’hardware, quindi, integra la scheda madre che contiene il software con i parametri di sicurezza e l’installatore non dovrà intervenire per configurare alcun parametro a propria responsabilità. Persino se si presentasse l’esigenza di un eventuale reset, questo verrebbe effettuato solo in casa madre in Germania, garantendo così ulteriore affidabilità”.

Con il mondo degli installatori si è instaurato uno stretto rapporto di collaborazione. L’azienda tedesca da sempre offre loro training di formazione e certificazione sui propri sistemi. “È un tema fondamentale – perché la piattaforma è pronta, ma occorre saperla utilizzare. I nostri installatori fanno parte di un partner program, in cui sono classificati anche in base alle competenze. Lo consideriamo un ritorno dell’investimento per chi investe sulle nostre soluzioni e su di noi”.

Il “concetto” della sicurezza informatica

Mobotix ha strutturato un vero e proprio concetto di approccio alla cybersecurity, a cui è stata dedicata, subito dopo l’uscita del GDPR, un’intera sezione del portale dell’azienda.
Si chiama cactus concept ed è il “concetto” di partenza su cui l’azienda ha sviluppato hardware e software della propria soluzione di sicurezza video. Il cactus concept, spiega Vasta, è la metafora di ciò che rappresentano le loro piattaforme informatiche per tre caratteristiche che la distinguono:

  • la capacità di agire in ambienti ostili
  • l’autogestione
  • l’impenetrabilità.

Un’invulnerabilità provata sul campo e un’efficienza riconosciuta dal mercato e da importanti enti. SySS, una delle maggiori aziende al mondo in termini di studio di penetrazione dei siti web e piattaforme informatiche, ha testato i sistemi Mobotix e ne ha certificato l’invulnerabilità contro gli attacchi informatici. E ancora, a fine gennaio, ricorda il manager, l’americana FDA – la Food and drug administration, l’agenzia per gli alimenti e i medicinali degli Stati Uniti – ha riconosciuto l’efficacia e il potenziale delle telecamere termiche Mobotix per la misurazione della temperatura corporea, dichiarandone la conformità ai propri requisiti.

Come creare un sistema ibrido: integrazione e scalabilità, con le App

A spiegare con una semplice frase l’essenza della piattaforma informatica Mobotix, racconta Vasta, fu un cliente che la definì “non una semplice telecamera ma un computer con le lenti“.

Ed è proprio così, spiega il manager, “la nostra piattaforma è a sé stante e questo permette di alleggerire anche l’infrastruttura di rete. Ogni telecamera fa l’analisi video e invia a un hard disk immagini già pronte, senza dipendere da alcun software di gestione. Ciò consente di non occupare la banda per l’invio e l’elaborazione dei dati”.

Altro fattore fondamentale è l’integrazione. “Ci discostiamo dalla classica videosorveglianza, in quanto la nostra piattaforma è in grado di aggiungere il proprio occhio, non solo per la sicurezza, ma per una serie di applicazioni” spingendo oltre quelle che sarebbero le potenzialità di una semplice videocamera. “È attivabile, in un dialogo bidirezionale, anche dal segnale di un’altra piattaforma, aumentando così la sicurezza dell’intero sistema. Per esempio, può attivarsi in caso di segnale dall’impianto antincendio o da quello di illuminazione. E allo stesso modo, può attivarli in maniera automatica in caso di necessità”.

Altro punto forte della soluzione è la sua scalabilità, grazie alla quale è possibile creare sistemi ibridi, integrandola anche in strutture preesistenti.

A questo proposito la ricerca e sviluppo dell’azienda è all’opera. “Al momento stiamo lavorando molto nella filosofia degli smartphone. Ovvero carichiamo a bordo della piattaforma applicazioni specifiche di terze parti – proprio come avviene in un normale smartphone – per un controllo mirato o una data necessità. Con l’apertura al mondo delle App – sottolinea Vasta – ora ci si proporranno infinite possibilità”. Un passo ulteriore verso un’integrazione sempre più spinta tra tecnologie, a servizio della sicurezza. Anche quella dei dati.

Arte in sicurezza

Un esempio di pregio dell’applicazione della piattaforma informatica Mobotix è il sito archeologico di Pompei. Il progetto iniziale prevedeva l’installazione di 1.000 telecamere per la videosorveglianza, Mobotix ha coperto l’intera area con solo 400 videocamere a doppia ottica. Un’ottimizzazione anche dal punto di vista dei costi per l’infrastruttura.

Si tratta di un’installazione di qualche anno fa ma, ancora oggi, soddisfa appieno le esigenze del sito. È emblematica di come la sicurezza informatica può essere pensata sotto i più disparati aspetti. “La cybersecurity è un tema fondamentale anche qui. Ci sono continui attacchi informatici e la nostra videocamera è in grado di tracciare tutti gli accessi al sistema, con indirizzi IP, data e ora, individuando e bloccando quelli sospetti. Inoltre la reportistica che il nostro sistema realizza permette all’utente finale anche di capire quali siano i punti deboli del proprio sistema”.

Al mondo museale è dedicato anche un progetto in corso di sviluppo, con un’idea che va oltre la sicurezza. Prevede di sfruttare le videocamere a visione emisferica installate per la videosorveglianza anche per permettere la realizzazione di visite interattive.

Informazioni su Raffaella Quadri 37 Articoli
Giornalista freelance, lavora da anni nel campo della comunicazione, in particolare nei settori tecnico industriali – tra cui l'elettrico e il comparto delle tecnologie –, esperienza che le ha permesso di sviluppare un approccio multisettoriale.