Da Smart City a Safe City: la tecnologia a servizio della sicurezza

Tecnologie studiate per passare dalla città intelligente, la nota Smart City, alla città sicura, la Safe City. In comune hanno l'esigenza di piattaforme aperte per creare sinergie tra sistemi diversi in un dialogo continuo volto all'efficienza dei servizi e alla sicurezza

safe city: tecnologie per la sicurezza

Smart City” è un neologismo a cui ormai ci siamo abituati. Al concetto di città intelligente se ne affianca però un altro spesso erroneamente considerato un suo sinonimo: “Safe City” ovvero la città sicura.
Cosa hanno in comune? Molto ma non tutto. Gli obiettivi sono diversi, per quanto complementari, ma il presupposto di base è il medesimo, il fattore gestione. “Una città smart è un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali di cui quotidianamente usufruiamo sono resi più efficienti con l’uso di tecnologie digitali e telecomunicazioni – spiega Ivan Piergallini, Sales Manager Italia e Iberia di Milestone Systems. – Consente così un utilizzo migliore delle risorse materiali e umane”.

Implica quindi una migliore gestione di vari aspetti delle vita comunitaria: dal trasporto urbano all’illuminazione pubblica, dal monitoraggio della qualità dell’aria alla gestione dei rifiuti fino alla sicurezza. Significa in sostanza “creare sinergie tra le amministrazioni, i cittadini, autorità pubbliche ed enti privati al fine di coordinarsi nelle diverse situazioni”.

Come gestire una Safe City? Con infrastrutture e tecnologie aperte

Ivan Piergallini Milestone
Ivan Piergallini, Sales Manager Italia e Iberia di Milestone Systems

Una delle più grandi criticità da affrontare è proprio il coordinamento tra le parti, in particolare in ambito di sicurezza e durante le emergenze.

Perché si possa definire “intelligente” ma anche “sicura” una città deve avere:

  • infrastrutture in grado di supportare la mole di dati che viene creata e scambiata
  • tecnologie che devono essere aperte per permettere l’interscambio di informazioni.

“È necessario, quindi, ridisegnare le infrastrutture tecnologiche affinché siano pronte a sostenere le nuove sfide – come sta dimostrando la pandemia in corso – e scegliere tecnologie adatte ad agevolare la comunicazione tra le parti”. Un assunto vero quando si parla di Smart City, ancor di più quando il tema è quello delicato della sicurezza.

Nella gestione di una città sicura entrano in gioco diverse entità – pubbliche o private che siano – che sono responsabili di molteplici attività. Soggetti differenti che devono poter gestire i sistemi allo stesso modo. “Le tecnologie aperte consentono di interagire in ambienti eterogenei” continua Piergallini “da un punto di vista tecnologico ma anche di coordinamento nelle azioni. Che si tratti di una situazione d’emergenza o di semplice quotidianità, sono necessarie soluzioni che permettono la condivisione delle decisioni, delle procedure e – non meno importante – delle responsabilità”.

La proposta “aperta” di Milestone: Xprotect

In questo contesto Milestone propone Xprotect, una piattaforma di gestione video pronta a interagire con molteplici sistemi. Si tratta di una soluzione:

  • aperta, per permettere una gestione eterogenea e condivisa da vari soggetti
  • flessibile, per fare interagire diverse nuove tecnologie
  • scalabile, per consentire nel tempo l’integrazione di nuove soluzioni.

“Senza la necessità di ulteriori investimenti, le nuove tecnologie si possono innestare sulla nostra soluzione che ne permette così l’interazione”. Ecco di nuovo l’esigenza di infrastrutture aperte, indispensabili in una Safe City.

Solo così è possibile assicurare prevenzione, individuazione e protezione. Parametri che intervengono anche in casi non necessariamente di emergenza. “Per esempio la piattaforma è in grado di interagire con sistemi di intelligenza artificiale che riescono a capire – imparando giorno dopo giorno – se su un’autostrada o a un incrocio si stia generando una situazione di traffico anomalo. O ancora può interfacciarsi con sistemi che avvertono un rumore insolito, un suono di allarme, delle grida, dei vetri che si rompono. Tutto questo permette agli operatori preposti di intervenire prima che succeda qualcosa di più serio e quindi di prevenire situazioni di pericolo. Inoltre consente a enti e amministrazioni di ottimizzare le risorse”.

È necessario ridisegnare le infrastrutture tecnologiche perché siano pronte a sostenere nuove sfide

I big data? Questione di cybersecurity e privacy

In una Safe City, dunque, diventa indispensabile gestire un’enorme mole di dati. Il software della piattaforma è in grado di ricercare velocemente il singolo dato e di metterlo a disposizione.

“La nostra R&S è concentrata proprio sul facilitare la ricerca dentro al sistema del dato di interesse nella miriade di informazioni che giunge dalle fonti più svariate, per rendere possibile l’interpretazione corretta delle informazioni necessarie in quel determinato momento e un rapido intervento”.
A questo, spiega Piergallini, si collega il tema della cybersecurity, ovvero di come si gestiscono, proteggono ed esportano dati e informazioni sensibili. “La nostra azienda investe moltissimo sul tema sicurezza. Offriamo soluzioni certificate che rispettando le normative in termini di cybersecurity e di privacy; aspetti che, in alcuni ambiti, si sovrappongono. Si tratta di temi per Milestone centrali, sia nella R&S sia nella proposta di soluzioni tecnologiche al mercato”.

Va considerato inoltre che persino “le disposizioni e direttive nazionali e regionali in termini di infrastrutture di sicurezza raccomandano, sempre più spesso, il rispetto di determinati requisiti nel caso di bandi o gare pubbliche ovvero: sistemi aperti e standard, che rispettino le normative vigenti”.

La piattaforma Xprotect ha ottenuto dall’European Privacy Seal (EuroPriSe) la certificazione GDPR Ready. “Questo riconoscimento garantisce la conformità a quanto stabilito dal GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati – Reg. (UE) 2016/679) del prodotto così come di tutti i processi che interessano la realizzazione del software”.

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